L'orso

L'orso è presentato da:

ASAP Arts

ASAP Arts 06/99928233 328/3131018 327/5794348 vince@asaparts.it fabio@asaparts.it www.asaparts.it http://asaparts.tumblr.com http://www.facebook.com/asaparts


L'ORSO

Il tempo passa EP (outtakes e inediti)" è una prosecuzione, nonché conclusione, del lavoro svolto durante le sessioni d'incisione del primo album uscito ad Aprile 2013, una zoomata all'interno della casa che trovate in copertina dell'album d'esordio. Sei brani, di cui 5 inediti, alla cui registrazione hanno partecipato amici ed ospiti come Matteo Costa Romagnoli, Alberto Guidetti de Lo Stato Sociale, Enrico Farnedi e molti altri. www.facebook.com/lorsoband

Tutti gli eventi di L'orso in concerto

  • Sabato 13 Settembre 2014 @ Rock in Centrale•CENTRALE•VI , Vicenza (VI) - Italia







Testi in archivio:

  • 14/12/2005 13:23 - Rosario Bonaccorso al contrabbasso, questo è uno dei gruppi dove ...

    Rosario Bonaccorso al contrabbasso, questo è uno dei gruppi dove meglio si può apprezzare il ruolo del noto contrabbassista italiano, all'interno di questo gruppo la sezione ritmica è assai importante e non un semplice apporto di accompagnamento, la sicurezza di un ruolo e l'invenzione, con un'amicizia ormai ventennale con Flavio Boltro e Stefano Di Battista il rapporto artistico è ormai telepatico e le direzioni della musica sono tracciate all'interno di percorsi costruiti e dimenticati nell'esperienza e soprattutto nella volontà di creare in continuazione situazioni sempre stimolanti.

  • 14/12/2005 13:23 - BANCO DEL MUTUO SOCCORSO LOTH LORIEN Supporter Giovedì 10 Aprile Il grande ritorno ...

    BANCO DEL MUTUO SOCCORSO LOTH LORIEN Supporter Giovedì 10 Aprile Il grande ritorno del famoso gruppo storico degli anni '70, punta di diamante del rock progressivo italiano ed internazionale. Attraverso indimenticabili e fondamentali album come "Banco del Mutuo Soccorso" (a forma di salvadanaio), "Darwin" e "Io sono nato libero", meglio di tutti sono riusciti a fondere le componenti essenziali del progressive: rock, classica e jazz. Gruppo di ammirevole integrità morale artistica ha rieditato i primi 2 dischi risuonandoli completamente di nuovo in studio. Per la prima volta il Banco propone dal vivo la propria musica in un inedito ed essenziale concerto acustico con Vittorio Nocenzi (pianoforte), Rodolfo Maltese (chitarra) e Francesco Di Giacomo (voce). Pochi giorni dopo il concerto di Recanati voleranno in Giappone per incidere un disco. Il concerto sarà aperto dai Loth Lorien, sestetto recanatese formatosi nel 1991. Suonano rock progressivo nuovo. Vincitori nel '95 delle Selezioni Regionali di Arezzo Wave, nel '96 hanno suonato, come unico gruppo marchigiano, agli Aperitivi Pomeridiani Del Premio Città di Recanati, organizzati da Musica di Repubblica. Reduci da una rassegna internazionale di "Progressive" a Como, si apprestano ad incidere il loro primo cd, dal titolo "Il Sale Sulla Coda", per la Pick Up Records.

  • 14/12/2005 13:23 - BANCO DEL MUTUO SOCCORSO Nel 1969 con la denominazione BANCO DEL ...

    BANCO DEL MUTUO SOCCORSO Nel 1969 con la denominazione BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, per volere di Vittorio Nocenzi; nasce uno dei gruppi chiave del rock progressive italiano. La prima formazione del Banco del Mutuo Soccorso vedeva i fratelli Vittorio e Gianni Nocenzi alle tastiere, Marcello Todaro alla chitarra, Pierluigi Calderoni alla batteria, Renato d'Angelo al basso e l'imponente Francesco Di Giacomo, la voce più particolare del panorama pop nazionale. Nel 1972, dopo varie apparizioni come band supporter per Rory Gallagher, Colosseum e Curved Air, il Banco del Mutuo Soccorso pubblica il primo omonimo album. Il disco arriva subito in testa alle classifiche pop italiane; segue poco tempo dopo la pubblicazione di DARWIN, che è tutt'ora considerato il miglior prodotto del Banco. Nel 1973 esce IO SONO NATO LIBERO e avviene il passaggio di consegne tra Marcello Todaro e l'eclettico Rodolfo Maltese. Nel 1975 il Banco del Mutuo Soccorso pubblica per la Manticore (etichetta degli Emerson Lake & Palmer) un album in lingua inglese destinato al pubblico d'oltremanica. Sempre nel'75 il Banco del Mutuo Soccorso viene presentato alla stampa con un concerto al Teatro Malibran di Venezia. Nel 1976 parte la prima tournèe europea e vengono pubblicati la colonna sonora del film GAROFANO ROSSO e COME IN UN ULTIMA CENA. Negli spettacoli incentrati su questo disco accanto al gruppo si esibivano sul palco i Danzatori Scalzi; segno del crescente interesse del Banco verso una forma complessa di teatro-musica-danza. Nel 1978 il Banco del Mutuo Soccorso pubblica DI TERRA, ambizioso incontro tra il rock elettronico e l'orchestra sinfonica di Santa Cecilia. L'opera viene messa in scena a Milano, Verona e Roma; premiata al Festival di Berlino come musica da balletto, per le coreografie di Renato Greco e Maria Teresa Dal Medico. Nel 1979 esce CANTO DI PRIMAVERA ed entra nel gruppo il bassista Gianni Colaiacono al posto di Renato D'Angelo; lo stesso Colaiacono verrà sostituito nel 1985 dallo statunitense Gabriel Amato. Nel 1980 il Banco realizza CAPOLINEA, un album dal vivo, registrato nel famoso locale jazz milanese. Qualche mese dopo esce URGENTISSIMO che contiene brani ammicanti (Paolo Pa, Moby Dick) ed indica la svolta verso una forma musicale più sobriamente pop, poi sviluppata nei lavori portati avanti tra il 1981 e il 1985. Dalla metà degli anni Ottanta il Banco osserva un lungo silenzio discografico. Durante questo periodo il gruppo intraprende un lavoro più complesso: dalla composizione di colonne sonore, alle esperienze soliste, fino alla creazione di una vera e propria Banco Factory. Inaugura a Genzano (appena fuori Roma) un "laboratorio aperto" consistente in uno studio di registrazione, una serie di aule e un teatro nel quale trovano spazio giovani formazioni che possono fare sperimentazione, sotto l'egida e la tutela di Nocenzi & C. Il Banco lascia un segno indelebile nella storia del pop italiano degli ultimi venti anni. Nel periodo più fertile il Banco ha saputo individuare una via italiana al progressive pop riuscendo molto bene nella combinazione tra ironia e pathos romantico, suggestioni neo-classiche e slanci rock. Il Banco del Mutuo Soccorso si può definire il più importante gruppo rock progressive italiano, ed è l'unica band nata nei mitici anni Settanta, che non si è mai sciolta. Per il 1997, parallelamente alla tournèe con la formazione al completo, la band ha tenuto anche una serie di concerti in versione acustica: una chiave di lettura completamente nuova ed originale per l'interpretazione del rock progressivo, dove lo straordinario talento di Vittorio Nocenzi (pianoforte), Rodolfo Maltese (chitarra) e Francesco Di Giacomo (voce) crea uno splendido caleidoscopio di emozioni, sempre nuove e coinvolgenti. Il Banco del Mutuo Soccorso è composto da: VITTORIO NOCENZI (il pianoforte), RODOLFO MALTESE (la chitarra), FRANCESCO DI GIACOMO (la voce).

  • 14/12/2005 13:23 - BANDO DI CONCORSO PER "IL FESTIVAL DI OLMO" Possono partecipare tutti ...

