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14/12/2005 13:23 - ALEXANDER BALANESCU/Il Partigiano Johnny
Ha chiamato accanto a sè Alexander Balanescu, ...
ALEXANDER BALANESCU/Il Partigiano Johnny Ha chiamato accanto a sè Alexander Balanescu, dell'omonimo Quartet, Guido Chiesa, per sonorizzare il suo Il Partigiano Johnny. Come lo stesso regista ha sottolineato, nel suo intervento sul rapporto musica-immagini, il lavoro di Balanescu non è e non è stato un semplice corredo strumentale alle immagini bensì un lavoro unitario e organico, espressione di un rapporto in cui le due parti si richiamano vicendevolmente. Andando sullo specifico: Alexander è un compositore e un violinista, così il lavoro riguarda un terzetto d'archi oltre al suo violino, una viola e un violoncello, ed è assolutamente strumentale. Musica che attraversa l'aria, quasi senza corpo, che genera atmosfere e immagini, generalmente solenni e dai toni drammatici. Da sottolineare come Balanescu, che ha nel suo retroterra una formazione "classica" tutto sia fuorchè un bacchettone cattedralico: non soltanto sono esemplari i lavori, splendidi col quartetto, ma anche il lavoro, prossimo all'uscita, con To Rococò Rot. Ecco una similitudine coi tedeschi può essere utile per il carattere matematico e metrico della musica di entrambi: cifra stilistica che emerge anche da queste musiche, dove paiono sentirsi i passaggi, i cambi di immagine, gli sfondi, i primi piani. L'esattezza della sua levità ne è il maggior pregio. Riuscire a rendere con tanta puntualità sia il pathos che la stessa struttura di un film, è lavoro da grande artista.
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14/12/2005 13:23 - ALEXANDER BALANESCU, ISABELLA BORDONI, RUPERT HUBER, SERGIO MESSINA, SIEGFRIED GANHÖR, ...
ALEXANDER BALANESCU, ISABELLA BORDONI, RUPERT HUBER, SERGIO MESSINA, SIEGFRIED GANHÖR, TO ROCOCO ROT/Lume Lume Lo scorso settembre la città austriaca di Linz ha ospitato "Klangpark 2000", un'installazione 'naturale' ideata allo scopo di fondere il suono con il paesaggio circostante tramite una serie di performance affidate ad artisti di provenienza e di estrazione musicale profondamente eterogenee. Risultato di questo ambizioso progetto (concepito dalla fondazione Ars Electronica Center e pubblicato dalla sempre più sperimentale Staubgold di Colonia) è il qui presente "Lume Lume", fedele sintesi delle 57 ore di musica live che, per quattro giorni e quattro notti, hanno fatto da colonna sonora vivente allo scenario del Donaupark di Linz, sospeso tra le architetture barocche del centro storico e le maestose acque del Danubio. Orchestrato dal grande violinista rumeno Alexander Balanescu, il progetto come si accennava -ha vissuto di un'originale contaminazione sonora in grado di far convivere le atmosfere da camera con i beat elettronici del drum'n'bass e le ossature elettriche del neo-krautrock. I berlinesi To Rococo Rot, Rupert Huber dei Tosca, il giovanissimo dj austriaco Siegfried Ganhör ed anche i 'nostri' Sergio Messina (già Radio Gladio) e Isabella Bordoni (nota performer nei campi della poesia sonora e del teatro sperimentale). dunque, sono stati gli insoliti protagonisti di un'opera che può pienamente inscriversi nei territori del suono di frontiera, al confine tra popular music e musica contemporanea propriamente detta. Al pari di altri lavori nati per definizione come 'oggetti d'arte', "Lume Lume" corre ovviamente il rischio di essere frainteso, magari vittima di accuse su una sua eccessiva freddezza o incomunicabilità. Ma, alla luce di numerosi ascolti, possiamo dirvi che all'interno delle 17 tracce in cui è suddivisa l'opera è possibile scorgere un filo conduttore 'recondito' che riesce a farci partecipi dell'incredibile potere fascinatorio della musica, qui capace di porre sulla stessa frequenza emotiva uno strumento dal nobile passato come il violino ed i macchinari elettronici dell'ultimissima generazione. Si ascoltino ad esempio le arcane simmetrie di "Late on Tuesday" o le ispirate progressioni di "What Did You Have for Lunch?": sembra quasi che la musica "millenaristica" dei To Rococo Rot sia nata apposta per dare un senso di compiutezza ai sublimi assoli barocchi di Balanescu. Come a suggerire una risposta all'eterna questione sul significato della parola 'postmoderno'...
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14/12/2005 13:23 - ALEXANDER BALANESCU
Conosciuto internazionalmente come virtuoso del violino e come compositore, ...
ALEXANDER BALANESCU Conosciuto internazionalmente come virtuoso del violino e come compositore, il rumeno Alexander Balanescu ha debuttato all‚età di nove anni. Ha poi concluso i suoi studi alla Juillard School a New York, con i docenti Dolly Korizer e Dorothy Delay. E‚ stato membro del Quartetto Arditti dal 1983 al 1987, eseguendo il repertorio classico contemporaneo. Nel 1987 ha poi fondato il Balanescu Quartet, con l‚intento di creare un nuovo tipo di musica più accessibile e comunicativa. Si è guadagnato una reputazione invidiabile in qualità di artista realmente poliedrico, compositore, improvvisatore e nello stesso tempo eccellente esecutore. Ha collaborato con musicisti tra loro molto diversi, come John Lurie, Gavin Bryars, Michael Nyman, Jack DeJohnette, John Surman, Andy Shepard e Carla Bley. Il suo lavoro lo ha anche portato a collaborare con il mondo del pop, insieme ai Pet Shop Boys e incidendo musica di David Byrne, Kraftwerk, The Yellow Magic Orchestra e collaborando con To Rococo rot per il loro ultimo album. Nello sforzo di inserirsi nel solco della tradizione dell‚Europa dell‚est, i progetti più recenti lo hanno visto collaborare con il gruppo ungherese Muzsikas, e con la cantante Marta Sebestyen. Utilizzando materiale folk come fonte di ispirazione principale, Balanescu ha creato l‚album Luminitza, e ha composto nuova musica basata su canti tradizionali popolari, interpretati dalla grande cantante rumena Maria Tanase. Più recentemente, Alexander ha concluso una tournée in Inghilterra con Philip Glass e Foday Musa Suso, e ha sviluppato un modo molto speciale di esibirsi insieme a Suso, utilizzando l‚improvvisazione e il canto.
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14/12/2005 13:23 - Alexander Balanescu Violino, viola Il più visionario, coinvolgente e prolifico ...
Alexander Balanescu Violino, viola Il più visionario, coinvolgente e prolifico violinista dei nostri tempi approda all'Area Sismica per una delle sue famose performance in solo. Superfluo presentare l'artista rumeno più famoso che c'è. Ha collaborato con musicisti di tutti i tipi, da quelli cosiddetti colti (Nyman, de Johnette, O.Coleman, Lurie, Glass) a quelli “pop” (Kraftwerk, D.Byrne, Pet Shop Boys) e il suo Balanescu Quartet ha raggiunto vette insospettabili di notorietà. www.balanescu.com



























































































































