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14/12/2005 13:23 - "5" è senza dubbio un buon album. Arriva a tre ...
"5" è senza dubbio un buon album. Arriva a tre anni da "Circus", e dunque dopo una lunga pausa di riflessione che è servita a Lenny Kravitz per chiarirsi le idee ed uscire dai confini di un Purgatorio creativo in cui si era autoconfinato. E' un disco intrigante e caloroso che sottolinea il talento rockista di Lenny, al di là dei confronti e delle influenze, e oltre i limiti di uno stile che più volte ha messo allo scoperto i nervi della sua genialità dilagante. Con quel suo look da artista psichedelico virtuale, Lenny Kravitz ha illuminato un cammino creativo tutt'altro che trascurabile. Schierato sul fronte degli strumenti analogici, ha influenzato le tendenze sonore di questi ultimi anni, e se la sua musica è stata da molti confinata al crocevia tra Jimi Hendrix e John Lennon, Kravitz ha spesso dimostrato di possedere una marcata originalità. Magari nel solco del rock nero che da una parte si nutre d'influenze beatlesiane e dall'altra rende omaggio a Sly And The Family Stone e, sulla stessa direttrice, all'ineffabile piccolo Prince. Lenny il camaleonte all'inizio ha sposato la causa del folk-rock lennoniano, ma ha mescolato il tutto con il soul di Curtis Mayfield ed il blues fiammeggiante di Hendrix. Le referenze però non hanno mai adombrato la sua musica in modo preoccupante, e la dimostrazione più chiara arriva proprio dal nuovo album, probabilmente il più personale che abbia firmato sino ad oggi. Kravitz scrive canzoni elusive e a volte graffianti, e intende il rock in modo assolutamente disinibito e moderno. Ancora una volta ha lavorato al suo disco in completa solitudine e ha scritto, suonato, arrangiato e prodotto tutti i pezzi: tredici, da "Live" a "Can We Find a Reason?".
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14/12/2005 13:23 - LENNY KRAVITZ Greatest hits
Lasciate che vi parli di musica, del ...
LENNY KRAVITZ Greatest hits Lasciate che vi parli di musica, del gospel ascoltato da bambino, lasciate che vi descriva le sonorità delle percussioni delte Bahamas e la drammaticità di quei ritmi ipnotici e ne farete un uomo felice. Di lui, Lenny Kravitz, 36 anni, newyorkese, comunque sappiamo già molto. Basterebbe il suo quinto e ultimo album, 5, pubblicato due anni fa e rimasto nelle classifiche americane per 110 settimane consecutive (entro i primi duecento) e per sette mesi è stato anche ai vertici di quelle italiane. E' un rocker, ma si è spinto anche nei territori "traditionat", è uno psichedelico ma la sua curiosità lo ha spinto a maneggiare gli strumenti (o gli oggetti) in modo da ottenere suoni imprevedibili e spesso irriconoscibili. E mette in guardia «Sfido chiunque a capire ciò che ho usato per ottenere certe campionature». Il singolo tratto dall'antologia (Greatest hits) è Again, la regia del video è stata curata da Paul Hunter. Oltre a promuovere il disco, a New York trova anche il tempo di suonare al Limelight e di partecipare a una serata al Radio City Music Hall organizzata per Al Gore. Nonostante molti politici americani abbiano recentemente espresso pareri severi sul rock, lui non si sente fra i deplorati: «I miei testi presentano gli aspetti positivi della vita, parlano di relazioni, di famiglia». Ed è convinto che anche in casi come Black velveteen, con la quale si era avventurato nei paradisi del XXI secolo, robotizzati e praticamente su misura per il desiderio maschile, nessuno potrebbe a buon diritto censurarlo: «In ogni caso è sempre molto sottite il confine fra responsabitità e arte su cui viaggia un musicista». Gran parte del suo tempo lo trascorre alle Bahamas, di cui adora festival musicati. Ed è sempre più stupito del modo in cui le band locali riescano a restare fedeli alla tradizione pur non disdegnando le incursioni nel pop. Poi inizia ad accennare con la voce il ritmo dei tamburi di pelle di mucca, quindi passa alla melodia degli ottoni: «Quando uno lavora in quasi totale sotitudine, la sfida è massima». Durante l'incisione dei suoi dischi, Kravitz alterna tecnica analogica e digitale: «Provo un suono alla volta e raramente mi permetto il lusso di ascoltarli tutti insieme. Esempio: resto soddisfatto delle percussioni, voglio aggiungere il basso ma non posso sapere immediatamente come stia procedendo il lavoro e quindi di come si misceleranno i vari suoni». Come produttore va alla ricerca di melodie crude: «A volte basta un suono grezzo, e a volte proprio l'assenza di rifiniture mi fa apprezzare gli accordi e la potenzialità di un tema melodico», spiega, alludendo alle centinaia di demo che riceve. Il Kravitz produttore vuole essere sorpreso da qualcosa di nuovo, magari dalle capacità improvvisative di qualcuno. «Vorrei facessero come ho fatto io, che ancora oggi, pur non avendo una regola compositiva prestabilita, preferisco partire da una melodia e passare all'improvvisazione, come esige quel po' di jazz che ho dentro». E per far dischi continuerà sicuramente a usare i suoi due strumenti principali: la voce e le mani.
