America in concerto a Borretto (RE)
Trasimeno Blues, località Lago Trasimeno (Perugia, Umbria)

Fiorella Mannoia

Fiorella Mannoia è presentato da:

F&P Group

F&P Group VIA DEI SORMANI 3 - 02/4805731 - Milano info@fepgroup.it www.fepgroup.it www.facebook.com/fepgroup.concerti


FIORELLA MANNOIA

Dopo il successo dell'album “Ho imparato a sognare”, del cd dvd live “Il tempo e l'armonia” e del tour acustico che l'ha vista protagonista per tutto il 2010, a gennaio 2012 esce “Sud”, il nuovo disco di inediti di FIORELLA MANNOIA (pubblicato da Sony Music). www.fiorellamannoia.it

Tutti gli eventi di Fiorella Mannoia in concerto







Testi in archivio:

  • 14/12/2005 13:23 - FIORELLA MANNOIA L’Interprete che si muove con autorità e intelligenza ...

    FIORELLA MANNOIA L’Interprete che si muove con autorità e intelligenza in un mondo di musicisti e poeti uomini, che ha cantato con Fossati, Bertoli, Barbarossa e Bindi, che ha diviso il palcoscenico con Ruggeri, Dalla e Ron, che abbiamo applaudito nei capolavori di Chico Buarque De Hollanda o di Caetano Veloso arriva nelle Marche. Primadonna dai capelli rossi e dal carattere ribelle e avventuroso, la Mannoia riempie i teatri italiani più importanti e occupa con disinvoltura i primi posti della hit parade, grazie ad una notevole varietà di sfumature espressive: il suo stile passa dalla rabbia alla dolcezza, adattandosi a canzoni molto diverse. Il fascino della discrezione e della misura, l´armonia fra la ricerca musicale ambiziosa e policroma e la semplicità dei gesti che ce la comunicano, l´intensità e la fierezza di una voce in grado di aggiungere dignità alla dignità di sempre, vestono le canzoni che questa voce canta. Canzoni come Caffè nero bollente, Come si cambia, Quello che le donne non dicono, Le notti di Maggio, I treni a vapore, Certe Piccole voci, le assegnano di diritto un posto di rilievo nel panorama degli interpreti più originali ed eleganti della canzone italiana.

  • 14/12/2005 13:23 - FIORELLA MANNOIA "Belle Speranze" Il fascino della discrezione e della misura. ...

    FIORELLA MANNOIA "Belle Speranze" Il fascino della discrezione e della misura. L'armonia fra una ricerca musicale ambiziosa e policroma e la semplicità dei gesti che ce la comunicano. L'intensità e la fierezza di una voce in grado di aggiungere dignità alla dignità di cui sempre, e comunque, sono vestite le canzoni che questa voce canta. E' difficile stabilire cosa colpisca veramente dell'ormai lungo percorso artistico di Fiorella Mannoia. O non facile, almeno. Esistono buoni motivi per salvare, sempre, il fascino, l'armonia, l'intensità e la fierezza. Come una vela gonfia di vento, Fioralla ha dedicato onde e pieghe della sua carriera alla raccolta di quelle forze in grado di spingerla lontano, forze che hanno finito, grazie ad un processo naturale, con il diventare la sua forza. Cantautrice nell'immaginario collettivo, attenta osservatrice in realtà degli altrui slanci compositivi, ha deciso di incamerare cifre stilistiche diverse che si sono andate nel tempo sommando. Se al crocevia tra il gusto tutto italiano di molte delle melodie a lei affidate e certi risvolti imprevedibilmente latino-americani, tutto si abbraccia morbidamente, lo si deve ad una cura e ad un lavoro che meritano un riconoscimento. Quando la fraganza tutta californiana di certe trame chitarristiche si mescola talvolta a sapori e colori irlandesi, allora i nosti sensi sono testimoni di una contaminazione mai calcolata che tocca solo chi vive di musica. Fiorella Mannoia che di musica e mai di calcolo evidentemente vive, sta continuando, disco dopo disco, a mescolare canzoni e autori (grandi, piccoli, piccoli grandi), secondo l'istinto di chi vede necessaria l'identificazione totale in ciò che si va a cantare. Per metterci la faccia - come dice lei - prima ancora della voce. Oggi che dall'avvicendamento non necessariamente debinitivo di tanti volti e tante meravigliose intuizioni emerge sopratutto la sua figura, la musica si presenta sorprendentemente più snella, sorretta dall'essenzialità delle chitarre e dal calore dell'organo. Nessuna architettura complessa la sovrasta, come a dire di autonomia e sobrietà da mantenere a tutti i costi. E da trasferire, anzi, dallo studio di registrazione al palco di qualche teatro. Dove sarà piacevole osservere che non sono trascorse invano alcune estati di belle speranze.

