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14/12/2005 13:23 - Luciano Ligabue "MISS MONDO" Wea
Un disco compatto, che elimina ...
Luciano Ligabue "MISS MONDO" Wea Un disco compatto, che elimina quasi totalmente i riff a favore di soluzioni chitarristiche più aperte, reintroduce le tastiere, spolvera a nuovo l'amore mai sopito per un suono americano più roots e meno anabolizzato (più Neil Young e New Orleans, meno Springsteen), elimina certe punte retoriche nei cantati che avevano provocato a Ligabue le benevole prese in giro di colleghi come Elio E Le Storie Tese: verrebbe da dire che "Miss Mondo" più che essere figlio di "Buon Compleanno Elvis" sembra nipote di "Sopravvissuti E Sopravviventi", della curiosità e della voglia di esporsi in prima persona che lo animavano. La produzione di "Miss Mondo" è in mano allo stesso Ligabue, coadiuvato da Fabrizio Simoncioni nella duplice veste di tecnico del suono e tastierista, mentre Fabrizio Barbacci rimane fuori dal giro (ma aveva lavorato al successivo "Il Mio Nome E' Mai Più") e può agevolmente pensare ai suoi nuovi protetti (oltre ai Negrita, c'è in cantiere il nuovo album di Francesco Renga, ex-Timoria). Dall'album di Luciano spariscono quel suono talvolta gonfio di chitarre che fa la gioia delle radio e pezzi che vanno dritti fino in fondo: affiorano chitarre aperte, arpeggi, musicisti che curiosano nelle proprie parti e canzoni dai tempi scomposti, su metriche non sempre regolari: un suono più introspettivo e meditato, frutto di un equilibrio evidentemente maturato e pazientemente inseguito nelle registrazioni di questo disco. Per quanto riguarda i testi Ligabue sfodera il suo album più autobiografico, parlando diverse volte in prima persona e senza neanche troppe metafore: usa parole di chi deve avere molto pensato al suo ruolo e non ama le proiezioni che la popolarità addossa al suo personaggio ("Uno Dei Tanti", "Sulla Mia Strada"), si interroga sul senso-non-senso della vita e sulla casacca da indossare in campo ("Si Viene E Si Va", "Una Vita Da Mediano"), butta un occhio attento alle vite degli altri passate, presenti e future ("Kay E' Stata Qui", "Miss Mondo '99", "Da Adesso In Poi"), regala momenti di intimità ("Almeno Credo" e "Forse Mi Trovo") sputa ironico sul mondo che gira a stecca ("Baby, E' Un Mondo Super") e si commuove felice raccontando delle notti di provincia ("E"). "Miss Mondo" parte con filosofia ("Si Viene E Si Va") e si chiude con la benaugurante leggerezza di "La Porta Dei Sogni": in mezzo, il mondo di Ligabue '99, che su disco è vivo, vegeto e scalciante. Fuori dalla porta, però, c'è il mondo, e lì il rocker padano sarà ancora una volta sospeso, volente o nolente, tra palco e realtà. Un consiglio (non richiesto)? Tranquillità: è la prima virtù dei mediani.
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14/12/2005 13:23 - LUCIANO LIGABUE
Luciano Ligabue nasce a Correggio il 13 marzo del ...