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14/12/2005 13:23 - LENNY KRAVITZ Lenny
Lenny Kravitz è tornato al rock e questa ...
LENNY KRAVITZ Lenny Lenny Kravitz è tornato al rock e questa è una notizia che fa sicuramente piacere a quanti avevano amato i primi tre album del cantante di colore. Lenny Kravitz infatti prendeva ispirazione sia dal soul della sua gente, come dalle sferzate elettriche dei Led Zeppelin e di Hendrix. In più il suo timbro vocale, naturalmente così enfatico e melodico, lo riconferma come il legittimo erede della schiera dei cantanti emozionali, dopo Plant e Coverdale. A parte qualche gigioneria di troppo (Pay To Play) ed ancora qualche scoria elettronica fuori posto (You're In My Heart) tutto il resto vibra di un rock pulsante. Lenny attraversa con disinvoltura gli anni 60 nella ballata A Million Miles Away dai chiari riferimenti ai Beatles e la psichedelia acida con tanto di hammond in Let's Get High fino ai classici 70 con la chitarra miagolante di God Save Us All. Dove dà il meglio è tuttavia quando riesce a combinare il tono struggente della voce, che scava nella sua anima nera, con l'impeto fiammeggiante dell'hard rock. Battlefield Of Love, If I Could Fall In Love e Stillness Of Heart sono anthem viscerali che piaceranno a chi segue il rock di classe degli anni 80 alla Whitesnake, ma le sorprese non sono finite perché Bank Robber Man è un punk velocissimo e potente che ci riporta a Detroit e Dig It addirittura cita I Rolling Stones. Il sesto album di Lenny è un caleidoscopio di colori che mostra un'ampia gamma di soluzioni ed è un vero breviario per i giovani rocker da classifica solo per teenager. Lui invece è un artista maturo che sa piacere alla gente che ama il rock più ruspante, anche se trattato con la sua classe.
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14/12/2005 13:23 - LENNY KRAVITZ
La sabbia di Harbour Island è rosa, l'acqua blu. ...