    BANDO DI CONCORSO PER "IL FESTIVAL DI OLMO" Possono partecipare tutti i gruppi con i componenti di nazionalità italiana o se stranieri, con residenza in Italia o con non più della metà dei componenti di cittadinanza straniera; il testo delle canzoni può essere in qualsiasi lingua o dialetto. Nel caso di lingua straniera o dialetto è richiesta la traduzione in italiano del testo delle canzoni; il gruppo o cantante deve inviare su cassetta due brani, con: il titolo dei brani e il nome della band ben leggibile sulla cassetta; una buona qualità di registrazione; avere una durata di esecuzione non superiore ai quattro minuti; non contenere elementi che violino le legge e i diritti di terzi; non contenere messaggi pubblicitari a favore di persone, prodotti o servizi; Rock, rap, funky, hip hop, new age, world music, heavy, ecc) sono i generi accettati. Non sono accettate covers, musica leggera (stile Sanremo), blues e jazz classico, musica sinfonica, canti gregoriani ecc; i gruppi possono avere inciso un disco o un CD ma devono essere privi di editore musicale, di contratto discografico e manageriale; i demo con due brani devono essere accompagnati da una scheda tecnica (strumenti suonati, disposizione sul palco ed esigenze tecniche) e una biografia del gruppo contenente nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di ogni componente, eventuale rassegna stampa, recensioni giornalistiche, curriculum, breve presentazione del gruppo; non vengono accettati demo con un solo brano. Nel mese di ottobre/novembre 1998. il Bando per le selezioni ad Arezzo Wave live Festival edizione 1999 verrà inviato a tutti coloro che avranno mandato il loro demo con le caratteristiche su richieste. Le selezioni regionali si terranno nel mese di gennaio '98. Dal 1 al 30 giugno prossimi verrà attivata una raccolta di demo-tape di gruppi regionali. Saranno selezionati 2 gruppi di base che si esibiranno al Festival di Olmo. Il materiale conforme alle regole del bando dovrà essere inviato al seguente indirizzo: OLMO Management - Parco Colle Elisa - 60034 Cupra Montana (Ancona). Tutto il materiale verrà utilizzato come pre-raccolta per le selezioni ad Arezzo Wave Live Festival edizione 1999 (il più importante Fetival di musica rock in Italia) il cui bando uscirà nel mese di ottobre dell'anno in corso. I nastri raccolti per il Festival di Olmo andranno ad aggiungersi a quelli che si raccoglieranno nei mesi di ottobre e novembre 1998 per le selezioni di Arezzo Wave edizione 1999. L'essere selezionati per partecipare al Festival di Olmo non implica quindi la partecipazione di diritto ad Arezo Wave '99 (essendo differenti i due percorsi di selezione), ma solo la possibilità di partecipare alle selezioni Regionali di Arezzo Wave '99. La partecipazione ad entrambe le selezioni è GRATUITA. (11-12-13 SETTEMBRE 1998 - CUPRA MONTANA - ANCONA) il materiale dovrà pervenire entro il 10 luglio 1998 al seguente indirizzo: "OLMO" c/o - .e edizione 1999. INFO LINE: OLMO MANAGEMENT 0338-5305534

  • 14/12/2005 13:23 - COLORSOUND Colorsound Un tempo lo si sarebbe definito "supergruppo". Gente insomma dal ...

    COLORSOUND Colorsound Un tempo lo si sarebbe definito "supergruppo". Gente insomma dal passato (più o meno) nobile, ansiosa di consumare il proprio riscatto sotto la bandiera di un potenziale dream team. E' il caso dei Colorsound. Vale a dire Mike Peters, cantante dei disciolti Alarm, combat rockband gallese che negli Ottanta fu spesso sul punto di esplodere (ma non ci riuscì mai veramente), il chitarrista Billy Duff dei tardo-zeppeliniani Cult, Craig Adams dei Mission e Scott Garren, altro ex Cult. Accasati presso l'etichetta Sanctuary Group di Bruce Dickinson, uno che di esilio se ne intende, e prodotti da una vecchia volpe come Bob Rock, i Colorsound definiscono negli episodi iniziali del disco (Under The Sun, Fountainhead) le loro ambizioni. Che sono, né più ne meno, quelle degli Alarm fieri e tosti degli esordi, con qualche "muro" di chitarra un po' più spesso - la passione di Duffy per effetti e pedaliere è da patologia - e un irrimediabile sapore di deja vu. Meglio gli episodi morbidi e semiacustici (View From A Different Window, Fade In Fade Out Fade Away) di quelli larvatamente hard. Troppo poco, in un caso e nell'altro, per certificare lo status di supergruppo.

  • 14/12/2005 13:23 - COLORSOUND Coloursound Coloursound è una sorta di supergruppo di quello che fu ...

    COLORSOUND Coloursound Coloursound è una sorta di supergruppo di quello che fu il nuovo rock inglese degli anni '80, allestito dal chitarrista dei Cult, Billy Duffy, e dal vocalist degli Alarm, Mike Peters, con la complicità del bassista Craig Adams (The Mission) e del drummer Scott Garrett, a sua volta nei Cult. Proprio The Cult hanno lasciato un impronta indelebile, e nel loro pionieristico conciliare spiritualità psychedelica (nell'album Love) ed hard rock a la AC/DC (nel successivo Electric), cogliendo poi la consacrazione di vendite con il corroborante Sonic Temple, hanno suscitato vasta eco. Non è infatti difficile ravvisare frammenti di lezione cult-esque in un paio di grandi esordi 1999, specificatamente Atomic Bitchwax e soprattutto, Unida. Per l'opera prima dei Coloursound, Billy Duffy ha rivoluto accanto a se il producer di Sonic Temple, il suo disco più celebre; si tratta di Bob Rock, un'autorità inossidabile del metal yankee, e grazie all'interessamento di un altro metallaro Bruce Dickinson degli Iron Maiden, Duffy ha ottenuto un contratto discografico per la nuova formazione. Riunendo le proprie forze con Bob Rock, Coloursound hanno ottenuto ciò che verosimilmente desideravano, ossia quel tocco di savoir faire commerciale che il produttore americano ha saputo conferire sia a Sonic Temple dei Cult e persino all'album nero dei Metallica un altro clamoroso best-seller. Dunque il disco dei Coloursound ha molte buone qualità per affermarsi, poiché alla malizia di Mr. Rock vanno aggiunti i talenti di Billy, sempre in grado di elargire riffs e progressioni chitarristiche di notevole impatto, e la vena melodica di Nike Peters, estremamente a suo agio in composizioni dal taglio energicamente pop, come Alive e This Life.

  • 14/12/2005 13:23 - Concorso Band Emergenti al Mamamia MAMAMIA Alternative Music Club ed ALTER ...

    Concorso Band Emergenti al Mamamia MAMAMIA Alternative Music Club ed ALTER nascitura etichetta indipendente discografica del MAMAMIA, lanciano un concorso rivolto a tutte le band emergenti, senza contratto discografico. Il concorso, in fase di definizione, prevede, per il gruppo che risulterà vincitore la realizzazione di un Cd interamente finanziato e distribuito da MAMAMIA ed ALTER. Tra i membri della giuria, figurano MAX PRESTIA (Italiaradio e Radio Rai) e RICCARDO PANDOLFI (Suoni & Ultrasuoni di Radio Rai). Le bands selezionate si esibiranno tutti i giovedì ed il pubblico parteciperà alle votazioni. Informazioni ed Iscrizioni presso lo Shopping Center del MAMAMIA. 071/6610017 - 0347/6115127

  • 14/12/2005 13:23 - DECORSO L'ottuso lungimirante In dieci anni di attività Fedele Mazzetti ...

    DECORSO L'ottuso lungimirante In dieci anni di attività Fedele Mazzetti insieme al suo gruppo ha inciso cinque demo, ha fatto un centinaio di concerti e ha partecipato a numerose rassegne e festival. Nonostante la corposa attività ascrivibile al loro background, i Decorso non riescono ad oltrepassare la linea di demarcazione che divide il mondo degli emergenti dall'universo complicato e complesso della discografia ufficiale. Con 'L'ottuso lungimirante' Mazzetti prova a percorrere una nuova strada musicale fatta di ballate e delicate melodie in cui la malinconia regna sovrana. (Fedele Mazzetti tel 06/2052648)

  • 14/12/2005 13:23 - Distorsonie 97 Festival di musica dance elettronica innovativa Incontro annuale dedicato alle ...

