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14/12/2005 13:23 - Asian Dub Foundation
R.O.F.I.
Non tornavano i conti siccome captavamo qui e ...
Asian Dub Foundation R.O.F.I. Non tornavano i conti siccome captavamo qui e là elogi incondizionati degli Asian Dub Foundation che stridevano con il ricordo di un esordio discografico opaco e pasticciato. Il miglior gruppo in circolazione secondo il primalscreamico Bobby Gillespie, ovvero i Public Enemy asiatici a detta di alcuni settori della stampa britannica. R.O.F.I. acronimo che sta per Real Area For Investigation ha se non altro il merito di mettere le cose a posto, essendo un album che fotografa fedelmente lo stato di grazia Cornershop in vetta alle classifiche Talvin Singh assurto al ruolo di guru della scena angloindiana. Pensate ai Fun Da Mental o ai Transglobal Underground, ed immaginate il disco che gli uni e gli altri non sono riusciti mai a confezionare: R.O.F.I. è tutto questo ed anche un po' di più. In due parole: grande senso del groove configurato secondo geometrie ritmiche mutuate di volta in volta dal reggae "Dub Is The Teacher/Jungle Is The Preacher" sloganeggia eloquentemente Dub Mentality o dall'hip hop quasi sempre sostenute dall'eco esotica del bhangra e tagliente retorica militante che può ricordare tanto i Rage Against The Machine quanto i misconosciuti e piu antichi Basement 5. Persino rozzo e un po' ingenuo da quest'ultimo punto di vista il quintetto londinese dispone tuttavia di un sovraccarico di inventiva tale da rendere fluide ed assimilabili anche le invettive meno spigliate: esemplare in questo senso è l'iniziale e travolgente Assassin. E più in là le cose funzionano meglio ancora: Black White, Buzzing e Naxalite sono gli assi nel mazzo. Ma soprattutto l'effetto d'insieme che rende avvincente R.O.F.I. come se l'alleanza stipulata più di vent'anni or sono a Londra fra punk e reggae per questo si diceva dei Basement 5 ma potevamo citare anche Slits o P.I.L. potesse continuare a dare frutti ora che a vivificarla contribuisce con il suo patrimonio di esperienza e cultura la comunità angloindiana.
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14/12/2005 13:23 - ASIAN DUB FOUNDATION feat.
Community Music SOUND SYSTEM
featuring MC Sensor + ...
ASIAN DUB FOUNDATION feat. Community Music SOUND SYSTEM featuring MC Sensor + Dj Filthy Dirty Rich + Serjeet Prithpal-live tablas-dohl Community Music, da cui prende il titolo l'ultimo album di Asian Dub foundation, è il nome del centro di educazione musicale londinese in cui tuttora gli A.D.F. alimentano le loro radici politiche e musicali, sostenendo la campagna per la liberazione di Satpaal Ram e valorizzando il lavoro di giovani artisti anglo-asiatici che sono divenuti parte del gruppo degli ASIAN DUB FOUNDATION durante questi anni,partecipando alle loro produzioni discografiche e ai tour mondiali dal vivo. Per la prima volta in Italia Community Music Soundsystem: dall'East End londinese tabla'n'bass e rappate al fulmicotone con uno dei collettivi più energici della scena inglese,che rappresenta la versione Sound System del gruppo degli ADF che in questi ultimi anni ha spopolato tra i giovani di tutto il mondo. All the rude boyz come to get this! Xinfo “La Baraonda” 0532 63583 Cell.0328 2155255 e-mail : coop.baraonda@iol.it
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14/12/2005 13:23 - Asian Dub Foundation Sound System
Ad un anno dall'inizio della residenza ...
Asian Dub Foundation Sound System Ad un anno dall'inizio della residenza del club londinese Swaraj all'interno, DJ Roundeye porta in per l’Italia il soud system degli Asian Dub Foundation. La versione da club del gruppo anglo asiatico, atterra dopo un anno sulla consolle dei locali d’Italia, stavolta in compagnia di tablisti, Mc ed ovviamente lui, Sun-J il dj degli ADF.
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14/12/2005 13:23 - ASIAN DUB FOUNDATION "Community Music" Ffrr London
E' molto facile lasciarsi ...