LUCIANO LIGABUE Luciano Ligabue nasce a Correggio il 13 marzo del 1960. Per alcuni anni fa i lavori più disparati: il bracciante stagionale, il metalmeccanico, il ragioniere, il conduttore radiofonico, il commerciante, il promoter, il consigliere comunale. Tutte occupazioni durate pochi anni, in alcuni casi mesi. Nel febbraio del 1987 per la prima volta si esibisce pubblicamente con un gruppo il cui nome è Ligabue e Orazero. In repertorio solo canzoni scritte da lui. Nel 1988 Pierangelo Bertoli incide "Sogni di rock'n'roll", includendola nell'album "Tra me e me". Per Luciano è la prima incisione professionale: è lui infatti che canta la contromelodia nel finale del pezzo. Nel mese di luglio Luciano vince il concorso provinciale Terremoto Rock. Il premio è l'incisione di un 45 giri ("Bar Mario" e "Anime in plexiglass"). A novembre partecipa alla Finale del Primo Concorso Nazionale Gruppi di base e il suo brano "El gringo" viene inserito nel disco-compilation (comprendente 8 pezzi) pubblicato dall'Anagrumba. Nel 1989 Bertoli incide un altro pezzo di Luciano, "Figlio d'un cane", inserendolo nell'album "Sedia elettrica". Detto album è prodotto da Angelo Carrara, che di lì a poco decide di produrre anche il primo album di Luciano. A dicembre la registrazione del primo album: "Ligabue". Con lui ci sono i ClanDestino, gruppo di Reggio Emilia formato da Max Cottafavi alla chitarra, Gigi Cavalli Cocchi alla batteria e Luciano Ghezzi al basso. Tecnico del suono è il prezioso Paolo Panigada (Feiez). Nel 1990, a maggio, esce per la WEA "Ligabue": l'album sarà 5 volte disco di platino. Con il brano "Balliamo sul mondo" Luciano vince il Festivalbar Giovani. A novembre inizia il "Neverending Tour": quasi trecento concerti. Nel 1991 la stessa formazione che aveva realizzato il primo album registra "Lambrusco coltelli rose & pop corn" (anch'esso 5 volte disco di platino). Si aggiunge Giovanni Marani, tastierista. L'album esce a settembre. Luciano partecipa al Festival di Montreaux. Nel 1992 il "Neverending Tour" prosegue nella versione "Lambrusco" per tutto l'anno. In autunno le registrazioni di "Sopravvissuti e sopravviventi". La formazione è quella di sempre," tranne per l'ingresso di Gianfranco Fornaciari al posto di Giovanni Marani. Nel 1993, a gennaio, esce "Sopravvissuti e sopravviventi" (quattro dischi di platino). Il "Neverending tour" continua con il nuovo materiale. Nel mese di luglio Luciano apre i concerti degli U2 a Torino e a Napoli. A ottobre partecipa al Premio Tenco e incide un brano ("Variazioni su temi zigani") nel disco "Il volo di Volodja", omaggio al cantante e poeta russo Vladimir Visotskj. I ClanDestino intraprendono una propria carriera con due album: Clandestino (1994) e Cuore stomaco e cervello (1995). Nel 1994, a ottobre, esce "A che ora è la fine del mondo?" (3 dischi di platino), un cd composto da "schegge sparse" che per qualche motivo non erano entrate negli album precedenti. L'album è registrato in parte con i ClanDestino, in parte con i Negrita e in parte con un gruppo di affermati session-man. Luciano fonda con Valerio Soave l'etichetta Mescal che nel giro di un anno e mezzo produrrà i primi album di La Crus, Massimo Volume, Modena City Ramblers e Stefano Belluzzi. Nel 1995 a febbraio con un mini-tour in Svizzera e con la registrazione di "Dio è morto", Luciano e il nuovo gruppo fanno un po' di rodaggio. I nuovi compagni di viaggio sono: Antonio Rigo Righetti (basso), Robby Pellati (batteria) e Federico Fede Poggipollini (chitarra). Inizia con loro, a marzo, in una vecchia scuola elementare di Budrio di Correggio, la preproduzione di "Buon Compleanno Elvis". Alla band si aggiunge Mel Previte (anche lui alla chitarra). Il disco, registrato con la coproduzione artistica di Fabrizio Barbacci, esce il 22 settembre e per la prima volta Luciano è primo nelle classifiche di