    Distorsonie 97 Festival di musica dance elettronica innovativa Incontro annuale dedicato alle "musiche dance elettroniche innovative" che nell'arco dei tre giorni proporrà concerti e djs set di artisti rappresentanti i vari sottogeneri rispettivamente suddivisi nei giorni di: Giovedì - Ambient, Dub, Ritual (sublink + sala blu); Venerdì - Post-Drum'n'bass, acid funk, (sublink), neo-industrial (sala blu); Sabato - Techno e suoi derivati (in tutto lo spazio). Nelle tre giornate saranno aperte aree espositive di materiali discografici a cura delle etichette discografiche, dei distributori e dei negozi specializzati partecipanti attivamente alla produzione ed alla divulgazione di quei generi che hanno piegato il concetto di "dance" owero fruibilità ludica alle proprie innovazioni ritmico-compositive. Ospite speciale della manifestazione sarà il direttore della casa discografica tedesca "Mille Plateaux" Achim Szepasky, che interverrà all'incontro previsto nel pomeriggio di Sabato 19 alle h 15.00 sul tema: "Dance elettronica alternativa? significati, codici, scenari e perchè". Gli artisti nazionali ed internazionali e gli espositori partecipanti verranno comunicati in seguito.

  • 14/12/2005 13:23 - ------------ GIOVEDI 8, VENERDI 9 E SABATO 10 APRILE il LINK ...

    ------------ GIOVEDI 8, VENERDI 9 E SABATO 10 APRILE il LINK di Bologna, in Via Fioravanti 14, presenta la quarta edizione di "DISTORSONIE 99", Festival di musica dance elettronica innovativa (con sessioni live acts, dj sets ed installazioni, media-mix) Distorsonie 1999 ospiterà una sezione dedicata ai video-jay, performance di video-makers sincronizzate su audio e realizzate in tempo reale. Le musiche di DISTORSONIE saranno trasmesse in real audio in diretta sul nuovo sito web del Link all'indirizzo www.linkproject.org DISTORSONIE è un'occasione per fare il punto sullo stato dell'arte delle avanguardie musicali elettroniche e sul mutamento delle figure artistiche e professionali nella comunicazione musicale contemporanea. DISTORSONIE rivede il concetto di "musica", oggi non più solo intrattenimento canonico veicolato attraverso i media tradizionali, ma forma di comunicazione sonora testimone dell'evoluzione tecnologica, sempre più orientata alla sua diffusione attraverso Internet. La quarta edizione di Distorsonie ospiterà eventi live (concerti, dj performance, sonorizzazioni ambientali) e una sezione espositiva commerciale dedicata ai materiali discografici e multimediali provenienti dai produttori e i distributori che interverranno, dove troveranno spazio elettronica ambientale e installazioni audiovisive. Distorsonie avrà una sezione v-jing dove si terrà la prima convention nazionale di Vjng in Italia in cui si metteranno a confronto tecniche e virtuosismi della miscelazione di immagini elettroniche nello spettacolo e performance audio-visive con differenti fonti visive (VCR, Cdrom, DVD, web, etc.) mixate e manipolate in diretta con materiali grafici ed iconografici, per essere proiettati su video-systemi dedicati. Giovedì 8 aprile Distorsonie apre i battenti con una sonorizzazione easy listening digitale a cura di David Chazam della BNO record di Parigi, etichetta produttrice delle compilazioni Eclektronics e dei lavori del compositore Jean Jacques Pierry. A seguire, è previsto il live act di Wang Inc., compositore già presente nella compilazione "Mixtophonia I" a cura del laboratorio audio Mixtofonico Lab. del Link Project e attualmente prodotto dalla Sonig Rec. dei Mouse on Mars di Colonia. Interverrà anche Davide Calò, sonorizzatore del Morphine di Riccione e conduttore radiofonico di Controrodio di Firenze. Chiuderà la serata il cdj set del combo Beat Actione. Venerdì 9, Hg, il laboratorio telematico del Link, nell'ambito del progetto CEE Youth for Europe, propone una serata di sperimentazione nel campo della resa acustica spaziale basata su sistemi digitali quadrifonici. In collaborazione con Blow-Up, si terrà l'esibizione live elettroacustica dell'artista neozelandese Dean Roberts, e la performance "Eternal Sound Check" del gruppo italiano Starfuckers della durata di 6 ore, realizzato in quadrifonia tridimensionale IACC (Inter Aural Cross Correlation). IACC (Inter Aural Cross Correlation) è il nome di un criterio di valutazione per definire la qualità di resa spaziale del suono e della sua visualizzazione sinestesica all'interno degli ambienti chiusi. Venerdì 9 si terrà lo show case dell'etichetta Wot 4, produttrice del CD Aliens in Rome con il progetto Recycle, Surya e il dj produttore Martin Patterson. Sabato 9 sarà ospite speciale di Distorsonie il collettivo "Skam record", dalla nuova etichetta discografica della scena elettronica inglese di base a Manchester interverranno il labelmanager Andi Maddocks detentore del progetto Jega, Rob Hall alias Gescom, ed il live Freeform già Warp record . All'interno dell'etichetta DDR sarà ospitato il gruppo "2nd Gen" della Nova Mute record, progetto in duo di Wajid Yaseen, rappers leader dei Fun Da Mental, cui seguiranno le performances di Cristoph Fringeli ovvero Praxis, accompagnato da Dj Scud (Ambush record) e dall'americana Raechel Kozack (Zhark record, Detroit). La stessa serata sono previsti R.E.F.Roman electronics Fighters, dj set a 4 piatti a cura di Andrea Benedetti, Marco Passarani e Max Durante. La sala blu ospiterà la DUNE rec. produttrice della compilazione Metatoys per il Consorzio Produttori Indipendenti che presenterà i progetti inclusi in Metatoys: Weird, Uncle Betty, Alex B. Steak e Kiloton. Sabato 10 alle h. 18.00 si terrà l'incontro "Musica ed evoluzione tecnologica; nuove musiche e nuove professioni". info al pubblico: Link segreteria (da martedi a sabato h 17 - 20) tel 051.370971 fax 370972 ufficio stampa: telfax 051.352330 Silvia Fanti 0335/5727161 - Simona Pari 0347/8631600

  • 14/12/2005 13:23 - FUORICORSO I "Fuoricorso", band formata da ragazzi di Lanciano o dei ...

    FUORICORSO I "Fuoricorso", band formata da ragazzi di Lanciano o dei dintorni: Marco Castilenti, Luca Cinalli, Claudio Castilenti, Umberto Cinalli e Fabio Di Fazio. Proponete principalmente cover? Si, siamo partiti dapprima con cover di artisti italiani poi anche di stranieri, portando avanti sempre il discorso del rock, quello "buono". Cover di quali artisti? Vasco Rossi, Litfiba, Ligabue, Stadio, Dalla... Musicisti per passione o anche per professione? Chi per l'uno chi anche per l'altro, io (Cinalli) sono diplomato al conservatorio ed insegno musica e vorrei fare il musicista di professione altri invece solo per passione. Dove suonate? All'inizio abbiamo fatto principalmente spettacoli all'aperto, nell'ambito delle Feste dell'Unità, poi da quando siamo in questa formazione anche in locali... Prima era diverso il gruppo? Raccontateci un po' la storia. (Marco Castilenti) All'inizio suonavamo io, mio fratello Claudio e Luca ed altri due ragazzi con i quali facevamo musica da ballo, poi ci siamo separati per curare meglio la musica rock, quella che ci piace di più. Quindi da due anni circa con questa formazione abbiamo suonato in molti locali, principalmente nel chietino e in qualche serata all'aperto, sempre nelle Feste dell'Unità, poi hanno smesso di farle.

  • 14/12/2005 13:23 - Il G.A.M.M. Gruppo Arte Multimediale di Ancona in collaborazione con ...

    Il G.A.M.M. Gruppo Arte Multimediale di Ancona in collaborazione con la Signora ANNA BISCHI GRAZIANI (moglie del compianto artista IVAN GRAZIANI), ha indetto e sta per realizzare il 1° CONCORSO MUSICALE ITALIANO "PREMIO IVAN GRAZIANI". Questo allo scopo di portare alla luce nuovi talenti musicali provenienti da tutta Italia. Il Concorso prevede una Sezione Speciale aperta a: Italiani, figli di italiani e discendenti di italiani residenti all'estero. CENNI SUL CONCORSO: Il Concorso si muoverà nelle stesse modalità di "Arezzo Wave", "Premio Recanati", ecc. Nonostante la capillarità delle selezioni, di fatto, ad ogni finali regionale interverranno sempre degli addetti della Direzione del Premio. I venti finalisti selezionati si esibiranno in tre serate, due di semifinale ed una finale (quest'ultima sarà teletrasmessa da uno dei maggiori poli televisivi nazionali). Il tutto si svolgerà a Teramo presso il Teatro Comunale il 2-3-5 Dicembre 1998, questa città ha dato i natali al grande artista IVAN GRAZIANI. Le locali autorità politiche hanno dato la loro completa disposizione. Nella serata finale hanno già aderito e quindi interverranno, sia in veste di giurati che come "Guest Stars", grandi nomi del panorama musicale italiano, inoltre una folta rappresentanza di giornalisti del settore e discografrici di livello nazionale. Chiediamo di poter divulgare, anche attraverso la Vostra prestigiosa testata, il nostro Concorso. Vi chiediamo quindi di pubblicare, in diverse ondate, il regolamento e la cedola d'iscrizione. Nel nostro indirizzo internet si può leggere l'intero regolamento e la scheda d'iscrizione.

