Renato Zero

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RENATO ZERO

A tre anni e mezzo dall'ultimo album di inediti (“Il Dono”), esce “PRESENTE”, l'atteso nuovo disco di RENATO ZERO, anticipato dal primo singolo estratto dall'album, “ANCORA QUI”, in radio dal 13 marzo. Pubblicato da Tattica (in vendita in tutti i negozi tradizionali e digitali con una diffusione commerciale senza precedenti in Italia) e prodotto da RENATO ZERO, “PRESENTE” racchiude 17 canzoni inedite ed è stato arrangiato da Danilo Madonia, Chris Porter e Maurizio Parafioriti. Alla realizzazione artistica del disco hanno collaborato illustri musicisti come Gianluca Podio e Maurizio Fabrizio (compositori), Lele Melotti (batteria), Paolo Costa e Mickey Feat (basso), Phil Palmer (chitarre), Fabrizio Bosso (tromba), Stefano Di Battista (sax), Rosario Jermano (percussioni) e lo stesso Danilo Madonia (piano e tastiere). Ad alcuni testi hanno collaborato Vincenzo Incenzo e Mariella Nava. “PRESENTE” vanta anche la partecipazione dell'Orchestra Sinfonietta di Roma, diretta dal Maestro Renato Serio, e di Mario Biondi (che duetta con Renato nel brano “Non smetterei più”).Questa la tracklist dell'album: “Professore”, “Ancora qui”, “L'incontro”, “Questi amori”, “Muoviti”, “Non smetterei più”, “Un'altra gioventù”, “Quando parlerò di te”, “Ambulante”, “Almeno una parola”, “L'ormonauta”, “Da adesso”, “Giù le mani dalla musica”, “Spera o spara”, “Vivi tu”, “Il sole che non vedi” e “Dormono tutti”.Per la prima volta nella storia della discografia italiana un grande artista non si avvale di una major o di una indipendente (tra quelle affermate e consolidate nel panorama musicale) per la produzione, il marketing e, soprattutto, la distribuzione del proprio disco. Questo artista si chiama RENATO ZERO. Con “PRESENTE”, infatti, il cantautore romano, ha voluto percorrere per primo la strada di una progettazione artistica e commerciale a 360° senza la mediazione di una tradizionale casa discografica, rivelandosi così un antesignano anche in questo, dopo esserlo stato in tante altre scelte compiute nel corso della sua lunga carriera artistica.Intorno alla bandiera della musica, e RENATO ZERO ne è un testimone importante, si incrocia la bandiera del cinema italiano. Il videoclip del brano “ANCORA QUI”(prodotto dalla Buddy Film), infatti, girato in una villa del '600 alle porte di Roma e diretto da Alessandro D'Alatri, vede la straordinaria ed amichevole partecipazione di un cast eccezionale composto da Manuela Arcuri, Asia Argento, Paola Cortellesi, Paola Tiziana Cruciani, Massimo Ghini, Leo Gullotta, Alessandro Haber, Rodolfo Laganà, Olivia Magnani, Giorgio Panariello, Rocco Papaleo, Giorgio Pasotti, Daniele Pecci, Vittoria Puccini, Elena Sofia Ricci ed Emilio Solfrizzi, ognuno dei quali interpreta una parte del brano musicale con il playback della voce di RENATO ZERO che chiude il videoclip.. www.zenzero.it

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  • 14/12/2005 13:23 - RENATO ZERO BIOGRAFIA 1950: Renato Fiacchini (in arte Renato Zero) nasce ...

