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14/12/2005 13:23 - Roy Hargrove
Giovane trombettista della "Verve Next Generation", scoperto da Winton ...
Roy Hargrove Giovane trombettista della "Verve Next Generation", scoperto da Winton Marsalis. Nel 1990 esce l'album del debutto con la Novus, mentre il sodalizio con la Verve è sancito dall'incisione di "With The Tenors Of Our Time" Cd Verve 523 019-2, registrato proprio ad Orvieto durante la prima edizione del Festival "Umbria Jazz Winter". Si presenta quest'anno con una superband di dodici elementi, americani e cubani.
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14/12/2005 13:23 - ROY HARGROVE / ANTONIO HART "The Tokyo Session"
Il trombettista Roy ...
ROY HARGROVE / ANTONIO HART "The Tokyo Session" Il trombettista Roy Hargrove e il sassofonista Antonio Hart sono qui impegnati nella rielaborazione di 9 standard conosciutissimi, aiutati da sezione ritmica e pianista giapponesi (registrato nel 1991 allo Studio Sun Valley di Tokyo). Ci sono brani di Oscar Pettiford, Nat Adderley, Thelonious Monk, Ira e George Gershwin, Cole Porter, ecc.
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14/12/2005 13:23 - Roy Hargrove va ormai per i trenta (è nato a ...
Roy Hargrove va ormai per i trenta (è nato a Dallas nell'ottobre del 1969) ed è sconveniente parlare ancora di lui come uno dei "giovani leoni" apparsi sulla scena del jazz a cavallo fra gli anni ottanta e novanta. Per la sua carriera, dovrebbe semmai essere considerato una specie di "giovane veterano", che ha già fatto quello che tanti musicisti di jazz non hanno ancora fatto a sessant'anni. Del resto, non ci si può aspettare di meno da uno che cominciò a suonare la cornetta a 9 anni e che, ancora teen-ager, lasciò di stucco Wynton Marsalis che lo ascoltò in una recita scolastica del college di Fort Worth, dove Roy studiava. Marsalis lo invitò subito a unirsi al suo gruppo che suonava quella sera in un club, e poi lo aiutò a introdursi negli ambienti del jazz professionistici, dove Roy Hargrove non passò inosservato. Nonostante fosse ormai un arrivato, Hargrove continuò a studiare per approfondire la sua tecnica e familiarizzarsi con la storia ed il linguaggio del jazz. I dischi che registrò prima per la Bmg, a meno di 20 anni, poi il passaggio alla Verve e le incisioni più recenti come "Crisol", il progetto cubano che portò dal vivo a Orvieto lo scorso anno e dopo anche a Perugia in estate, testimoniano di una maturità ormai raggiunta e soprattutto di un ruolo ben preciso nella scena della musica Nera. Roy non è un musicista trasgressivo, e la sua concezione del jazz non è distante da quella dei boppers. Il suo è un jazz senza aggettivi, purissimo e orgogliosamente tradizionale, una musica da club after hours, calda e trascinante. Il suo nuovo sestetto, che si ascolta quest'anno ha già ricevuto una positiva accoglienza dalla critica americana.















