  • 14/12/2005 13:23 - LAVORI IN CORSO (Cd) Che tipo Gigi Murialdo, leader di questa ...

    LAVORI IN CORSO (Cd) Che tipo Gigi Murialdo, leader di questa band genovese. Ma che dico, se leggesse quest’espressione forse arrossirebbe. Sì perché lui è un personaggio carico di umanità, capace di telefonarti due volte al giorno per sentire come sta andando il Cd del suo gruppo nel tuo circuito. La vecchia, sana passione di sbattersi per suonare in giro e per promuovere il proprio materiale è la peculiarità avvincente dei Lavori In Corso. A loro non interessa partecipare alla lotteria del successo, ma proporre o riproporre quell’attitudine rock da puri, mai stanchi, sempre sulla strada, con oltre duecento date in un anno. Fin qui tutto bene, ma non posso nascondere che Gigi ha tutte le carte in regola per potere fare qualcosa di più. Non dico a livello quantitativo, quello no. Di energia ce n’è fin troppa nelle canzoni e nella volontà del gruppo. Ma è come se il disco fosse prigioniero di un tracciato già noto che rischia di trasformare l’amore, le passioni, la durezza e la miseria di cui cantano i Lavori in un sentiero lungo il quale si perdono come briciole i connotati di distacco e consapevolezza. Insomma si rischia di diventar retorici. Detto questo, non posso non assolvere la band genovese che tra l’altro porta un nome che è tutto un programma. Sei lavori sono in corso ad un qualche approdo si dovrà pur arrivare.

  • 14/12/2005 13:23 - Lavori In Corso Il CD d'esordio dei "Lavori in Corso" edito ...

    Lavori In Corso Il CD d'esordio dei "Lavori in Corso" edito qualche mese fa dalla "Devega" di Genova e prodotto da Enzo Onorato (Lilium Produzioni), Andrea Mei (Gang) ed Eugenio Merico (Yo Yo Mundi) è stato accolto favorevolmente sia dalla critica specializzata ("Musica!", "Il Mucchio", "Fare Musica", "Jam".... ma non trascuriamo il mondo febbrilmente sotterraneo di pubblicazioni quali "Urlo", "Music Club", "Jammai", "Viceversa", "Brain"....), che dal circuito delle radio alternative, di quelle del Popolare Network, e dei programmi "alternativi" all'interno delle radio commerciali, con risultati in certi casi sorprendenti. Due esempi in proposito: il mensile "Rockstar", in uno dei prossimi numeri, lo inserirà tra le migliori uscite discografiche dell'anno nell'ambito degli esordienti indipendenti; per quanto riguarda il discorso radiofonico, invece, il CD è entrato in programmazione sulle frequenze RAI nell'ambito di "Raistereonotte" e di Radiouno Musica. Sempre per Radiouno Musica, Massimo Cotto ha scelto i "Lavori in Corso" come "testimoni" delle band uscite per etichette indipendenti, e li ha intervistati sulla "realtà underground" nel corso di una puntata del programma. Il gruppo è stato intervistato anche da Pierluigi Diacono all'interno di Raistereodue "Punto d'incontro". Capitolo TV: Protagonista, insieme a Negrita, Unarazza e Search, di una puntata di "Territorio Match Music" (Match Music Television), dedicata al Festival di Fener (Belluno, luglio '97), a marzo '98 il gruppo genovese sarà ospite di Red Ronnie ad "Help", dove presenterà anche il proprio sito Internet. Da segnalare, inoltre, che uno dei brani del CD ("Underground") è stato inserito nella Compilation di Amnesty International "Sottotiro", e che la band è stata candidata alla Targa Tenco '97 per il miglior esordio discografico in italiano (Targa vinta poi da Cristina Donà). Nel frattempo, i "Lavori" hanno esaurito la prima tiratura del disco e continuano a presentarlo con concerti in tutta la penisola. BREVE BIOGRAFIA MUSICALE 220 concerti in tre anni (nati nel 1995). Dal vivo, Energia Pura in musica. Comunicazione, prima di tutto. "Bombardamento sonoro" tra Funk "periferico" e tentazioni Dub, Rock "urbano" e citazioni "Punk", sospeso tra bordate di Rap Industriale e Filastrocche Ipnotiche, accenni Ska, morbide fluttuazioni Reggae.... Apprezzati sia dai locali più "prestigiosi" che dal circuito dei centri sociali, i "Lavori" hanno già partecipato a molti degli "eventi" più importanti della musica alternativa italiana (Altrofestival, Beach Bum, Festa di Radio Onda d'Urto, Carnevale di Venezia ecc.) e aperto i concerti di gruppi quali "Assalti Frontali", "Doctor & the Medics", "S*M*A*S*H*", "Massimo Volume" ecc. Giudicati da Radio Popolare uno dei migliori dieci gruppi emergenti del '96, hanno anche partecipato allo Streetball '95 e a "Segnali di Fumo" Videomusic.

  • 14/12/2005 13:23 - MANGLED TORSOS Godless (Morbid) Additati dalla loro label come l'ultima speranza di ...

    MANGLED TORSOS Godless (Morbid) Additati dalla loro label come l'ultima speranza di salvezza per l'originalità negli ormai asfiucici reami del death tnetal, i Man- gled Torsos si abbattono per la seconda volta sugli apparati udi- tivi dei deathsters di tutto il mondo (il precedente album era u- scito più di un anno fa sempre per la Morbid)...La band è valida, sia tecnicamente che "armenicatnente", anche se riporre tutte le nostre speranze su di loro mi sembra un peso un pò eccessivo.

  • 14/12/2005 13:23 - ORSO "LONG TIME BY" (PERISHABLE/GOOD FELLAS) Band che già dal nome ...

    ORSO "LONG TIME BY" (PERISHABLE/GOOD FELLAS) Band che già dal nome mi sta simpatica, gli Orso propongono una sorta di nuovo country molto contaminato dalla psychedelia e dalla musica orchestrale. Registrato da un ensemble di ben 9 elementi (credo che solo 4 facciano parte del gruppo vero e proprio) e con strumenti quali banjos, organetti, archi, sintetizzatori d'altri tempi, percussioni improvvisate, "Long time by" è un disco molto ricco e ispirato. Phil Spirito alla voce sembra Michael Stipe dei R.E.M. con parecchio alcool nelle vene, ma tranne questo aspetto molto "terreno", la musica degli Orso prende la via della sperimentazione, ogni singolo musicista opera dei "microinterventi" che si amalgamano splendidamente con quelli degli altri, a creare brani prevalentemente acustici memori di certa psychedelia tranquilla. Ma l'impressione generale è quella di un gruppo di agricoltori dell'Oklahoma che suonano sull'aia dopo aver inavvertitamente trifolato il fungo magico. Niente di raffazzonato o sopra le righe, trovo questo album molto più valido e intrigante dell'ultimo Tortoise, ottimo per accompagnare uno spuntino a base di pannocchie abbrustolite insaporite con una generosa cucchiaiata di burro fuso.

  • 14/12/2005 13:23 - ORSO Lons Time By Dalla amichevole diaspora di una band grande ...