    RENATO ZERO BIOGRAFIA 1950: Renato Fiacchini (in arte Renato Zero) nasce a Roma in Via di Ripetta il 30 settembre da Ada e Domenico Fiacchini. 1964: è l'anno del suo esordio al Ciak di Roma 1966: esibendosi al Piper viene notato dal coreografo Don Lurio che lo inserisce nel gruppo di ballo di Rita Pavone "Collettoni e Collettine". Sono dello stesso periodo le sue partecipazioni al programma di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni realizza il suo primo 45 giri intitolato "Non basta mai" 1969: Federico Fellini lo vuole per una parte nel suo film "Satyricon" 1970: fa parte del cast dell'edizione italiana del musical "Hair" e della Rock-opera di Tito Schipa jr. " Orfeo9". 1972: firma il suo primo contratto discografico come cantautore con la RCA 1973: esce il suo primo Lp intitolato "No! Mamma, No!" che riscuote un buon successo di critica. Inizia in questo periodo un'intensa attività promozionale con spettacoli in tutta Italia 1974: Esce il suo secondo Lp "Invenzioni"; inizia la sua collaborazione con Piero Pintucci e Franca Evangelisti con i quali firmerà numerosi pezzi negli anni successivi; 1976: Conquista il suo primo grande successo di pubblico e di vendite con il 45 giri "Madame" tratto dal suo terzo Lp "Trapezio". 1977: E' l'anno della sua consacrazione come cantautore ma anche come show-man; pubblica infatti "Zerofobia che raggiunge le vette della hit-parade grazie a pezzi come "Il cielo" e "Mi vendo". Ma "Zerofobia" è anche il titolo del suo nuovo spettacolo che registra per mesi il tutto esaurito in ogni città d'Italia. 1978: Nasce Zerolandia, il grande tendone itinerante sotto il quale affluiscono ogni sera migliaia di "sorcini" ed esplode in tutta Italia la Zerofollia. Esce il quinto Lp "Zerolandia" che resterà saldamente in testa alle classifiche nazionali per molte settimane. 1979: Zerolandia diventa anche l'etichetta discografica con la quale Zero produrrà d'ora in poi tutti i suoi dischi. Esce "Ero Zero", ed è nuovamente un trionfo di critica e pubblico. Sale in testa alle vendite sia con l'album che con il 45 giri da esso estratto "Il Carrozzone". Vince a Venezia la "Gondola d'oro 1979". Realizza per la Cineriz il suo primo film "Ciao nì", un'ironica storia musicale a carattere autobiografico. Sotto il tendone di Zerolandia realizza il suo spettacolo più magico ed esaltante, "Ero Zero", in cui teatro e musica si fondono in una kermesse ricca di costumi fantasmagorici. 1980: Zero compie trent'anni e la sua discografia si arricchisce di un altro doppio Lp dal significativo titolo "Tregua" in cui si può scorgere una raggiunta maturità artistica ed umana. Esce contemporaneamente il 45 giri "Amico" realizzato in collaborazione con Dario Baldan Bembo. 1981: In aprile esce il doppio Lp-live "Icaro", registrato durante la Tournée "Tregua" dell'anno precedente. Sempre in aprile la Rai trasmette il programma "Viaggio a Zerolandia", uno special su un concerto tenuto da Zero a Torino per la regia di Valerio Lazarov. Nel mese di dicembre esce l'album doppio "Artide Antartide". 1982: Conduce dai microfoni di Rai 2 la trasmissione "Fermoposta Zerolandia". Fa parte del cast-conduttori di Fantastico 1982 accanto a Raffaella Carrà e Corrado presentando un suo teatrino dal titolo "Fantastico Zero". Durante l'autunno presenta al Piper di Roma la sua nuova fatica discografica dal titolo "Via Tagliamento 1965- 1970", un tributo al luogo dove prese avvio la sua carriera. 1983: Con "Via Tagliamento" ancora in classifica, esce nel mese di aprile il suo primo Q-Disc "Calore". 1984: Realizza il suo dodicesimo Lp dal titolo "Leoni si nasce". 1985: Pubblica "Identikit", compilation di suoi precedenti successi. 1986: Alterna un'intensa attività di concerti alla produzione discografica che corona con la realizzazione del suo tredicesimo album "Soggetti smarriti". 1987: Dopo una pausa di riflessione ed approfondimento, Zero si propone con una immagine diversa e frutto della sua grande esperienza di vita accanto ai giovani, sempre in prima linea nell'affrontare i grandi temi dell'emarginazione dell'amore e dell'amicizia. Tale impegno trova voce con l'uscita di un album doppio di profonda intensità: "Zero". 1989: Dopo quasi due anni di "silenzio", Zero produce al Parsifal studio di Londra in collaborazione con Geoff Westley,"Voyeur", album animato da una vibrante sonorità e da una ritmica travolgente. 1990: Un anno importantissimo per l'artista romano che si ripropone al suo pubblico nel suo habitat artistico prediletto/ il grande tendone circense. In febbraio parte infatti il Tour Voyeur che toccherà tutte le principali piazze italiane registrando ovunque il tutto esaurito. Dopo una breve sosta riprende i concerti sotto il grande tendone di Bussola-domani-Stellarium tenendo il cartellone per tutta la stagione estiva che si concluderà a Firenze con la grande festa per il suo 40esimo compleanno. 1991: Esce "Prometeo", doppio Lp registrato dal vivo durante il tour dell'anno precedente. Partecipa al Festival di Sanremo 1991 con il brano "Spalle al muro": si classifica al secondo posto raccogliendo larghi consensi di critica e di pubblico. 1993: Nasce Fonopoli, l'inevitabile meta di un percorso coraggioso e coerente all'insegna dell'impegno e dell'incrollabile fede nella "gente comune". E' per dare vita a questa iniziativa che Zero torna sulla sua decisione di abbandonare le scene. Quale migliore cassa di risonanza per promuoverla di Sanremo! Partecipa infatti all'ultima edizione sollevando, come di consueto, grande scalpore e polemiche, con il brano "Ave Maria". escono contemporaneamente l'album "Quando non sei più di nessuno" e il mini-disc "Passaporto per Fonopoli", (i proventi di quest'ultimo andranno tutti in favore di Fonopoli). Il 19 di aprile debutta al Regio di Parma con il suo nuovo Tour "ZerOpera", che si avvale per la prima volta, dell'accompagnamento di un'orchestra sinfonica e che toccherà i più prestigiosi teatri d'Italia. 1994: "L'imperfetto".

