Live Band
Live di questa band:
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Lun 29 Lug - Chiomonte (TO) - Italia
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SEPE & JOSE’ SEVES - El verso es una ...
DANIELE SEPE & JOSE’ SEVES - El verso es una paloma Daniele Sepe, napoletano, eccellente sassofonista, compositore e band-leader, vincitore dell’ultima edizione del “Premio Tenco”, è forse il personaggio più geniale ed iconoclasta dell’attuale panorama musicale italiano. José Seves, cantante, polistrumentista e autore cileno ha militato per venticinque anni nel gruppo Inti-Illimani, ed il suo timbro vocale intenso e potente è stato l’inconfondibile “marchio di fabbrica” della leggendaria band cilena. Due musicisti di indubbio talento e di spiccata personalità che uniscono le loro forze per celebrare la memoria del cantautore, folksinger e animatore culturale cileno Victor Jara, uno dei più grandi artisti dei nostri tempi, una voce indimenticabile e profetica. Grazie alla rilettura di due musicisti come Daniele Sepe e José Seves, le canzoni di Victor Jara acquistano nuova vitalità ed attualità, e si confermano non solo poderosi strumenti di emancipazione culturale e sociale, ma anche toccanti momenti di musica e poesia. “Chi dice che con la musica non si fa politica dovrebbe spiegarci l’accanimento dei militari fascisti cileni contro Victor Jara. Lo torturarono, gli maciullarono le mani prima di finirlo in quello stadio di Santiago che doveva vederne molti di cileni torturati, stuprati e uccisi su commissione del premio Nobel Henry Kissinger. E io, come più seriamente fa un caparbio giudice spagnolo di questi tempi, dico che il tempo non cancella proprio tutto, e che c’è da non dimenticare, e che la musica può essere altro che – ti amo, mi ami? –, e che va resa giustizia a Jara continuando a cantare le sue straordinarie canzoni.” Daniele Sepe
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14/12/2005 13:23 - Daniele Sepe è nato a napoli il 17 Aprile 1960. ...
Daniele Sepe è nato a napoli il 17 Aprile 1960. Diplomato in flauto al Conservatorio di S. Pietro a Majella di Napoli, inizia la sua poliedrica attività con il gruppo operaio E Zezi di Pomigliano. Nel 1976 partecipa ai Festival Internazionali di Rennes, Di Martingues, di Bonn. Incide il disco Tammuriata dell'Alfa Sud per i Dischi del Sole. Contemporaneamente ad attività concertistica colta comincia ad interssarsi anche al sassofono ed al jazz. Dopo il diploma stanco di preparare estenuanti concerti da presentare alle vecchie nobildonne immancabili al Circolo Degli Artisti, e non possedendo un Frack comincia a lavorare in studio e qualche volta dal vivo con un sacco di gente (Nino Bonocore, Mia Martini, Teresa De Sio, Roberto De Simone, Gino Paoli, ecc.) di cui gli risultano simpatici solo Peppino Gagliardi, Edoardo De Crescenzo, Roberto Murolo e Nino D'Angelo. Infastidisce anche nell'ambito della Vesuwave dove collabora ad arrangiamenti di Gruppi come Little Italy, Bisca, Walhalla, Degrado. Pericolosamente inizia a scriversi la propria musica da solo ed i nomi che da alle diverse formazioni danno solo una vaga idea di quello che attende l'ignaro spettatore ai suoi concerti. I suoi organici vanno dal trio di soli fiati alla Big Band di venti elementi. Paradossalmente tutto ciò piace alla gente ed incredibilmente anche alla critica (con la doverosa esclusione di quella jazzistica). Comincia a documentare il suo lavoro dapprima sugli inevitabili demotape (senza speranza) e poi con un disco autoprodotto nel 1989 dal suggestivo titolo Malamusica (non è tutto). Qualcuno lo ignora del tutto e qualcuno grida al miracolo. Fortunatamente il disco si vende e così non pago ne registra un altro dal titolo più che qualunquista di Uscita Di Gladiatori. Scappa a Timbuctù con milioni di conchiglie ricavate dalle vendite. Prima della accellerata fuga ha avuto tempo di scrivere musica per teatro (Falso Movimento, Teatri Uniti), per balletto (Festival Internazionale di Danza e Poesia) e soprattutto per il cinema (Blues Metropolitano di Squitieri, Diciassette di Enrico Caria, Rimini Rimini e L'Amore Molesto di Martone, Cronaca Di Un Amore Violato di Battiato, Carogne di Caria). Ha redatto il capitolo relativo agli strumenti a fiato nella nuova Enciclopedia del Rock della De Agostini. Nel 1994 pubblica il Cd Vite Perdute che alla fine gli porta un po' di bene, procurandogli la partecipazione a vari Festival Internazionali.