    ORSO Lons Time By Dalla amichevole diaspora di una band grande e misconosciuta come i Red Red Meat nacquero, alcuni anni or sono, un'etichetta (la Perishable) e una serie di gruppi come oRSo, Califone, Loftus, Drumhead: la moltiplicazione dei pani insomma, visto che praticamente tutti i componenti della band originaria oggi si ritrovano a suonare assieme nelle diverse figliolanze. Ecco allora che negli oRSo, qui alla seconda prova, milita in pianta stabile l'ex tastierista dei RRM Ben Massarella (che però adesso siede dietro la batteria) in combutta con Phil Spirito, bassista nei Rex (ma qui al canto e alla composizione oltre che alla chitarra e al banjo), e con la multistrumentista Gillian Lisée. Con loro partecipano alla festa una miriade d'altri tra cui anche Brian Deck e Tim Rutili: e il cerchio si chiude. Caratteristica che avvicina la musica degli oRSo da un lato alle ultime uscite dei RRM e dall'altro a ognuna delle band consorelle è la rivisitazione, molto modernista, dei suoni tradizionali USA. Folk, blues e country rigorosamente acustici appaiono come disossati, scarnificati, resi evanescenti, ridicolizzati e omaggiati a un tempo attraverso una serie di tricks tra l'elettronica lo fi e lo scherzo da cabaret. Una maniera che ricorda talvolta quella di Tom Waits, anche per il tono profondo e catramoso della voce di Spirito. Una musica che sembra suonata con ossa di scheletro ammuffito e code di serpenti a sonagli, annaffiata con bourbon agrodolce, disturbata da intermezzi interrogativi che paiono voler pescare nelle soundtrack, nella Mitteleuropa, nel folk Esteuropeo... Dentro Mavis, ad esempio, incontrerete bollicine d'acqua che escono allo scoperto accompagnando una melodia che sa di country; nel valzerino chiamato Third ci sono tanto synth che campanellini natalizi; col rheem organ della bellissima MaMa sembra di sentire Nico che si diverte a salmodiare un blues dentro un caffé viennese fin de siècle o in una pièce di Brecht; LF potrebbe appartenere agli Stereolab; Well è folk virato in coro loungey, così come Trailfire potrebbe appartenere a un Mark Lanegan meno autocompiaciuto... E non finisce proprio mai, questo surreale carnevale: ci sono anche un'autentica train song postmoderna come Slighyt Return, un conato Beefheartiano chiamato Alex's Apartment, un blues d'antan che se lo sente Benigni lo mette subito nella colonna sonora del suo Pinocchio... Non molti i pezzi cantati, purtroppo, ma una miriade gli strumenti timidi e quasi taciturni che appaiono, come falene, solo per pochissimi secondi. Anche i pezzi hanno sapore d'incompiuto e fugace, brevi e abbozzati come si direbbero. Si direbbero, attenti: perché sotto la scorza slacker e lo fi c'è una polpa viva e brillante, che fa di questo disco, come di tutti quelli dell'etichetta, un luogo unico e incontaminato. Un autentico culto, anche se non un grandissimo disco.

  • 14/12/2005 13:23 - ORSON WELLES Lea Storia s¾ ripete la Bruna voga in Fana, ...