  • 14/12/2005 13:23 - E’ il peso del modello, la fede nella verità, la ...

    E’ il peso del modello, la fede nella verità, la certezza nel progresso, la costosa strumentazione: tutto ciò non fa di noi un popolo pop. E così, la povera moquette è costretta ad infiltrarsi qua e là, tra improvvisi ed incontrollati effetti larsen (indubbiamente un dono di dio), nei simpatici volti tesi dei musicisti, nei missaggi dai dosaggi variabili, nella continua rincorsa che ognuno fa, alzando il volume del proprio amplificatore, per cercare di essere sentito di più, di sovrastare sugli altri. Io ammiro. Mi dispiace solo per il pop, che altro non è che l’utilizzo su larga scala degli scarti di moquette, per creare oggetti dal valore sia simbolico che emozionale che economico, triangolo micidiale, che già il buon Renato Zero ebbe modo di illustrarci, risultando miseramente non capito. Non era una questione di sesso, magari, era un improvviso lampo di lucidità, l’ultimo atto politico degli anno settanta, “garantisci per lui”, il mercato che entra di prepotenza nel mondo della musica “maledetto chi sei” ed impone le sue regole e distribuisce i suoi piaceri “ma il triangolo io lo rifarei, perchè no, lo rifarei”. Ascoltatela ben benino, è “l’artista” ad un passo dalla consegna dei propri diritti alle ditte della musica, è il momento dello spossessamento, la fine dell’ingenuità, “ciao ni”, nè no, nè sì, addio realtà, a presto. Il triangolo è chiuso, la scelta è stata fatta, non esiste un prodotto pop che non sia anche vendibile, non esiste un prodotto pop che non rimandi o contribuisca a costruire un Mondo, non esiste un prodotto pop che non sia immediatamente fruibile, su di un piano non intellettuale, senza tanti ragionamenti: il pop piace o non piace, niente storie, Renato insegna.

  • 14/12/2005 13:23 - RENATO ZERO Amore Dopo Amore Smessi ormai da tempo i panni ...

    RENATO ZERO Amore Dopo Amore Smessi ormai da tempo i panni del guru popolare, Renato Zero ha perseguito negli ultimi anni un itinerario nel quale ha cercato di definire una sorta di pop d'autore mediando tra lo stile dello chansonnier (come accadde con Ave Maria al Sanremo del '93) e la canzone melodica più tradizionale. Questo album prosegue in quella direzione perfettamente coadiuvato dall'ottima produzione di Phil Palmer, anche se risulta sbilanciato verso la dimensione pop, e a risentirne di più è proprio la qualità strettamente musicale delle canzoni, che spesso presentano sviluppi scontati ed esiti melodici prevedibili con l'eccezione dei brani in cui l'ispirazione sembra più sentita, come nella patriottica "L'italiana", "L'impossibile vivere" e "La grande assente", partecipato omaggio all'amica Mia Martini. Sono canzoni, queste, nelle quali l'innegabile capacità istrionica di Zero si rivela al meglio.

  • 14/12/2005 13:23 - Per l’artista romano è il momento di tornare a salutare ...

