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14/12/2005 13:23 - FOO FIGHTERS - There Is Nothing Left To Lose (Roswell/RCA)
Dave ...
FOO FIGHTERS - There Is Nothing Left To Lose (Roswell/RCA) Dave Grohl, ex-pestapelli dei Nirvana, sente probabilmente il peso del tempo che gli scorre attraverso (come A tutti), cerca un'alternativa alla punkerie ed alla vita veloce, ha figli da crescere, contatti con i direttori di banca e le movie star ai party. In soldoni, tenta di fare il piccolo-grande salto e, per dirla con la società 'civile', di crescere. Dunque lima, arrotonda, anestetizza il suono, dà alle chitarre quella cattiveria da can che abbaia non morde (però demorde!), cerca la ballata da tenerone (orrenda 'Learn To Fly', il peggior episodio del disco) e vuole spandere il più possibile per l'aere americano le sue creature soniche. Dunque, che si facciano da parte i duri e puri e cerchiamo di scrivere per i mosci e impuri: tenuto conto che sono esistiti Foreigner, Boston e tardo Chicago, l'AOR dovrebbe guadagnare nel cambio, se non altro alcuni episodi godono di quel nerbo che il mainstream rock non ha più dai tempi di Micca Pietro. Per cui, chi non ama gli smadonnamenti della ritmica, le chitarre lancinanti e gli urlacci selvaggi ma reputa troppo soporiferi Elton John e Phil Collins, potrebbe trovare in questo dischetto un buon compagno di strada per il tragitto casetta con giardino/posto di lavoro da 17 mensilità. Rock transgenico: un po' insapore ma bello tondo e colorato, nonché gradevole da guardare. A qualcuno piace.
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14/12/2005 13:23 - FOO FIGHTERS
"There Is Nothing Left To Lose"
C'è voluta la tragica ...
FOO FIGHTERS "There Is Nothing Left To Lose" C'è voluta la tragica fine dei Nirvana perché il mondo scoprisse che il talento di Dave Grohl non si esauriva tutto nell'energia erogata dai tamburi che aveva messo al servizio di Kurt Cobain. Magari la cosa in se non è stata di quelle capaci d'imprimere chissà quali svolte o accelerazioni alla storia del rock, ma tanto è bastato per affrancare rapidamente Grohl dalla insostenibile pesantezza dei suoi trascorsi nel gruppo che più di ogni altro ha impersonato l'etica e l'estetica del grunge e per guadagnargli la dignità, il rispetto e la considerazione di un vero band leader, siccome non è mai stato un mistero per nessuno che i Foo Fighters siano prima di tutto il 'suo' gruppo. L'ultima prova in ordine di tempo a tale riguardo è arrivata non più di qualche mese fa con il licenziamento di Franz Stahl il chitarrista, già compagno di Grohl negli Scream, reclutato per rimpiazzare il dimissionario Pat Smear, diventato improvvisamente incompatibile con gli orientamenti musicali nel frattempo assunti dal gruppo. Il quale, così come hanno ampio agio di dimostrare molte delle undici canzoni di "There Is Nothing Left To Lose", ha ormai deciso di privilegiare il naturale istinto melodico del suo leader su quel forte retaggio hardcore largamente avvertibile nei primi due album dei Foo Fighters. Analogamente a quanto avvenuto a suo tempo per altri gruppi di schietta estrazione hardcore come i Replacements e i Soul Asylum, anche qui è la canzone nella sua forma melodicamente più compiuta ad aver preso il sopravvento su ogni altro aspetto della composizione e del suono e ad aver assorbito quasi tutte le attenzioni di Grohl e compagni. "Next Year", "Ain't It The Life", il singolo "Learn To Fly" e la serenata al chiaro di luna dedicata ad una -immaginiamo- conturbante "Aurora" rappresentano certamente i risultati più vistosi della nuova e più morbida direzione sonora presa dai Foo Fighters, ma le medesime indicazioni si possono ricavare anche dai brani più spediti, impetuosi e ruvidi qui messi in elenco, ovvero da "Stacked Actors", che dal protervo e distorto riff introduttivo si sviluppa in un tema tutt'altro che aspro e concitato, e dalla melodia squarciagola di "Breakout". Anche per i Foo Fighters, in definitiva, sembra essere arrivata l'età dei miti consigli, quella in cui si vuole assaporare più spesso il gusto della bella frase melodica e indugiare più a lungo sull'ordine e sulla confezione dei dettagli. C'è chi chiama tutto questo maturità. Forse per non dover cominciare ad agitare lo spettro della senescenza.














































































































