Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - Lou Dalfin
Questo disco rappresenta l'esordio discografico di Baracca e Burattini, ...
Lou Dalfin Questo disco rappresenta l'esordio discografico di Baracca e Burattini, un management che si occupa di gruppi quali CSI, Yo Yo Mundi, Marlene Kuntz ed altri dell'area del Consorzio Produttori Indipendenti. Si prefigge quindi di dare supporto discografico a gruppi che hanno già raggiunto una piccola notorietà nell'ambito dei concerti del circuito underground. Lou Dalfin nasce nel 1990 da un'idea di Sergio Berardo, ghirondista e polistrumentista Occitano, un'autentica autorità nel campo degli strumenti e della musica tradizionale. Protagonista di spicco del folk revival in Italia grazie all'intensa attività concertistica come solista e col gruppo "La Ciapa Rusa". Lou Dalfin amalgama, sin dagli esordi, le atmosfere della musica tradizionale con i suoi strumenti, con i suoi canti e le sue danze e le sonorità più aspre e martellanti della musica rock, dando vita ad uno spettacolo in cui convivono melodie millenarie ed un'energia travolgente. In breve tempo i Lou Dalfin sono diventati "fenomeno di costume" per le zone Occitane e dintorni con concerti che si trasformano in vere proprie maratone di festa. A differenza di molti gruppi che hanno inserito strumenti della tradizione popolare colorando etnicamente la loro musica, i Looou Dalfin applicano un proc edimento del tutto inverso attingendo alla secolare tradizione dei temi e ballate delle Valli Occitane colorandole di suoni moderni. Tutto ciò liporta ad esibirsi agevolmente sia in un centro sociale che in una festa popolare di piazza pubblico di età e gusti molto diversi. Un discorso a parte va fatto per la regione Occitana che comprende parte della Spagna, tutto il sud della Francia e alcune vallate del Cuneese e del Torinese. In queste zone si parla un dialetto derivante da un unico ceppo che è l'antica lingua "d'oc" dei Trovatori. Oltre 400 concerti, dal "Mercat di Musica Viva" di Barcellona a Tolosa, al "Nizzardo", da "Le Primtemps di Bourges" gli hanno portati ad essere uno dei gruppi più conosciuti in queste regioni. Nel Cd "Gibous, Bagase e Bandi", peraltro venduto ad un prezzo speciale, vengono accomunati musiche e testi della tradizione popolare insieme a composizioni originarie di Sergio Berardo con testi in Occitano di Fabrizio Simondi. I Lou Dalfin sono: Sergio Berardo, ghironda, organetto, flauti, voce; Enrico Damilano, basso; Alfredo Piscitelli, chitarra; Riccardo Serra, batteria; Fabrizio Simondi, tastiere, voce; Dino Tron, organetto, fisarmonica, cornamusa.
-
14/12/2005 13:23 - Lou Dalfin
Non vi piace la musica folk? Allora andate a ...
Lou Dalfin Non vi piace la musica folk? Allora andate a vedere i Lou Dalfin: cambierete idea. I loro concerti sono quanto di più divertente, ballabile e intenso vi possa capitare di ascoltare. Scoprirete un misterioso strumento che si chiama ghironda suonato da un frontman straordinario che si chiama Sergio Berardo e la musicalità del dialetto occitano. Scoprirete una band in grado di suonare per ore in un tripudio di allegria con il pubblico metropolitano che balla la slam-dance al suono della loro incredibile versione di Addio Lugano Bella. LOU DALFIN Gibous, bagase e bandì è il loro primo disco. Per informazioni vi potete rivolgere allo 06/57300317.
-
14/12/2005 13:23 - LOU DALFIN "Lou Viatge"
Registrato a cavallo tra il dicembre del ...