vendita. Il tour, tenutosi nel mese di novembre, registra ovunque il tutto esaurito. Nel 1996 "Buon Compleanno Elvis" raggiunge straordinari traguardi: un milione di copie vendute (10 dischi di platino), 70 settimane di presenza in classifica, il premio IFPI (disco di platino in Europa), la Targa Tenco ("Certe notti" miglior canzone dell'anno), il premio speciale Festivalbar per il tour dell'anno e ben 3 riconoscimenti nella prima edizione del nascente P.I.M. (Premio Italiano della Musica): Miglior Disco, Miglior Canzone ("Certe Notti"), e Miglior Cantante dell'anno. Nel 1997, dopo l'enorme successo di "Buon Compleanno Elvis" e l'esaltante tournèe che ne è seguita (P.I.M. '97: tour dell'anno), viene pubblicato il primo disco dal vivo di Luciano, registrato durante alcune tappe del tour. "Su e giù da un palco" esce a maggio in versione doppio cd e triplo vinile e contiene 3 inediti: "Tra palco e realtà", "Ultimo Tango a Memphis" (cover di "Suspicious Minds"), e "Il giorno di dolore che uno ha". L'album è un altro grande successo e raggiunge le 800 mila copie vendute. Sempre a maggio esce "Fuori e dentro il borgo", raccolta di quarantatre racconti con i quali Luciano vincerà il Premio "Elsa Morante" e il Premio "Città di Fiesole". A fine giugno comincia un tour di sei date in grandi spazi. Con le prime due (a S. Siro) si stabilisce un nuovo record di presenze: 110.000. In inverno comincia, con Antonio Leotti, la scrittura di una sceneggiatura tratta dai racconti di "Fuori e dentro il borgo". Nel 1998 Luciano accetta la "folle richiesta" di dirigere il film. Nel mese di maggio iniziano le riprese di "Radiofreccia". L'impegno è enorme: sei mesi di lavoro frenetico tra il set delle riprese, sala montaggio, sala mix e studio di registrazione per la preparazione della colonna sonora. Il 13 settembre Radiofreccia viene presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia, riscuotendo ottimi consensi di pubblico e di critica. Il successo continuerà anche una volta uscito nelle sale. Alla fine il film supererà i 10 miliardi e riceverà i più prestigiosi riconoscimenti del cinema italiano: tre David di Donatello, due Nastri d'argento, un Globo d'oro, tre Ciak d'oro. La colonna sonora di "Radiofreccia" (tre dischi di platino) esce nei negozi l'8 ottobre, in forma di doppio CD. Su un disco ci sono i classici dei '70 trasmessi dall'immaginaria emittente della pellicola, sull'altro una serie di motivi strumentali e di canzoni inedite scritti per l'occasione da Luciano. Il brano più famoso del film è "Ho perso le parole", che è premiato al P.I.M. '99 quale Miglior Canzone dell'Anno. Nel 1999, a marzo, comincia la lavorazione di "Miss Mondo". La band che lo accompagna è la stessa di "Buon compleanno Elvis", con l'aggiunta di Fabrizio Simoncioni come tastierista e tecnico del suono. In due brani vengono aggiunte delle piste orchestrali registrate ad Abbey Road, nei leggendari studi EMI, con arrangiamenti e direzione d'orchestra di Piero Milesi. A registrazioni finite, mentre l'album viene mixato allo studio Logic di Milano da Dave Leonard, Luciano assieme a Jovanotti e Pelù realizza e pubblica "Il mio nome è Mai Più", una canzone contro le cinquantadue guerre in corso nel mondo. La vendita del cd singolo (dieci dischi di platino) frutta alcuni miliardi con i quali, tra gli altri progetti, l'associazione Emergency inaugura un ospedale in Afganistan e comincia la costruzione di un altro in Sierra Leone. A settembre Luciano presenta ufficialmente "Miss Mondo" alla stampa e nello stesso tempo saluta anche, dopo una lunga assenza dai palchi, i suoi fans con due concerti tutto-esaurito all'Arena di Verona. Il 22 ottobre comincia al Palasport di Firenze il MissMondo Tour, che si concluderà due mesi dopo, il 23 Dicembre, a Milano, dopo 39 date, 20 città e 300.000 presenze ai concerti. Durante il tour viene consegnato