  • 14/12/2005 13:23 - FIORELLA MANNOIA "Fragile" Ha bisogno di cantare canzoni importanti. Non ha ...

    FIORELLA MANNOIA "Fragile" Ha bisogno di cantare canzoni importanti. Non ha il vantaggio di una Mina, che se stornella "Taratata" o "Sacumdì sacumdà" rimane comunque una simpatica virtuosa. La Mannoia è una cantante che si è sforzata di crescere. Da "Caffe nero bollente" ai De Andrè, ai Fossati, ai De Gregori. Adesso la sua voce è incollata a queste canzoni espressioniste che parlano di amori forti, assoluti, che quando si spezzano combinano più tragedie di un terremoto. A queste favole strane e a queste parabole inquietanti che sceglie con estrema cura. Per non cadere nel luogo comune e, comunque, tenersi alla larga non solo dalla Mannoia di ieri, ma anche da questa musica italiana che affoga in mezzo metro d'acqua, sulla spiaggia di Sanremo. "Sono fragile perché sono un nido caduto/Sono fragile perché non ho più te canta". E in "Occhi neri" di Fossati: "Scioglierò questa neve/Il dolore sarà lieve/E il mio amore lo ricordera". Riesce a trovare una chiave per interpretare la non facile "Come mi vuoi?" di Paolo Conte con l'indispensabile pianoforte di Danilo Rea e il coro di Lalla Francia, Giulia Fasolino e Piero Fabrizi, che per questo album ha scritto cinque canzoni, compresa la title song. E la bellissima "L'assenza" (con Tony Levin al basso e Mario Arcari all'oboe): "Conosco un posto dove puoi tornare/Conosco un cuore dove puoi stare". Il duetto con Francesco De Gregori, "L'uccisione di Babbo Natale", è semplice ed efficace, col violoncello che fa da contrappunto alla chitarra acustica. Più che de "Il pescatore" di De Andrè, tutta punteggiata di jazz, la Mannoia è l'interprete ideale dell'"Altra metà (Notte di guerra in Europa)": "Sarai per sempre l'altra metà/Dei miei milioni di cellule/Di quel che resta da vivere". Dove i sentimenti sono in guerra, l'interprete trionfa.

  • 14/12/2005 13:23 - FIORELLA MANNOIA in concerto - tour di presentazione del nuovo album Come ...