LOU DALFIN "Lou Viatge" Registrato a cavallo tra il dicembre del 1997 ed il gennaio di quest'anno, il nuovo disco di Sergio Berardo e dei suoi Lou Dalfin si presenta ancora una volta all'altezza del nome che l'ensemble si è guadagnato sui palchi italiani negli ultimi anni: elevati standard compositivi, una efficace resa timbrica in fase di registrazione e la consueta ricerca/rielaborazione degli assunti della tradizione occitana. Sono ancora 'corentas', 'rigodons', 'boreias', danze tipiche ed 'importate' dal Delfinato a condurre il gioco, e pare, questa volta in modo decisamente evidente, una preponderante attitudine alla musica da ballo, d'altronde buona parte dei momenti della tradizione occitana e provenzale che si rivisitano (e non solo da parte di Berardo & C.), se si fa eccezione per i "noel" o i canti elegiaci di tristezza e morte, appartengono proprio ai momenti comunitari. Grande spazio quindi all'articolazione strumentale, in cui la ghironda virtuosa di Sergio macina senza sosta insieme con flauti, organetti, cornamuse, bodhran e dharbuka, melodie dalla pulsante cadenza, vortici di folk music dalle radici esposte, narrando ora di feroci e sarcastiche storie popolari, ora di profondi respiri montani. Lo strumentale "Roncicoronci", cui segue l'invito epico di "Venetz, Venetz", la scheletrica 'scuola di ballo' di "Set Saut", le tre courentas "Di Parant", "Grand Dio" (dall'esilarante testo) e "De Poi De Pomaret" aprono all'insegna del recupero della memoria, mentre è affidata agli arrangiamenti elettrici ed imponenti di "Bel Jovenet" l'esasperazione/attualizzazione ben nota delle atmosfere che da sempre caratterizza la cifra concettuale e sonora dei Lou Dalfin. La song che dà il nome al disco viaggia sulle note elegiache di una composizione appartenente al 100% alla penna di Sergio Berardo, mentre la 'boreias' "Las Olanhas" e il traditional "La Frema Lorda" sembrano dedicate agli adepti della scuola d'aerobica occitana che imperversano sotto il palco di ogni data del gruppo. Momento di commozione sincera nella live-version dell'arcinota "Se Chanto", vecchio cavallo di battaglia dei Lou Dalfin, e chiude il disco lo strumentale berardiano "Granda Aiga". "Lo Viatge" sembra aver abbandonato alcune antiche esasperazioni ritmiche, e costruisce ora un disco di moderna memoria occitana, rinfrescando le ispirazioni e le citazioni, restando ovviamente legato a doppia mandata al bacino di suoni della tradizione, ma prendendo coraggiosamente il largo in brani originali dalla scrittura nettamente superiore al passato.
-
14/12/2005 13:23 - LOU DALFIN "LA FLOR DE LO DALFIN" (UPRFOLKROCK)
Dieci anni di ...
LOU DALFIN "LA FLOR DE LO DALFIN" (UPRFOLKROCK) Dieci anni di attività festeggiati con la quinta produzione, prima per l'etichetta Uprfolkrock, con un album raccoglitore di nuove canzoni, alcune già pubblicate e risuonate per l'occasione ed altre eseguite solo durante i concerti, loro dimensione fondamentale. La particolarità di tutto questo è la registrazione live in studio, per ricreare quell'atmosfera di festa mantenendo vivo lo spirito del palco con il suo impatto e la sua freschezza. La tradizione vola sulle ali della ghironda unita alla strumentazione propriamente rock per comandare le danze, continuando il fortissimo legame con la cultura occitana autentica e reale, svecchiandola da tutti i freni tanto tradizionalisti. Si balla con l'importantissima base e premessa delle proprie radici, tra valli e identità locali.
-
14/12/2005 13:23 - LOU DALFIN "La Flor De Lo Dalfin"
"La Flor De Lo ...