a Luciano il Premio "Tutto" per Certe Notti, votata miglior canzone degli anni '90. "Miss Mondo" viene premiato Miglior Disco del 1999 nell'edizione 2000 del P.I.M. "Il mio nome è Mai Più" vince (sempre al P.I.M.) il titolo di Miglior Canzone e Miglior Video. Nel 2000 un tour estivo di 20 tappe porta Ligabue nei più importanti stadi di tutta Italia, da Cagliari a Varese. Si tratterà di 20 eventi speciali, fatti di tre ore di musica, con il Liga e la band sul palco per due ore e mezza di fila, 20 feste per celebrare gli anni trascorsi dal primo album: il tour ha come titolo infatti "1990-2000: 10 anni sulla mia strada". Il 13 luglio, tra una data e l'altra del tour, Luciano si reca a Bruxelles per ricevere il disco di platino europeo durante la terza edizione dell'"I.F.P.I. Platinum Europe Awards", un tributo dell'industria discografica internazionale agli artisti europei che hanno oltrepassato con un loro album il milione di copie vendute." Il 23 luglio gli viene poi consegnato il premio "Lunezia 2000" per il testo della canzone "L'odore del sesso". Il 23 settembre, durante "Vota la voce 2000", viene premiato con un "Telegatto" quale miglior interprete dell'anno. Il 27 ottobre viene consegnata a Ligabue e a Francesco Guccini la Targa Tenco per la miglior canzone dell'anno, "Ho ancora la forza", scritta a quattro mani dai due artisti emiliani. Nel 2001 Ligabue si aggiudica altri importanti premi. Il 5 febbraio si svolge la prima edizione degli Italian Music Awards, durante la quale gli viene consegnato il premio per il Miglior Tour del 2000. Il 21 marzo gli vengono attribuiti i premi per il Miglior Tour e Miglior Cantante durante l'edizione 2001 del P.I.M. Nel frattempo è cominciata l'avventura di "Da zero a dieci", il secondo film di Ligabue; alla fase di pre-produzione segue la fase di riprese, che cominciano il 4 giugno e terminano il 10 agosto. A settembre Luciano, oltre a seguire la fase finale di lavorazione del film, comincia a lavorare in studio insieme alla band a nuovo disco di canzoni inedite. Il 10 gennaio 2002 esce il singolo "Questa è la mia vita", contenente l'omonima canzone dei titoli di coda di "Da zero a dieci", e il tema musicale del film; il cd singolo, una sorta di mini colonna sonora, resta per varie settimane ai vertici delle classifiche sia di vendita sia di airplay (rotazione radiofonica). "Da zero a dieci" arriva nelle sale cinematografiche l'8 febbraio, con una buona accoglienza sia di critica sia di pubblico. Il 29 marzo esce, solo per le emittenti radiofoniche e non in vendita, "Tutti vogliono viaggiare in prima", il primo singolo del nuovo album pubblicato il 26 aprile 2002, contenente 12 canzoni, intitolato "Fuori come va?". Ligabue racconta l'album "La cosa fondamentale del disco è che non c'è un filo conduttore, com'era stato quasi sempre fino ad oggi. Realtà e sogno per il secondo album; resistenza umana per il terzo; mitologia e 'pratica' della musica per "Buon compleanno"; crisi di identità per "Miss Mondo". Qui per certi versi sono tornato ai miei inizi, al primo disco. Ogni canzone fa storia a sé; ci poteva stare di tutto." Il segno del nuovo album è infatti quello della varietà. Se "Nato per me" all'inizio imprime un'unghiata forte alla musica, con un rock ispirato a Mick Jagger e agli Stones, "Ti sento", due brani più in là, respira già una diversa aria di ballata e di sentimento. Una melodia ariosa, suggestiva, caratterizza "Il campo delle lucciole" mentre "Eri bellissima" prova schemi nuovi di cui il Liga è orgoglioso ma che "sicuramente sorprenderanno i fans e potrebbero anche dividere un po'". "Voglio volere" rilancia l'idea di "Almeno credo": mai rinunciare al desiderio, "il sogno è un carburante troppo prezioso perché si possa farne a meno." "In pieno rock & roll" è una great ball of fire "che non vediamo l'ora di far rotolare sui nostri