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SEPE "Lavorare Stanca"
La cultura musicale italiana e il lavoro ...
DANIELE SEPE "Lavorare Stanca" La cultura musicale italiana e il lavoro che non c'è. I suoni di un sax che sottolinea i grafici della nostra povertà (basta un povero in più al meridione per essere tutti più poveri). La nostalgia di una protesta che manca proprio quando servirebbe. Come l'azione di chi non fa niente. Governo e opposizione. Facce della stessa medaglia sbiadita. Le foto di un paese non proprio allo sbando. Peggio. Un paese che si è dimenticato di se stesso. Gente che sembra appena uscita dalla guerra. Fabbriche abbandonate. Bagnoli nel degrado. Imprenditori invisibili. Su tutto questo, un disco fatto come un libro parlante. Con titolo "pavesiano": gli occhiali posati sul tavolo, la poesia del lavoro interrotta per un momento, la Torino del dopoguerra fuori dalla finestra. Le colline dei partigiani ancora negli occhi. Il saggio d'apertura è indicativo dello "spettacolo della merce umana" che segue. Tabelle, specchietti, documenti, infine la musica, che si scaglia contro chiunque. Daniele Sepe raccoglie intorno alla sua "Napul'è" le citazioni dall'universo della fatica. E ne esce una città con pochi G7 da sbandierare. Una Napoli che va a far la spesa nel Black Market dei Weather Report. Il tema di Zawinul è stato ripensato con classe, stimoli eccellenti e raffinatissima ambiguità: un esempio di competitività, produttività e flessibilità "comuniste". Ma si scopre anche che la musica di Kurt Weill (Kanonen Song) può avere lo stesso sapore di frontiera di Ederlezi, di Bregovic (altra ripresa geniale). Sono emozioni flash, foto di una guerra che non può finire. Una girandola di parole che spinge la sua luce sino al Duecento del Carmina Burana da cui nasce Bulla Fulminante, ricevendone forza. La stessa forza che scaturisce dalla "violenza" dei tradizionali pugliesi e calabresi alla base delle invocazioni - così moderne nella loro povera veste - a San Pasquale Baylonne, protettore delle donne e alla "donni" della Serenata alla carpinese. Lavorare stanca è una storia del sud che inizia con le parole di un nordico disperato. Arriva fino a noi scivolando tra le mani di gente appassionata e attenta, di innamorati senza illusioni, tra cui Ignazio Buttitta ed Enzo Del Re. Innamorati dei fatti. Se c'è un obiettivo, in questo rotolare di rime, in questo intrecciarsi di strumenti, è quello di svegliare chi non vuole o non sa sentire la musica delle "vite perdite". Di chi crede che il silenzio sia ancora assenso. Grande confezione. Grande sostanza. E' il jazz folk di Daniele Sepe, nostro caro angelo, nostro caro Garbarek proletario. Che parla a chi non c'è.
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SEPE &ART ENSEMBLE OF SOCCAVO
DANIELE SEPE OFFICIAL BIOGRAFY! OBIETTIVI:
Fare ...