    ORSON WELLES Lea Storia s¾ ripete la Bruna voga in Fana, La sex vé i¾R Alt'. Orson Welles nasce Il ó maggio 1915 vicino Chicago nel Wisconsin da Richard Head Welles, ingegnere ed inventore e da Beatrice Ives Welles, pianista. Ha un'infanzia precocissima e felice, aiutato senz'altro dall'educazione "privilegiata" (molti viaggi ed un assiduo contatto con artisti ed intellettuali dertempo che frequentano la casa) di cui è oSetto sia da parte dei farniliar1 sia da un amico di famiglia, tale Dottor Bernstem che lo svelerà ai misteri della prestidigitazione e che Li regalerà il primo teatrino di marionette. L'America intanto tranquLlissimamente si sta avviando al Crauti del '». Nei primi anni '20 l'occupazione e la produzione avevano registrato un aumento costante. Il benessere sembrava immortale. Al riwhi o pseudo tali non rimane altro che speculare. E' t'epoca dei "Trust" monopolistici legati alle radio ed alla stampa per lo più compiacenti se non asserviti e covrati. Nascono le EoWXs il cui capolavoro sono gli " nvestteF7t TrusR cioè società speculative iEcui unico capitale è portato esclusivamente dal ricavato delle azioni emesse al momento della fondazione. Chiararnente il gioco si pro,pone sempre a cerchi concentrici più grandi cioè ogni "Investment Trust ne originava uno di maggiori proporzioni e così vla. = r ~ Una sorta di economia "Junkie" (le azioni spazzature odierne), assurdo ma vero, l'economia di carta sosvrastava quella reale, cioe esattamente ciò che si sta verificando dall'inizio degli anni ottanta ad oggi nelle economie occidentali. Perfetto: mancava solo il colpo finale. Quello tentato (non ancora riuscito) da un Citizen Kane qualunque più furbo degli altri per spolpare le ultime risorse reali di un paese. Il governo Hoover di allora spinse in tal senso. Pu il grande crack. Oggi come ieri basta che uno o una serie di speculatori di carta o di frequenze non importa, appoggiato dal rigonfio orgoglio nazionalistico abbia la meglio, per avere li crollo. Piccolo errore. Inceppo. I destini dell'economia quelli reali, veri dovuti dal lavoro duro di milioni di esseri umani hanno sempre la meglio. Così successe. Nel 1932, l'America ferita candidò alla presidenza degli Stati Uniti Franldin Delano Roosevelt che enuncerà chiaramente il suo programma economico e di governo: 1 Assistenza a tutti i gruppi sociale 2 Aumento dell'intervento dello stato nell'indirizzo dell'economia. Pragmatismo quindi senza isteria sia sul piano economico che sociale. Sul piano culturale l'artista è costretto a farsi "di" parte, ad essere cioè in prima persona agente politico seppur individuare del carnbiamento. Non più distawo piccolo borghese qumdi su quel che succede, ma mente ape-¾ta che esplora tracce e percorsi prima morali poi sociali per la collettività. Welles "Giovane dì belle speranze" in questo clima effervescente non rimane fermo. Approccia caparbiamente il teatro prima in Irlanda e poi a Londra dove nonostante fa sua pronuncia Yankee si fa notare. Tornato in America dove si stanno tentando le prime sortite di teatro sociale, realizza un famosissimo MattEh recitato da soli neri e trasportato nell'azione aUd Haiti con le streghe in versione "Voodoo". Le sue continue e contigue esperienze teatrali comunque terminano abbastanza presto per la sua proverbiale abilità nello sperperare denaro. Ma più che il teatro è stata la radio a far conoscere Wenes. Sfruttando la sua dizione perfetta affinata dai vari stage in Europa e le sue tonalità "profonde" ,"sensuali" quasi "tenebrose" Vi esordì nel '34. Il 30 ottobre del 1938 colpisce il ventre molle del capitalismo, quegli Stati Uniti del Matriarcato e della Middle Class che temevano1a guerra (cioè il confronto con "l'altro", sia esso prima giapponese poi russo ecc., sulla scia dello splendido isolazionismo del paese le cui radici furono gettate dai padri pellegrini fondatori), realizzando ed inscenando in diretta radio "La guerra dei Mondi" libero adattamento dall'omonimo romanzo di g G. Wells e dichiarando che i marziani erano sbarcati nel New Jersey e si apprestavano a conquistare il mondo intero. E' lo scompiglio. A 23 anni sull'onda del clamore radiofonico Welles si appresta a fare il suo invidiato ingresso ad Hollywood. Realizza "The llearts of Ape" solo 4 minuti ai puro delirio visivo dove però si notano tracce e lezioni dei suoi precursori. Essi vanno da Mesas, a GríX, da Stroheim a Lonchanex al primo Luini fino all'Avarna Incese degli anni '20. Quest'opera chiaramente contiene in nuce buona parte del suo cinema futuro (plasticità del montawio luce fissa, inquadrature dal basso lunghissime) e della sua teatralità (trucco pesante quasi da Teatro "No") gusto nella modifica dei personaggi, sdrammatizzazione del senso delLa morte, rincorsa simbiotica tra imene ed il male ecc Prepara poi "lambert of DsrSlFss" da uno dei romanzi di Joseph Conrad. Questo però non diventerà mai un film. Ma recupererà alcuni di questi temi fondamentali nel film successivo. 'iCititen Kane", il suo capolavoro vede la luce il 9 aprile del 1941. Oltre alla frantumazione del linguaggio convenzionale mediante l'uso sistematico del flashback, introduce nuova medi dl realizzare cmema. Per esempio il fatto che molte sequenze fossero confezionate a misura sulla musica o la partecipazione effettiva dell'operatore alla realizzazione della storia fa si che la messa a fuoco del film uguagliasse la messa a fuoco di un normale occhio umano o la riduzione del tempi di alcuni svolgimenti di sequenze. Il film, tratteggiando metaforicamente la figura di un magnate della stampa (o di qualsiasi altro potere forte in senso lato), era un fatto assolutamente nuovo per il cinema fino ad allora stretto tra le storie in generale ed i suoi personaggi in particolare. Il regista finalmente indaga sui grandi temi della corruzione della società capitalistica, dell'ambiguità dei rapporti umani, della crisi dei valori tradizionali, della necessità di una radicale opposizione al potere costituito. Tutto il suo cinema attraverso la metafora che costituisce il mezzo privilegiato per la dissacrazione e la violenza critica mostra come la ''stabiEltà'' sociale capitalista nasconde l'accentramento dei poteri, l'inganno, la sopraffazione, la violenza, l'egoismo «Szgnore e Signori. Voglio parlarvi di rne. Produco lavori teatrali d Broadway. Ne curo anche la regia. Sono atf ore d i teatro. Scrivo e dirigofilm e So7rt0 anche attore cinematografico. Scrivo dirigo e recito in alcune trasmissioni radiofoniche. Su07?0 il violino e il piano. Dipingo disegno e pubblico libri. Sono romanziere e __ . anone un mago». Così si presentava allo sparuto pubblico di una cittadina americana il ventinovenne Orson Welles. Il quale, visto lo scarsissimo numero dei presenti, concludeva con beffarda ironia: «non è notevole che io sia tante persone e voi invece` tanto poche ?» C'è molto Welles in questo aneddoto, che, peraltro cotne molti particolari che riguardano la sua vita, non si sa se sia vero o falso. Welles infatti è una delle più eclatanti e straordinarie personalità del mondo dello spettacolo del Novecento. Della sua versatilità ha già detto lui stesso. E' superiore anche a quella di Charlie Chaplin con il quale condivide un fascino particolare, quello di una sorta di «primitivismo delle origini», origini che, oggi che il cinema sta boccheggiando, acquistano un'aura tutta particolare. Ma se Chaplin evoca scenari dickensiani, Welles irrompe nella storia del cinema mozattianamente. Nessuno tra attori autori e registi ha fatto tante cose e tutte a così alto livello quante ne ha fatte Orson Welles. Sul piano biografico solo un altro leggendario irregolare, EBrich Von Stroheim, ha avuto tante contrarietà, polemiche e risse corne Orson Welles. A soli 28 anni il 30 ottobre del 1938, essendo nato nei dintorni di Chicago il ó Maggio 1915, Welles terrorizzò l'America leggendo dai microfoni della CBS una rielaborazione del romanzo di fantascienza «La guerra dei Inondi» di H.C. Wells. Le pagine in cui si descriveva l'invasione dei marziani sulla terra gettarono nel panico le ordinate esistenze della middle class americana già duramente provata dai sacrifici del New Deal e dai venti di guerra che iniziavano a soffiare. Pu questo l'esordio di Orson Welles. Una clamorosa beffa. Un mostruoso falso d'autore. Una geniale invenzione massmediologica. Welles da una parte verificava che la radio aveva una presa sulla gente la cui portata sfuggiva anche a chi di quel media si serviva. E dall'altra dimostrava che nella prassi concreta della comunicazione massmediale il confine tra vero e falso, tra documento e sua manipolazione, era labilissimo e continuamente ritracciato in avanti sia dallafveridicità dei documenti che dalla loro manipolazione. Proprio mentre in liuropa e soprattutto in Italia germinavano i primi sentori del neo-realismo, negli Usa questo gigantesco enfant prodige appartenente alla buona borghesia intellettuale della sterminata provincia americana, sperimentava con incredibile efficacia la «veridicità del falso», la sua indistinzione dal vero, o meglio la inquietante conclusione che sul piano degli effetti pratici, quelli su cui in fondo insistono i mass media, non si fa questione di vero/falso, ma di utile/inutile, efficace/inefficace, e che soprattutto contano i numeri, cioè la verifica pratica delle conseguenze di un rnessaggio. Welles aveva chiuso un'epoca. Quella della unilateralità del messaggio; quella di una naturalistica e ingemma caratura del Vero; quella di una fiducia elementare nella sua verità. Welles aveva avvelenato i pozzi delle credenze pubbliche e in una nazione che aveva inventato i mass media e la legge dei grandi numeri. Quando tre anni dopo una voce tremante interruppe le trasmissioni per annunciare che i giapponesi avevano distrutto la base aereo-navale di Pearl Warbour, ci fu chi non volle crederci, memore della famosa beffa wellesiana. Da questo clamoroso gesto emergono dunque alcune costanti che caratterizzeranno la sua carriera: la prima è la SpiGcata sua inclinazione a sondare le componenti del conflitto verità/menzogna, artificio/naturalità. Dopo l'esordio da marziano, Welles infatti consacrò un suo capolavoro al problema della falsità in arte. Si tratta di uno dei più straordinari documentari mai girati, «F for Fake», il cui protagonista e alter ergo ~vellesiano è il più famoso falsario della pittura contemporanea, Elmyr De Hory. Il film (del 1945) è girato e soprattutto montato ad una velocità incredibile, tale da rendere irriconoscilltile qualunque scena e personaggio e rendendo il tutto contemporaneamente veto e falso. «F for Fatte» è la disgregazione nominalistica del nnontaggio eieensteiniano dei < do. Ma l'autentico capolavoro che rappresenta plasticamente queste tre componenti di Welles è un film che giustamente appartiene da tempo al mito: «Citizen Kane», ovvero squarto potere». Il film narra la storia di un'inchiesta fatta da un giornalista su Charles Foster Kane, editore e miliardario, il quale morendo aveva pronunciato una misteriosa parola che avrebbe dovuto spiegare tutta la sua terribile verità di personaggio pubblico, amato e odiato e comunque mai compreso. Girato nel 1940, quando Welles aveva appena 25 anni, «Quarto potere» sbalordì tutti sia per la torrenziale e incontenibile dinamicità narrativa, sia per una serie di novità stilistiche che fecero immediatamente da apripista per il cinema successivo. Welles rivoluzionò il modo di girare già rapidamente codificato ad Hollywood: inquadrò i soffitti e dilatò in modo stupefacente la profondità di campo, grazie anche ai potenti obiettivi grandangolari che metteva in mano all'operatore Gregg Toland. La scena di «Quarto potere» in questo modo diventava ricca di contrasti e di movimenti, illuminata dal primo piano fino allo sfondo allo scopo di far vedere meglio tutto ma anche di far vedere in modo deformato. Il film infatti, come anche più tardi «11 Processo» tratto da Kafka, era intriso di soluzioni lunninistiche tipicamente espressionistiche, e cioè guidato da uno sguardo deformato da un cocktail di soggettivismo e volontarismo, titanismo e psicologismo. Era un film velocissimo eppure con pochissimi tagli. Welles infatti vi metteva a punto per la prima volta la tecnica del «piano sequenza», ovvero del montaggio interno, che consiste nell'usare sempre la stessa inquadratura per tutta una sequenza. Ma era un film straordinariamente innovativo anche Cerche introduceva al cinema quei processi di scomposizione e di rnoltiplicazione dei punti di vista della narrazione che avevano già avuto tanta fortuna nella narrativa contemporanea soprattutto con John Dos Passos e Gertrude Stein. Sorge Luis 13Orges infatti definì il film «un labirinto senza centro>> e intuì esattamente la cifra dissolutoria, nichilistica di Welles, paragonando la sua prospettiva a quella di un filosofo che per tutta la vita ha riflettuto sulla inarrivabile ambiguità dei sensi: Ernst Mach. Tutto l'intrico viluppo di congetture a confutazioni del film porta infatti ad una sorta di humiana bancarotta della corlescenza induttiva. La parola magica che Kane pronunciò morer,do, «Rosebud», non era altro che il nome di una slitta con la quale giocava da bambino. Questo voleva dire che allora il mistero di un uomo restava tale, la sua verità insondabile e occorreva accontentarsi solo del vertiginoso gioco di ipotesi che attorno alla verità ruota senza mai sfiorarla. Immaginifico, tronfio, barocco, grottesco, kitsch, il decor di «Quarto potere» asseconda la consapevole distruzione ebbra della misura e della ragione come limiti utili alla conoscenza. Ciò che conta veramente non è la verità ma l'insieme dei mezzi di cui ci serviamo per cercare di conoscerla. Chi è stato veramente Charles Poster mane? Non lo sapremo mai. L'epica negativa di Welles ci conduce solo di fronte allo spettacolo regale e maestoso del suo amore-adio nei confronti dei personaggi negativi. Welles infatti solo in «The lady front Shangay» impersonerà un personaggio positivo anche se toccato dal male e dal male ucciso. Welles fu un personaggio scomodo fino alla finee dei suoi giorni. Inviso sin dal 1942 ai produttori hollyvvoCliani, Welles girò il suo ultimo film nel 1978 e non si trattava ncarlche di un vero e proprio film soggetto ma di un'altra sua «degenere» esercitazione su un film da fare attorno all' Otello di Shaltespeare, un' altra delle sue grandi passioni.Al termine della sua folgorante carriera aveva intuito che forse siaeno giunti alla fine del cinerna. I film sono lenti, costosi e datando arrivano sullo schermo appartengono già al passato». D'altra parte quando ancora tubi i suoi colleghi storcevano il naso, Welles con accenti mc.luhaniani aveva dichiarato: «la povertà della televisione è una cosa meravigliosa. Alla televisione si può dire dieci volte di più in dieci volte meno tempo clte con il cinema perché ci si rivolge a due o tre persone soprattutto ci si rivolge all'orecchio. Per la printa volta alla televisione il cinema trova la sua vera Unzione, quella di raccontare storie». ,f