fans in concerto"; mentre "Tu che conosci il cielo" ha toni riflessivi, spirituali, fra i più intensi di tutto il repertorio - una canzone a Dio accorata e ricca di speranza. "Tu che conosci il cielo" è una delle canzoni che amo di più fra queste nuove. Un'altra è "Tutte le strade portano a te", che ha certe linee di chitarra che la tagliano orizzontalmente con un effetto che mi piace molto. Sono risonanze, Larsen sottili, sfumature importanti che, però, non vogliono distrarre dal senso della canzone. Un altro brano ancora è "Eri bellissima", un pezzo che non è rock ma marcia davvero. Quando lo ascolto, ho il senso dell'enorme lavoro che in quest'album è stato fatto sotto il profilo ritmico." I primi semi di "Fuori come va?" sono stati gettati la primavera scorsa. "Quando abbiamo cominciato a registrare avevo trenta canzoni e nessuna idea precisa di dove andare a parare. Poi mi sono fatto portare dove le canzoni e i consigli del mio team mi hanno portato, e non è stato così difficile sceglierne quindici. Il bello, nel senso di faticoso, è arrivato dopo: scegliere queste, trovare l'alchimia perfetta. Dico la verità: volevo un disco anche più corto, volevo essere efficace e stringato. Ma sotto il livello di dodici non sono riuscito ad andare, e mi sta bene così." "La cosa magica è che praticamente tutte le canzoni sono state arrangiate nell'arco di mezz'ora l'una; il tempo di capirne la struttura, di mettersele addosso. Normalmente, la prima proposta del gruppo è stata quella buona. Ci abbiamo poi lavorato tantissimo, ci siamo dedicati a finezze e sfumature; ma c'è questa spontaneità di base che dà sangue alla musica, com'é giusto che sia." "Le registrazioni sono avvenute da me, allo Zoo Studio, il mix l'abbiamo fatto alla Fonoprint di Bologna. Con il mix è accaduto qualcosa di simile agli arrangiamenti: un giorno, un giorno e mezzo per brano, contro una media di tre-quattro nei dischi precedenti. Siamo riusciti, credo, ad essere precisi senza cadere nell'ossessione, a non entrare nella paranoia del suono. La nostra è una musica che risentirebbe di troppe minuzie e menate. Bisogna sempre stare attenti a non farsi prendere la mano. Il mito del mix perfetto può portarti via dallo spirito di una canzone." "Grazie al clima e all'ottimo lavoro della 'squadra' (Fabrizio Barbacci in testa), non ho mai lavorato così poco alla produzione di un disco; che non vuol dire naturalmente aver bighellonato ma essere riuscito a togliermi, era ora, dalla parte più noiosa, quella 'esecutiva' e tecnica, per concentrarmi sulla parte creativa, espressiva. Finalmente sono riuscito a delegare un po'. "Se devo trovare un aggettivo per questa esperienza, scelgo 'leggero'. Non mi sono spremuto, non mi sono dannato a cucire un filo di collegamento che in fondo non poteva esserci; e mi è piaciuto che le cose andassero un po' per conto loro, scoprendo che si muovevano bene anche senza indirizzarle. Poi non so se questa 'leggerezza' si è trasmessa anche alla musica. Io so che mi sento piacevolmente sollevato; e che sto bene per aver fatto un disco così." FUORI COME VA?, il commento di Ligabue canzone per canzone NATO PER ME - "Un riff classico, una struttura armonica da rock& roll. Però la ritmica e certi campionamenti sono volutamente moderni. Morale: rock classico per come lo viviamo adesso. Nel testo c'è qualche riflessione sulla nostra ingordigia. Continuiamo a volere tutto e subito. Sapendo che non ci basterà mai. A volte credi di possedere le cose ma forse alla fine sono le cose che possiedono te." TUTTI VOGLIONO VIAGGIARE IN PRIMA - "Basso in ottavi. Giro armonico che si ripete dall'inizio alla fine. Insomma un'idea musicale vagamente ipnotica per parlare un po' dei nostri progetti di vita, delle nostre testardaggini, delle nostre intenzioni (se riusciamo a mantenerle). Il tutto, però, senza prendersi troppo sul