LOU DALFIN "La Flor De Lo Dalfin" "La Flor De Lo Dalfin" è un modo originale per ricordare i dieci anni di attività del gruppo di Sergio Berardo, nonché la quinta uscita discografica per la band "simbolo" dell'Occitania alpina. Rifuggendo la logica della raccolta antologica o la dimensione live (peraltro già fotografata con rara intensità un paio d'anni orsono, in "Radio Occitania Libra" insieme con i Sustraia), per l'occasione il gruppo si riunisce per registrare nuovamente alcuni capisaldi della propria carriera più alcuni nuovi spunti sonori. Il risultato è un disco senza dubbio fedele all'immagine dei Lou Dalfin di questi anni, con alle spalle un'opera come "Lo Viatge", di fondamentale importanza per l'affrancamento dai moduli divenuti stretti dell'esasperazione dinamica e ritmica del materiale tradizionale e per la ricerca di una propria, personalissima via alla "scrittura popolare" in senso lato, e davanti l'ardua impresa di un'opera dovrà mantenere le promesse contenute in "Lo Viatge" (il brano) e in "Bel Jovenet". Dodici i brani contenuti ne "La Flor", in cui ritroviamo ovviamente i due brani sopracitati, accanto ad una versione dell'inno della Nazione Occitana ("Se Chanta") realizzata ad hoc in studio con un complesso bandistico, a vecchie e nuove emozioni in maggiore evidenza in "Calant de Villa Franca", "Famous Wolf" (brano scritto da Nigel Eaton) o nelle ormai classiche "seguide" di boreias, rigodons, polka o corentas. Registrato ai Blue Record Studios di Mondovì, ormai assunto a punto di riferimento indiscusso per tutta l'area del Nord Ovest italico, e prodotto per la prima volta dall'Ultimo Piano Records, ci auguriamo che "La Flor De Lo Dalfin" sia non soltanto l'occasione di una festa (come quelle storiche organizzate dai Lou Dalfin nella loro patria di Caraglio - Cuneo), ma la tappa di riorganizzazione che consenta presto l'uscita di un disco nuovo e decisamente proiettato verso la forma promessa da "Lo Viatge".
-
14/12/2005 13:23 - LOU DALFIN
Il gruppo occitano arriva alla quinta produzione discografica, festeggiando ...
LOU DALFIN Il gruppo occitano arriva alla quinta produzione discografica, festeggiando contemporaneamente i dieci anni di attività. I Lou Dalfin hanno un valore che va ben oltre quello musicale: sono una band culturalmente avanzata quanto musicalmente ineccepibile. Il loro sforzo infatti è rivolto a far rivivere e trasmettere ai giovani il legame culturale con l'antica quanto radicata cultura dell'Occitania. E la ghironda, unita ad una strumentazione "rock", è sempre lì a comandare le danze, a segnare il suono di una band unica nel suo genere.
-
14/12/2005 13:23 - ou Dalfin - L'oste del diau. Oggi, quel connubio ...
ou Dalfin - L'oste del diau. Oggi, quel connubio che si era consumato fugacemente nel volgere di poche vignette, torna a rivivere, nella copertina de "L'òste del diau", il disco neonato della band piemontese - e speriamo non se n'abbiano a male per tale aggettivo, loro che son tanto fieri del proprio nazionalismo - che nella serata di giovedì 10 giugno, è stato presentato al parco del Nuvolari di Cuneo, con un concerto gratuito. Inutile, raccontare la vita dei Lou Dalfin, inutile cantarne le gesta l'arme e gli amori, perché chi li conosce, sa già, che un unico amore, essi coltivano come tesoro prezioso, e quell'amore è il prezioso legame che li tiene avvinti alla propria terra ed alle proprie radici. Cavalieri di una nazione martoriata e perseguitata, rincacciata nel fondo dei valloni spesso a fil di spada, ma che, a ben vedere, oggi si presenta come baluardo di spirito e natura, contro quella globalizzazione del pensiero, delle forme, della musica, del riso e del pianto, contro cui tanti si scagliano. E ancora, la mazzurcata e stupenda "Es pas tard" condita di mandolino e bassotuba. - SUONANO: venerdì 30 Rossana (CN) - SUONANO: Settembre venerdì domenica 18 Sciolze (TO) - www.loudalfin.it



















