  • 14/12/2005 13:23 - Il magico Orson Welles Gli anni quaranta furono gli anni di ...

    Il magico Orson Welles Gli anni quaranta furono gli anni di crisi, ma più che di crisi di trasformazione del cinema statunitense e Welles ne è uno dei diretti protagonisti. Figlio di una agiata famiglia borghese nutritosi della ricchezza intellettuale ed artistica che lo circondava nella più profonda provincia americana maturando e coltivando quella che diversi suoi biografi hanno definito come un'intelligenza fuori dal normale. I suoi studi sono quelli classici oltre la grande passione per i viaggi in Europa ed il relativo assorbimento di quella cultura letteraria fonte germinativa per le sue attività teatrali così proficua da ottenere non pochi successi e riconoscimenti, nota è del resto la valida amicizia con George Bernard Shaw nei suoi soggiorni inglesi e lo studio delle pièces shakespeariane fino alla creazione di una sua propria compagnia operante presso il Mercury Theatre, passato alla storia per le sue mitiche rappresentazioni. Ma soprattutto quello che lo rende particolarmente celebre sono le sue trasmissioni radiofoniche, non meno importanti e non meno trascurabili di quelli teatrali. La sua ampia e pienamente libera collaborazione con la CBS effettuata con la sua compagnia del Mercury theatre, la quale si cimentava con gli adattamenti di opere classiche, portò fino al celeberrimo "La guerra dei due mondi" di H.G.Welles sull'invasione degli ultracorpi dallo spazio del pianeta terra. Trasmissione a tutt'oggi ricordata e riproposta recentemente addirittura su supporto cartaceo per il suo impatto fortemente emotivo con i radioascoltatori a tal punto da creare panico e problemi non indifferenti all'ordine pubblico per la verosimiglianza e la qualità della trasmissione. Tale successo non potè non convincere Hollywood, la grande mecca dello spettacolo, a coinvolgerlo nei suoi progetti da qui nacque "Cuore di tenebra" tratto dall'omonimo romanzo di Joseph Conrad un film apprezzato per un'esordiente. Ma è "Quarto potere" tuttora ricordato e studiato come film che merita d'esser maggiormente considerato. Fu un film, dalla forte influenza dei romanzi di Balzac, che nacque dopo un anno all'ingresso di Welles ad Hollywood ed è entratao nella storia del cinema. Prodotto dalla RKO, la quale subì delle perdite dal punto finanziario e delle fortissime pressioni per il contenuto. Il soggetto tratta delle vicissitudini del magnate della carta stampata Hearst, nel film nei panni di Kane interpretato dallo stesso Welles, monopolista ed indiscusso controllore dei mezzi di comunicazione. Il film fu aprezzato dalla critica incompreso dal grande pubblico e soprattutto suscitò scandalo e scalpore per gli attacchi ad Hearst, il quale ovviamente tentò con tutti i mezzi a disposizione di boicottarlo. C'è un particolare importante da sottolineare: l'innovazione linguistica presente nel film ovverossia l'uso innovativo per quegli anni del flash-back. Altrettanto innovativo è "L'orgoglio degli Amberson" tratto dall'omonimo romanzo di Boorth Tarkington ma meno conosciuto e meno fortunato perchè privo del batage pubblicitario che il precedente film ebbe. Fermo restando la sua importanza per la qualità dello stile che il film ha decisamente superiore al precedente. La trama parla del decadimento di una ricca famiglia americana minata dal suo potere dalla industrializzazione lenta ed inesorabile a cui è costretta con l'inevitabile intreccio sentimentale che corona la storia. Bazin sostiene che il clima psicologico che pervade il film sia alla base del suo fallimento strettamente commerciale, aspetto importantissimo per l'industria californiana e che lo stesso abbia disorientato il pubblico già sorpreso dalle forti innovazioni stilistiche di "Citizen Kane" ed oltre al'assenza di Welles come attore e la mancanza quindi della sua presenza carismatica. Anche in questo film si denota la presenza del tema comune ad altri suoi lungometraggi qual è quello dell'infanzia oltre l'ossessione altro tema caro a Welles per non parlare dell'influenza Nietzschianna del Superuomo o dell'eroe: i suoi film sono imperniati intorno la presenza di una forte figura, caratteristica da non sottovalutare ed ennessima prova dell'estrazione teatrale di Welles. Oltre l'importante ricerca tecnico-stilistica la quale ha fortemente influenzato schiere di nuovi registi quale l'uso del piano-sequenza, mirabile la collaborazione di uno dei più geniali operatori come Gregg Toland ed il suo sapiente uso degli obbiettivi grandangolari proprio per consentire l'uso della profondità di campo e la conseguente tensione che l'immagine assume, altra testimonianza inconfutabile dell'estrazione teatrale di Welles e della sua relativa concezione cinematografica fortemente contaminata dal teatro. Altrettanto interessante è "La signora di Shangai" con un impianto più tradizionale e uno svolgimento ruotato intorno alla dicotomia tra bene e male e il trionfo dei sentimenti con la inevitabile morte della protagonista, causa forse dello scarso rendimento del film dal punto di vista commerciale sottolineando però la positiva valutazione della critica specializzata. Da sempre considerato un regista metodico e parsimonioso nonché "barocco" per il suo gusto quasi viscontiano nell'arricchimento della scena, della suntuosità delle scenografie, nella particolarità e nella minuziosità di tutti gli elementi presenti nelle sequenze, è ricordato nella storia del cinema più come valente regista che come attore nonostante le sue interpretazioni, in particolar modo delle pièces shakespeariane siano state d'indubbio valore. A proposito il "Macbeth", l'"Otello" girato a fine anni cinquanta nella città veneziana dei Dogi, e considerato uno dei film più personali di Welles, nonostante il travaglio produttivo che il film ebbe e soprattutto il ruolo avuto dall'autore nel controllo personale del montaggio, fattore questo che rende il film particolarmente interessante, per l'aspetto strettamente creativo che tale fase della produzione assume. Il lungometraggio infatti è montato su sequenze brevi, a causa degli scarsi mezzi a disposizione: è risaputo che sequenze di una certa durata necessitano di mezzi e di strutture più articolate e più potenti nonchè onerose dal punto di vista finanziario, aspetto questo mancante, nel caso specifico, per Welles, altra caratteristica importante e non trascurabile del film. Con "Rapporto confidenziale" ritroviamo il tema del Superuomo, nel caso specifico di un mercante d'armi girovago e faccendiere senza scrupoli il quale con gli illeciti affari conquista fama e prestigio. Fatte salve le difficoltà produttive e la lunghissima lavorazione, più di tre anni occorsero per ultimare il film, la considerazione e del pubblico e della critica non fu trascurabile. Con il ritorno ad Hollywood Welles prepara uno dei suoi film più interessanti: "L'infernale Quinlian" un film del 1957 e altrettanto importante se non fondamentale nella sua lunga filmografia, questo per via della trama occhieggiante i temi cari al noir, il film infatti è un poliziesco e gode, produttivamente parlando, dei potenti mezzi a disposizione ad Hollywood rendendo, con tali mezzi, il film appetibile per il grande pubblico. Da citare anche l'attività di Welles come personaggio televisivo, gran parte delle sue trasposizioni teatrali furono proposte con notevole successo anche in televisione, oltre la sua attività giornalistica. La sua poliedricità ha reso tutto il suo corpus interessante ed estremamente innovativo a tal punto da inserire alcuni suoi film a pieno diritto nella storia del cinema.