serio. Insomma con l'ironia del caso" TI SENTO - "Una canzone d'amore é una canzone d'amore: cosa vuoi spiegare?. E' in 6/8 che è un modo di scrivere che mi fa sentire a mio agio e che uso spesso. Ci sono anche un sacco di accordi che girano. Il lavoro di produzione, però, le ha restituito una bella freschezza" QUESTA È LA MIA VITA - "E' il tema di coda del film, "Da zero a dieci", e non lo dico solo per precisione; bisogna ricordarsi che è comunque legata ai personaggi della storia - era a loro che volevo far dire certe cose. Comunque rappresenta benissimo anche me: non venite ad insegnarmi come dovrei vivere. Se ho bisogno ve lo faccio sapere." TU CHE CONOSCI IL CIELO - "E' un tema importante che ogni tanto si affaccia: il mio rapporto, non risolto, con Dio. L'avevo affrontato già anni fa con "Hai un momento Dio?"; ma lì era tutto giocato sul paradosso, questa è una canzone più sofferta. Continuo a cercare un rapporto che non sia mediato per forza da sentimenti come: 'timore', 'espiazione', 'sacrificio', 'senso di colpa'. Nel frattempo, quando questo contatto sento di non averlo, immagino di stabilirlo attraverso una terza persona. E' una fantasia che qui é finita in una ballad." IL CAMPO DELLE LUCCIOLE - "Sarà anche una metafora ma questo campo c'è davvero, vicino a casa mia; un paio di vigne che nelle sere di giugno diventano magiche per lo spettacolo di migliaia di lucciole che vi si affollano e fanno luce con il loro richiamo d'amore. Una di quelle situazioni in cui ti togli il cappello davanti alla natura. Garantisco che lì le parole sono davvero superflue." VOGLIO VOLERE - "Una canzone che parla del mio 'bisogno di speranza'. Della voglia forse naif ma autentica di un mondo comico. Mantenere il desiderio, ecco: pensare che le tue fantasie adolescenziali sono un orizzonte ancora possibile. " ERI BELLISSIMA - "Ritmicamente riuscita. Un giro armonico in minore che però non sembra malinconico come di solito mi capita con la scrittura in minore. Nel ritornello gli accordi e la scansione della melodia sono particolari. E' l'incontro con un amore giovanile e il successivo racconto di un tempo che non si è vissuto insieme." LIBERA USCITA - "Se devo fare il pignolo, è l'unico brano del disco che non è al 100% quello che penso, visto che il testo è stato scritto per il film e messo in bocca a un personaggio, per esigenze narrative. Però, insomma, se non è il 100 è l'80%. E comunque mi piace, e sta bene dov'è. Punto." TUTTE LE STRADE PORTANO A TE - "Una canzone dedicata a mia moglie. Una delle mie preferite." IN PIENO ROCK & ROLL - "L'intro è un chiaro omaggio agli Who e a un loro pezzo che amo tantissimo, 'Baba O'Riley'(che ho tra l'altro usato in apertura di "Da zero a dieci"). Mi spiace solo averla messa un po' troppo avanti nella scaletta, togliendogli forse risalto. Il testo si basa sul concetto che ognuno è tossico: "La musica ti gira dentro le vene/ E ognuno a suo modo è un tossico vero/ Di pere, d'affetto, di sesso, di sogni o di idee/ Sei tossico sempre di cose che non sono tue." E' un concetto che mi riguarda da vicino: penso alla mia dipendenza (per esempio) dalla musica, alla mia difficoltà a viverne senza. E' uno di quei pezzi che già adesso abbiamo voglia di suonare dal vivo." CHISSÀ SE IN CIELO PASSANO GLI WHO - "E' una canzone scritta di notte, che parla della notte. E' un brano in cui saluto con affetto una serie di persone che la notte la vivono, per amore o per forza. E ho colto lo spunto per augurare buonanotte anche a quelli che se ne sono andati e che non hanno più bisogno di sognare o di dormire. Mi piacerebbe che fossero in qualche posto dove c'è un po' di buona musica. Oh, magari hanno faticato una vita per avere questo benedetto premio celeste. E allora ce l'avranno il diritto di sentire un po' di rock che gli piace
























