    FIORELLA MANNOIA in concerto - tour di presentazione del nuovo album Come nasce Fiorella Mannoia, interprete che si muove con autorità e intelligenza in un mondo di musicisti e poeti uomini, che ha cantato con Fossati, Bertoli, Barbarossa e Bindi, che ha diviso il palcoscenico con Ruggeri, Dalla e Ron, che abbiamo applaudito nei capolavori di Chico Buarque De Hollanda o di Caetano Veloso? Chi è questa primadonna dai capelli rossi che riempie i teatri italiani più importanti e occupa con disinvoltura i primi posti della hit parade? Un carattere ribelle e avventuroso, che esordisce come cantante a Castrocaro nel '67 e al Disco per l'estate nel '69. Nel '72 con il cantautore Memmo Foresi registra due 45 giri e un album. Si rituffa definitivamente nella musica un paio d'anni dopo, quando attorno a lei si forma un team di lavoro (Antonio Coggio, Roberto Davini e Mimmo Cavallo), da cui nasce la canzone Caffè nero bollente. Con questo brano rock da "maschiaccio", Fiorella partecipa al Festival di Sanremo '81. E' il suo primo successo di vendita. Così nell'estate ci riprova con E muoviti un po' (Festivalbar). Nel 1982 si interessa a lei Mario Lavezzi, che produce il suo primo album omonimo. La cantante romana compie qui la sua prima vera mutazione, mettendo in mostra una notevole varietà di sfumature espressive. Adesso il suo stile passa dalla rabbia alla dolcezza, adattandosi a canzoni molto diverse, come Il posto delle viole, Non si possono correre rischi e Torneranno gli angeli. Al Festival di Sanremo '84 propone Come si cambia, bella canzone che gli conquista la simpatia del pubblico, conferma il suo momento di popolarità a St. Vincent con Ogni volta che vedo il mare. Il 1985 è l'anno della svolta: incide Momento delicato, che mette in risalto soprattutto la sua duttilità espressiva. Canzoni come Quand'eri tu la musica, Canto e vivo e L'aiuola (finale del Festivalbar) le assegnano un posto nel panorama degli interpreti più originali della nuova canzone italiana. Intanto si è trasferita a Milano, affronta la sua prima tournée, e in tv partecipa a Premiatissima, che vince interpretando Margherita, la bella canzone di Cocciante. Incide subito dopo un album, dove questo brano si accompagna alle cover delle più belle canzoni di De Gregori, Baglioni, Lauzi, Dalla e De André. E' un successo. Nell'86 pubblica un nuovo LP (Basta innamorarsi), con testi di Mogol e la collaborazione del chitarrista Piero Fabrizi, ma l'anno dopo al Festival di Sanremo '87 Fiorella Mannoia appare trasformata ancora una volta. Canta Quello che le donne non dicono (scritta da Ruggeri e Schiavone) che le procura il Premio della critica, l'ottavo posto in classifica, e l'ingresso in hit parade. Nell'88 l'incantesimo si ripete: l'interpretazione dell'elegantissima Le notti di maggio, scritta da Fossati, colpisce al cuore pubblico e critica. Ne nasce un album per molti versi esemplare (Canzoni per parlare), di cui Piero Fabrizi cura gli arrangiamenti. Qui, le canzoni di Ruggeri, Cocciante e Ron, permettono a Fiorella di raccontarsi nelle più sottili sfumature, e di cancellare ogni traccia della "maschiaccia" dei vecchi tempi. Dopo il singolo I dubbi dell'amore, con un altro brano estratto del disco (Il tempo non torna più) si afferma a St. Vincent. Comincia l'epoca dei grandi riconoscimenti, primo fra tanti il Premio Tenco, che le viene assegnato nell' 88 come migliore interprete, e nel '90, per l'album Diterra di vento. Le canzoni del disco (terzo in hit parade) sono di autori come Fossati, Ruggeri, Schiavone, Cocciante, e Chico Buarque de Hollanda, ma Fiorella ne è un'interprete ideale, in grado di dosare con maestria i chiaroscuri, di modularne il fraseggio, e sottolineare le pause del racconto cantato. La sua tournée 1989-90, che la porta con successo anche in Germania, la impone come una delle migliori interpreti europee. Negli anni 90, poi, il suo "giro" di amici cantautori si dilata ancora, aprendosi alla collaborazione delle nuovissime generazioni cantautorali (da Daniele Silvestri a Gianmaria Testa e al gruppo degli Avion Travel). Ne nascono altri cinque album, tutti di successo: I treni a vapore ('92), un album antologico intitolato Le Canzoni ('93), Gente Comune ('94), Belle Speranze ('96) e il recentissimo Certe piccole voci, primo album live della sua carriera.

  • 14/12/2005 13:23 - FIORELLA MANNOIA "Fragile" - Ha bisogno di cantare canzoni importanti. ...

    FIORELLA MANNOIA "Fragile" - Ha bisogno di cantare canzoni importanti. Non ha il vantaggio di una Mina, che se stornella "Taratata" o "Sacumdì sacumdà" rimane comunque una simpatica virtuosa. La Mannoia è una cantante che si è sforzata di crescere. Da "Caffe nero bollente" ai De Andrè, ai Fossati, ai De Gregori. Adesso la sua voce è incollata a queste canzoni espressioniste che parlano di amori forti, assoluti, che quando si spezzano combinano più tragedie di un terremoto. A queste favole strane e a queste parabole inquietanti che sceglie con estrema cura. Per non cadere nel luogo comune e, comunque, tenersi alla larga non solo dalla Mannoia di ieri, ma anche da questa musica italiana che affoga in mezzo metro d'acqua, sulla spiaggia di Sanremo. "Sono fragile perché sono un nido caduto/Sono fragile perché non ho più te canta". - www.fiorellamannoia.it - SUONA: 24/04 ROMA Teatro Brancaccio- - - Info: MUSICAL BOX 075/5838010 5835217 5056950 337/644565 339/2831581 - www.musicalboxeventi.it