  • 14/12/2005 13:23 - Corso Mazzini 313 “Demo” autoprodotto Al numero 313 di Corso Mazzini, ...

    Corso Mazzini 313 “Demo” autoprodotto Al numero 313 di Corso Mazzini, ad Ascoli uno dei tanti splendidi portali rinascimentali invita a varcare la “porta del paradiso”, Alessandro flautista della band che da quel luogo ha mutuato il suo nome mi spiega che quell’iscrizione stava ad indicare l’ingresso di un antico bordello cittadino. Dopo la doverosa precisazione sull’origine del nome, passo a descrivere l’impressione avuta dall’ascolto del loro demo. Innanzitutto va precisato che si tratta di pezzi strumentali non facilmente classificabili in un solo genere sia esso rock orchestrale, progressive, contemporanea o folk. Ascoltando “Il dispetto dell’insetto”, per esempio, non si può non apprezzare l’andamento quasi classico di piano e flauto che evocano atmosfere stravinskjiane. Poi “Tu-tumpa”, in cui l’elemento elettronico è più che mai presente, la cui linea melodica lascia spazio all’improvvisazione sopra allo strato psichedelico della tastiera Hammond style. Quello che contraddistingue le creazioni dei Corso Mazzini 313 è soprattutto il dispiegarsi di ogni pezzo a partire dagli intro fino allo sviluppo completo dei temi. Al di là di ogni definizione, questi ragazzi che orientano la loro produzione in direzione della musica d’ambiente e delle colonne sonore per cinema e teatro, rappresentano un esempio di perfetta armonia e rispondenza tra i vari strumenti, nonché di assoluta originalità derivata dall’abitudine ad attingere ad una plurarità di suggestioni ed ispirazioni.

  • 14/12/2005 13:23 - Corso Mazzini 313 “Demo” autoprodotto Al numero 313 di Corso Mazzini, ...

    Corso Mazzini 313 “Demo” autoprodotto Al numero 313 di Corso Mazzini, ad Ascoli uno dei tanti splendidi portali rinascimentali invita a varcare la “porta del paradiso”, Alessandro flautista della band che da quel luogo ha mutuato il suo nome mi spiega che quell’iscrizione stava ad indicare l’ingresso di un antico bordello cittadino. Dopo la doverosa precisazione sull’origine del nome, passo a descrivere l’impressione avuta dall’ascolto del loro demo. Innanzitutto va precisato che si tratta di pezzi strumentali non facilmente classificabili in un solo genere sia esso rock orchestrale, progressive, contemporanea o folk. Ascoltando “Il dispetto dell’insetto”, per esempio, non si può non apprezzare l’andamento quasi classico di piano e flauto che evocano atmosfere stravinskjiane. Poi “Tu-tumpa”, in cui l’elemento elettronico è più che mai presente, la cui linea melodica lascia spazio all’improvvisazione sopra allo strato psichedelico della tastiera Hammond style. Quello che contraddistingue le creazioni dei Corso Mazzini 313 è soprattutto il dispiegarsi di ogni pezzo a partire dagli intro fino allo sviluppo completo dei temi. Al di là di ogni definizione, questi ragazzi che orientano la loro produzione in direzione della musica d’ambiente e delle colonne sonore per cinema e teatro, rappresentano un esempio di perfetta armonia e rispondenza tra i vari strumenti, nonché di assoluta originalità derivata dall’abitudine ad attingere ad una plurarità di suggestioni ed ispirazioni.

  • 14/12/2005 13:23 - BANCO DEL MUTUO SOCCORSO Dal “Banco del Mutuo Soccorso” dei primi ...

    BANCO DEL MUTUO SOCCORSO Dal “Banco del Mutuo Soccorso” dei primi anni ’70, al “Banco” di oggi c’è l’avventura di un gruppo storico del “pop progressivo” italiano e l’evoluzione di musicisti che hanno sempre cercato la grande qualità strumentale. “Darwin” (1972) e “Io sono nato libero” (1973) erano album di tale valore che Greg Lake, il bassista di EL&P, produsse con la sua etichetta “Banco” (1975). Poi ci fu la tournée con i Gentle Giant, “Canto di Primavera” (1979), “Urgentissimo” (1980) e la nuova attenzione alla canzone che porta il gruppo a Sanremo (1985). Dal 1997, con “Nudo”, il Banco fa ancora una scelta attuale, alla riscoperta dei suoni originari, nella corrente dell’ultimo movimento acustico.

  • 14/12/2005 13:23 - BANCO DEL MUTUO SOCCORSO All'inizio degli anni '90 il gruppo si ...

    BANCO DEL MUTUO SOCCORSO All'inizio degli anni '90 il gruppo si riappropria dell'antica sigla Banco del Mutuo Soccorso, ma non è l'unica novità. In concerto vengono ripresi i brani del primissimo periodo e si torna ad eseguirli con gli arrangiamenti originali. E' un grande momento per i sostenitori di vecchia data della band, di lì a poco viene infatti pubblicato un cofanetto a forma di salvadanaio intitolato "Da qui messere si domina la valle" (1991) che contiene nuove incisioni dei brani dei primi due album. Un ritorno all'antico che genera nuovo entusiasmo nella band, come nei suoi fan e che dimostra quanto ancora siano attuali brani come quelli contenuti in "Banco del Mutuo Soccorso" e "Darwin". Non c'era modo migliore per aprire gli anni '90. Alla fine del 1994 esce un nuovo lavoro del Banco, il primo in quasi dieci anni ad essere pubblicato a nome del gruppo. "Il 13" (1994) è un album che si mantiene in equilibrio tra passato e presente, in cui è presente un chiaro riferimento alla tradizione del gruppo come pure all'esigenza di una maggiore comunicativa. E' impossibile comunque non provare un brivido lungo la schiena all'ascolto di "Bisbigli", brano per solo piano quasi sussurrato da Vittorio Nocenzi, o nella trascinante "Emiliano". Altri momenti splendidi dell'album sono "Guardami le spalle", "Bambino", "Rimani fuori" e "Tirami una rete". Gli anni '90 sono anche stati caratterizzati da un ritorno massiccio alle performance live del gruppo che hanno toccato non solo l'Italia ma anche il Giappone, il Messico, l'Argentina... In questi anni nasce anche l'esperimento "Acustico", la voglia cioè di presentare i brani storici, e non solo, nella loro veste più vera, più comunicativa, ricercando le sensazioni provate nel momento di comporli. A questo esperimento partecipano i tre membri storici del Banco Vittorio Nocenzi, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese più il giovane Filippo Marcheggiani in qualità di secondo chitarrista,ed Alessandro Papotto clarinetto. Il pubblico sembra gradire l'alternanza tra versioni acustiche ed "elettriche" tanto che da uno dei concerti di maggior successo in Giappone (On Air West, il 25 e 26 Maggio 1997) viene tratto un nuovo album, intitolato "Nudo" (1997). L'album, un doppio CD che per volere della band viene commercializzato al prezzo di un singolo, consiste di un estratto di quel mitico concerto dove la potenza sonora ed espressiva della band risaltano in modo inequivocabile, e della registrazione in studio dei brani 'Unplugged' in versione acustica. E "dulcis in fundo", viene inciso un brano nuovo di zecca, Nudo, che ripresenta la freschezza compositiva sia musicale che lirica dei tempi migliori. Il brano, di lunga durata in tre movimenti, rappresenta la nuova vena che accompagnerà la band nel nuovo millennio.

  • 14/12/2005 13:23 - Edda Dell'Orso Vocalist versatile e insieme inconfondibile, legata indissolubilmente ai più ...

    Edda Dell'Orso Vocalist versatile e insieme inconfondibile, legata indissolubilmente ai più celebri temi morriconiani. Sue le leggendarie interpretazioni de "Il gatto a nove code", "C'era una volta il west", "Le foto proibite di una signora perbene", "Metti una sera a cena" e tanti altri. Ha pubblicato anche album solisti come "It's time to sing" (Hexacord).