LENNY KRAVITZ La sabbia di Harbour Island è rosa, l'acqua blu. L'isola, a nord della costa di Eleutera, è minuscola, larga un miglio e lunga cinque. Lenny Kravitz non ha casa qui, ma una capanna su un'isola vicina. E' lì che scrive canzoni, passa le vacanze con sua figlia, si rilassa. La prima volta che venne alle Bahamas aveva cinque anni. Suo padre era originario di Inagua, l'isola più vicina a Cuba e per Natale e altre festività tornava a trovare la famiglia. Il nuovo album, Lenny, che é uscito il 30 ottobre. Lo ha registrato a Miami. É li che i poliziotti lo hanno fermato lo scorso novembre. Credevano che avesse rapinato una banca. Un impiegato poi lo ha scagionato. Vittima di discriminazione razziale? Lenny, intervistato da MTV, ha detto che non ne era sicuro. Ha scritto una canzone su questa storia, dal titolo Bank robber man. Lenny è il sesto album di Lenny. É un rock che non ha smesso di rullare, un successo sicuro, liscio come l'olio. Lenny sta andando forte. La raccolta dei suoi successi ha venduto otto milioni di copie. Ha appena rinnovato il suo contratto con la Virgin Records. Ha scritto un pezzo con Mick Jagger per il nuovo album della star. Ha suonato la chitarra al concerto di settembre di Michael Jackson. Lenny è bravo a far soldi. Lenny è uno di poche parole, non scopre le carte. Gli piace parlare delle Bahamas, gli piace parlare di come l'industria musicale si stia fottendo con la mania di investire su gente senza talento che non sa scrivere musica. Gli manca sua madre. Quest'anno a dicembre sono sei anni che è morta. Cancro della mammella. Si chiamava Roxie Roker e interpretava il ruolo di Helen Willis nella serie televisiva dei Jefferson. Lenny adora sua figlia Zoe. Ha 12 anni e va a scuola a Miami. Sua madre è Lisa Bonnet. Lisa divorziò da Lenny nel 1993 dopo che lui la tradì durante un tour. Lenny scrisse il suo secondo album, Mama said (1991) per riconquistarla. Non funzionò. Sono rimasti buoni amici. E' stato legato a Vanessa Paradis, Natalie Imbruglia e Madonna. Ha 37 anni e non li dimostra. E' una rock star, e lo dimostra.
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14/12/2005 13:23 - LENNY KRAVITZ Lenny - Lenny Kravitz è tornato al rock ...
LENNY KRAVITZ Lenny - Lenny Kravitz è tornato al rock e questa è una notizia che fa sicuramente piacere a quanti avevano amato i primi tre album del cantante di colore. Lenny Kravitz infatti prendeva ispirazione sia dal soul della sua gente, come dalle sferzate elettriche dei Led Zeppelin e di Hendrix. In più il suo timbro vocale, naturalmente così enfatico e melodico, lo riconferma come il legittimo erede della schiera dei cantanti emozionali, dopo Plant e Coverdale. A parte qualche gigioneria di troppo (Pay To Play) ed ancora qualche scoria elettronica fuori posto (You're In My Heart) tutto il resto vibra di un rock pulsante. Lenny attraversa con disinvoltura gli anni 60 nella ballata A Million Miles Away dai chiari riferimenti ai Beatles e la psichedelia acida con tanto di hammond in Let's Get High fino ai classici 70 con la chitarra miagolante di God Save Us All. Dove dà il meglio è tuttavia quando riesce a combinare il tono struggente della voce, che scava nella sua anima nera, con l'impeto fiammeggiante dell'hard rock. Battlefield Of Love, If I Could Fall In Love e Stillness Of Heart sono anthem viscerali che piaceranno a chi segue il rock di classe degli anni 80 alla Whitesnake, ma le sorprese non sono finite perché Bank Robber Man è un punk velocissimo e potente che ci riporta a Detroit e Dig It addirittura cita I Rolling Stones. Il sesto album di Lenny è un caleidoscopio di colori che mostra un'ampia gamma di soluzioni ed è un vero breviario per i giovani rocker da classifica solo per teenager. Lui invece è un artista maturo che sa piacere alla gente che ama il rock più ruspante, anche se trattato con la sua classe. - www.lennykravitz.com - Suona: ELECTRIC CHURCH TOUR VENERDI' 3 GIUGNO VERONA ARENA SABATO 4 GIUGNO FIRENZE MANDELA FORUM Posto Unico : 35 euro + prev Tribune Laterali Numerate: 55€ + prev LUNEDì 6 GIUGNO MILANO FORUM Assago - Info: Barley Arts Promotions - 02/76113055 - Corso Plebisciti 3 - 20129 Milano info@barleyarts.com www.barleyarts.com

















































































































































