    Per l’artista romano è il momento di tornare a salutare i "sorcini" dopo il successo del nuovo album "La curva dell’angelo", attualmente ai vertici delle classifiche italiane di vendita. Renato Fiacchini, questo il suo vero nome, a 52 anni si conferma ancora uno degli autori più amati nel panorama della canzone italiana d’autore. Partito negli anni ’60 dal Piper, storico locale notturno romano, debutta in campo discografico nel 1973 con "No! Mamma, no!" e un look che per l’epoca fa storcere il naso ai benpensanti. Ambiguo nei vestiti e negli atteggiamenti, coraggioso nei testi delle canzoni, Zero si ritaglia immediatamente uno spazio tutto suo in un panorama musicale fatto di seriosi cantautori e virtuosi interpreti. Gli anni ’70 sono quelli più ricchi di successi ("Il triangolo", "Mi vendo", "Il cielo", "Il carrozzone", tanto per citarne alcuni), mentre gli ’80 lo vedono sopravvivere fra molte difficoltà. Nel 1991 Renato Zero si presenta per la prima volta sul palco dell’Ariston a Sanremo con "Spalle al muro". E’ il grande ritorno e l’inizio della fase "matura" della sua carriera, nonché del "Progetto Fonopoli". Nel 1998 esce il suo ventunesimo disco, "Amore Dopo Amore", seguito da un tour caratterizzato da un successo straordinario. A tre anni di distanza, infine, esce il nuovo album originale "La curva dell’angelo", anticipato dalla canzone "Non cancellate il mio mondo".

  • 14/12/2005 13:23 - La sua definizione sullo ZERO: “Zero per ripicca verso il ...