DANIELE SEPE &ART ENSEMBLE OF SOCCAVO DANIELE SEPE OFFICIAL BIOGRAFY! OBIETTIVI: Fare buona musica e magari guadagnarci pure... 1975-1980: STUDIA E LAVORA; Suona ed incide con i "Zezi" di Pomigliano D' Arco. Si diploma in flauto al Conservatorio "San Pietro a Majella" - Napoli. Compra un sassofono e infesta la new-vawe napoletana: Little Italy, Bisca, Degrado. 1980-1989: ANNI DI SACRIFICI Si dà alla musica seria (2° suite di Bach all' auditorium RAI di Napoli, musica barocca con "La Cappella della Pietà dei Turchini", musica contemporanea con Luciano Cilio). Troooppo seria. Irrinunciabile rinuncia. 1989-1994: ANNI DI SEMINA Con i risparmi delle mille tournees rinuncia all' acquisto di un automobile e si autoproduce il primo album: "Malamusica". Splendide critiche pessime vendite. Insiste, rinuncia a dischi altrui e concerti altrui, fa la fame. Trova la forza di incidere "L' uscita dei galdiatori" e "Play standards and more". Splendide critiche pessime vendite. Dimagrisce dieci chili. Aumento delle vendite ed allargamento del mercato. ANNI DI VENDEMMIA E' premiato al "Tenco" per "Lavorare stanca" (miglior album in dialetto), gli arriva pure la nomination (UANEMA!) per il PIM (Premio italiano della musica...), vince il premio qualità del ministero per una colonna sonora (e stavolta so soldi!Menumale...), comincia a lavorare con Lanterna Magica (Enzo D'Alò) al "Pinocchio", ma è sempre difficile. E' invitato alle più prestigiose rassegne di World-Music europee: "Womad" Bruxelles "La fete de la musique" Parigi "Les Allumees" Nantes "Beethoven Kunstenhalle" Berlin "Opera Festival" Wexford "Ritmos" Porto etc..Pubblica "Conosci Victor Jara" con la collaborazione di Josè Seves. Ad oggi (3/001) per 24(!) settimane nella classifica Indies di vendita, tra Pelù e Consoli.Bella suddisfazione... Pubblica "Truffe & Other Sturiellett" allo scopo di capire se si può permettere di tutto col suo pubblico.Se lo comprano, ormai li hain pugno...
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14/12/2005 13:23 - DANIELE SEPE
Jazz, musica popolare, suoni etnici. Colonne sonore, canzoni, ...
DANIELE SEPE Jazz, musica popolare, suoni etnici. Colonne sonore, canzoni, musiche teatrali. A Daniele Sepe i limiti di generi e ruoli danno fastidio. Con l’ironia smonta la musica e la rimonta in spettacoli di grande fantasia. Si è fatto le ossa col suo sassofono come session man, ha inciso il primo disco nel 1991 (“Malamusica”), e il quarto (“Vite Perdite”) è pubblicato in tutto il mondo da un’etichetta di Berlino. Nel 1998 vince il Premio Tenco con “Lavorare Stanca”. Da poco è uscito “Jurnateri” con la collana del “Il Manifesto”. Ferrario, Battiato, Baricco... Sepe collabora con artisti di ogni campo perché la musica, per lui, ha confini più ampi.
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14/12/2005 13:23 - Nasce a Napoli. La sua poliedrica attività comincia con il ...
Nasce a Napoli. La sua poliedrica attività comincia con il "Gruppo Operaio E Zezi di Pomigliano", con cui partecipa a numerosi Festival internazionali tra cui Rennes, Martigues e Bonn. Durante la Guerra del Golfo, autoproduce, assieme ad una cinquantina di musicisti napoletani, una musicassetta di canzoni pacifiste, che distribuisce gratuitamente fuori le scuole e le fabbriche di Napoli. Nel 1994 pubblica il CD "Vite perdite" che ottiene grande successo di pubblico e di critica, procurandogli l'entrata nelle classifiche italiane ed internazionali. Premiato come uno dei 100 dischi degli anni '90 da salvare dalla rivista "Rockstar", e miglior disco dell'anno da "Rockerilla. Nel 1995 esce "Spiritus Mundi" che bissa i successi di "Vite perdite", e che, assieme al primo, viene inserito in numerose antologie a grande tiratura da "Polygram", "Il Manifesto" e "La Repubblica". Sempre con il "Manifesto pubblica due CD dal titolo "Trasmigrazioni che vede coinvolti numerosi musicisti "immigrati in Italia", e "Viaggi fuori dai paraggi". In seguito pubblica "Lavorare Stanca" per la Compagnia Nuove Indye. www.danielesepe.com - SUONA: LUGLIO 28 giovedì - Pietrapertosa (Potenza) AGOSTO 4 giovedì Cavriglia (Ar) . Festival Orientoccidente . ore 21:30 6 sabato - Orvieto -Festa di Liberazione7 domenica - Roma -Villa Ada 19 venerdì - Palermo 20 sabato - Pistoia - Sentieri Acustici - INFO: CNI Compagnia Nuove Indie - Via Antonio Vivaldi 9 - Roma Tel. 06/86212085 - 338/3159726 - www.cnimusic.it
































