ASIAN DUB FOUNDATION "Community Music" Ffrr London E' molto facile lasciarsi prendere dall'entusiasmo per gli Asian Dub Foundation. E poi perdere anche il senso della misura quando si parla di loro. Ecco perché un giudizio come quello letto qualche settimana fa sulla stampa musicale inglese, a proposito di un loro concerto al London Kentish Town Forum "GliAsian Dub Foundation sono la migliore band britannica dai tempi dei Clash" non è sembrato per nulla iperbolico. Anzi. Bisognerebbe infati essere completamente privi della capacità di udire per non percepire la potenza sovversiva che la formazione anglo-asiatica è in grado di sviluppare in ogni suo brano, disco o pubblica performance. E nello stesso tempo bisognerebbe proprio aver passato gli ultimi vent'anni isolati e ben protetti contro qualsiasi focolaio di infezione rock, punk, reggae e hip hop, per non cogliere immediatamente nella loro musica i germi più virulenti e aggressivi di quello che si è soliti chiamare agit pop. Gli Asian Dub Foundation sembrano in effetti aver selezionato nel loro suono soltanto gli elementi più esplicitamente sediziosi di quelle musiche ribelli, i trati più antagonisti e anticonvenzionali: dall'eloquio polemico, tagliente e diretto dei testi ai crepitanti accordi della chitarra di Chandrasonic e fino alle marziali linee di basso di Dr. Das e agli irresistibili ritmi dance elaborati senza sosta da DJ John Pandit. Tutto secondo la più spregiudicata interpretazione dei canoni bhangra, ovvero di quel vigoroso e fortunato ibrido che si è generato dall'incontro della musica pop e dance occidentale con i modi tipici della musica popolare indiana, uno stile alla definizione del quale i due album assembiati dal gruppo fra il '93 e il '98 hanno contribuito in maniera assai più che significativa. Ma se due anni fa il merito precipuo di "RAFI's Revenge" era stato quello di riuscire ad esprimere in maniera finalmente compiuta e pienamente convincente le enormi potenzialità del gruppo, l'obiettivo di questa sua terza offensiva contro l'ordine costituito della musica pop sembra essere proprio la resa totale e incondizionata del pianeta alla travolgente potenza dei suoi suoni, alla vastità e all'acume della sua visione musicale. Musica destinata ineluttabilmente a non fare prigionieri, quella che il gruppo ha elaborato presso il centro londinese di educazione musicale al quale hanno intitolato la presente raccolta, suoni capaci di abbattere qualsiasi resistenza e di rilanciare l'idea che delle canzoni possano farsi credibili veicoli di protesta e di lotta. Forse tale concetto non è mai tramontato del tutto, ma certo è che pochi altri negli ultimi dieci anni hanno saputo riaffermarlo in maniera altrettanto risoluta e autoritaria.
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14/12/2005 13:23 - ASIAN DUB FOUNDATION - REAL GREAT BRITAIN (LONDON) '12
Torna la ...
ASIAN DUB FOUNDATION - REAL GREAT BRITAIN (LONDON) '12 Torna la band dei giovincelli, già alfieri nel Bangla-pop che, nel seguito dell'acclamato "Rafi's Revenge", crociffiggono Tony Blair ed il nuovo(!) partito laburista. L'incisivo testo del singolo ben s'adatta pure alla nostra situazione locale, percui ne diamo esplicativo sunto: "Not enough schools, not enough homes, just phoney care in his millenium dome." Il giamaicano Jazzwad ed il marziano Freq Nasty mixano felici. Un "must", da avere!
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14/12/2005 13:23 - ASIAN DUB FOUNDATION Frontline 1993-97
Non un disco nuovo di zecca ...
ASIAN DUB FOUNDATION Frontline 1993-97 Non un disco nuovo di zecca ma una compilation che raccoglie materiale vario - "rareities and remixes" campeggia come sottotitolo - risalente ai primi quattro/cinque anni di attività della band. Ad eccezione della finale Operation eagle lie, che stava già in R.A.F.I., le restanti canzoni appartengono al disco di debutto degli Asian, Facts & Fictions dei 1995, e qui nei remix di Panicstepper o DJ Scud (l'iniziale Witness), e ad altri due e.p. più o meno coevi, Rebel Warrior e Change A Gonna Come, uno dei '95 e l'altro dei '96. Si raschia al fondo del barile? Cambia qualcosa? Nella sostanza non troppo: gli elementi caratteristici della band ci sono tutti, jungle/ragga suonato con attitudine punk, con una linea di basso profonda e dub e inserti orientali. Ciò che avviene ad esempio è che, qua e là, magari si allunghi l'aura psichedelica oppure si amplifichino spastici movimenti dance. Alcune version pare suonino pure meglio, è vero, ma nel complesso un disco, seppure gradevole, indirizzato soprattutto a fan e completisti.
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14/12/2005 13:23 - Asian Dub Foundation - A quasi tre anni di distanza ...
Asian Dub Foundation - A quasi tre anni di distanza da “Community Music” gli Asian Dub Foundation ritornano con un nuovo album, “Enemy Of The Enemy”, segnato da alcuni importanti cambi all’interno della formazione, come ci racconta il bassista Dr. Das… “Il nostro vecchio cantante Deeder ha lasciato la band alla fine del 2000 perché non riusciva più a sopportare i ritmi frenetici della vita in tour. Al suo posto troviamo ora ai micorfoni Spex e Aktarvata, due mc che abbiamo scoperto grazie al nostro progetto ‘Community Music’.” Di cosa si tratta? “Aiutiamo ai ragazzi della nostra comunità che vogliono dedicarsi alla musica e offriamo loro i mezzi tecnici e le nostre conoscenze. Inoltre nella band ci sarà una vocalist, Sonia Metha, Pritpal Rajput alle percussioni e infine Rocky Singh alla batteria. Era dai tempi del primo album che non avevamo più un batterista ‘umano’ in formazione.” Le vostre liriche mantengono un forte contenuto politico… “E’ vero ma non si tratta di qualcosa che decidiamo a tavolino. Siamo semplicemente delle persone normali che si guardano intorno, non viviamo in uno studio di registrazione asettico e sigillato, come fanno invece molti musicisti.” - www.asiandubfoundation.com - INFO: Live s.r.l. Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com









































