    La sua definizione sullo ZERO: “Zero per ripicca verso il mondo, perché questo numero non esiste ma è alla base di tutto e poi è rotondo e quindi non ha inizio e non ha fine, come la luna, il sole, l'embrione, l'infinito. Zero, come sfida, come simbolo, come entità ricorrente”. Renato Fiacchini, in arte Zero, nasce a Roma, il 30 Settembre 1950; figlio di un'infermiera e di un Poliziotto, frequenta le scuole fino alla III Media dopodichè si dedica completamente alla sua vera Passione: l'Arte. A 14 anni ottiene il suo primo contratto, al Ciack di Roma, per 500 lire al giorno. Nel 1965; s'inaugura a Roma, un locale che diventerà "storico": il Piper Club. E' lì che Renato, comincia a frequentare le persone dello spettacolo, che possono tangibilmente aiutarlo: Federico Fellini, Don Lurio, Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Rita Pavone, Patty Pravo (soprannominata "la ragazza del Piper"), Fabrizio Zampa, Gianni Minà e, quelle che diventeranno le amiche del cuore, Loredana Bertè e Mimì Berté (successivamente diventerà semplicemente Mia Martini). Sempre in questo periodo partecipa come figurante alla trasmissione radiofonica Bandiera Gialla condotta da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni. Nel 1967 ottiene, finalmente, la possibilità di incidere un 45 giri con la complicità di Gianni Boncompagni, conosciuto al Piper Club in una delle tante serate vissute in compagnia e conterrà due brani d'atmosfera tipicamente d'epoca: Non basta sai/ In mezzo ai guai Il risultato fu deludente, ma il giovane Renato, non si arrese e andò avanti per la sua strada. Ottenne, dopo regolare corso, l'Attestato come Operatore cinematografico e partecipò ad un Corso di Danza organizzato da Renato Greco. Nel 1968 partecipa, come comparsa, al film La bambolona. Il 1969 è l'anno dei "collettoni" e "collettine" di Rita Pavone: un gruppo di ballo per la trasmissione trasmessa dalla RAI, Stasera Rita, Renato farà parte, appunto, del gruppo di ballo scelto dal Coreografo Don Lurio. Partecipa, come figurante, alla trasmissione radiofonica, Per voi Giovani, condotta da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni: sempre in questo periodo, Renato sbarca a Cinecittà per una comparsa nel film, diretto dal Maestro Federico Fellini, Satyricon. Il 1970 è l'anno di Hair, versione italiana del Musical statunitense. Al progetto, oltre a Renato, aderiscono giovani di belle speranze quali Teo Teocoli e Ronnie Jones. Andrà in scena al Teatro Sistina di Roma. Nel 1971 Renato appare come comparsa nel film Roma (ancora una volta con il grande regista, Federico Fellini). Nel 1972 appare come comparsa nel film La mala ordina. Dopo aver firmato un contratto senza restrizioni con la casa discografica RCA, con sede in Roma, alla fine del 1972, Renato entra subito in studio di registrazione con l'intenzione di realizzare un LP con un filo conduttore che legasse i brani l'uno con l'altro Alle prime conclusioni ebbe la sensazione di confondersi con altri cantautori. Decise di cambiare l'atmosfera. I tempi si allungavano ma, oltre a non perdersi d'animo, si caricava sempre di più. L'importanza del suo primo LP lo rendeva molto critico ed in ogni caso non era soddisfatto dei risultati ottenuti. Sentì allora il bisogno di registrare dal vivo, su un palcoscenico aveva fatto anni d'esperienze. Si sentiva a suo agio e sicuro di sé. Cercò minuziosamente uno spazio adeguato e, dopo profonda meditazione, scelse un locale nel cuore di Roma, un glorioso Folkstudio dove si era esibito anche Bob Dylan. Non gradì molto la situazione e volle organizzare subito una presentazione in un altro locale. Scelse immediatamente il Teatro Centrale e volle registrare direttamente lì il suo primo album. Fu invitata una folta schiera di addetti ai lavori, compreso Eddy Ponti che salì sul palco e lo presentò. E' il 1973, e nasce l'album dal vivo "NO MAMMA NO". Quell'apparizione, dai critici, fu segnalata come un tentativo di imitare personaggi stranieri. Renato ne rimase sgomento. Dopo anni di lavoro sotterraneo non accettava la definizione di "Copione". Quel ruolo era stato sempre suo, prima della nascita del personaggio "Bowie" e a nulla valsero le sue rimostranze, fu lo stesso etichettato una "copia". Anche in RCA si sentiva questo peso, lo stesso Bowie era un loro artista. Iniziarono obbligatoriamente le prime incomprensioni tra Renato e la RCA, per il mancato supporto economico (che la casa aveva promesso) destinato alla produzione di spettacoli dal vivo, importanti anche per la promozione del disco. Renato sapeva che esprimere davanti al pubblico il significato di un'opera musicale portava ad essere compreso ed apprezzato e, per questo motivo, era pronto ad un'estenuante tournee nonostante la RCA continuasse a definire il disco "Poco coinvolgente" e non voleva rischiare. Nel 1974, Renato aveva già preparato un altro LP ed era pronto ad inciderlo, ma discografici non erano ancora molto convinti. Renato preparò personalmente un comunicato stampa. “Renato Fiacchini, nato a Roma il 30 Settembre 1950, sarebbe stato un ottimo impiegato della SIP se non fosse stata la sua eccentricità ed il suo estro a ricordargli che il suo posto era sul palcoscenico. Ha dovuto lottare per imporsi contro il mondo che voleva fare di lui oggetto di studio e di ricerca. Oggi il mondo sa di avere a che fare con un artista che canta la sua vita e quella degli altri…..”. Questa dichiarazione fu presa con ironia dai critici che non gradivano una figura di cantante intellettuale indipendente fece infuriare Renato che rispose: “Dall'incertezza di non arrivare ad essere capito alla sicurezza di un contatto vero con il pubblico, con il mondo e con me stesso. Sotto i lustrini di questo personaggio prende forza un'anima che spero ardentemente arrivi fino a voi”. Per Renato le maschere ed il trasformismo hanno il significato di rappresentare l'uomo, l'individuo che si maschera dietro qualcosa, per mettere in evidenza i "mali" della società. Nasce così "INVENZIONI" con brani dai testi un po’ forti per il periodo in cui viene pubblicato: "Qualcuno mi renda l'anima", "L'evento", "Tu che sei mio fratello", "Depresso", sono sintomatici di argomenti e situazioni che in alcuni casi, Renato ha addirittura anticipato. Arriva il 1976 e finalmente Renato riesce ad ottenere dalla sua casa discografica (la RCA), le basi musicali delle sue canzoni. E' fondamentale per l'Artista andare incontro alla gente, esibirsi, solo così può far conoscere il suo "mondo". Prepara contemporaneamente un nuovo album e la sua prima tournee, entrambi con uno stesso filo conduttore: il "TRAPEZIO". Renato stesso spiega il senso del suo nuovo lavoro: “Trapezio non è altro che la rappresentazione di una Broadway fallimentare, in decadenza, dove tutti i personaggi alla fine dello spettacolo si scoprono meno artisti ma più esseri umani, forse anche perché sconfitti. In generale il Trapezio è il circo, la scena della vita. Per un acrobata il momento più importante della serata è quando lascia la piattaforma, stacca i piedi dalla terraferma e si lancia nel vuoto. Se afferrerà il trapezio sarà un vincitore, un realizzato, in caso contrario... E' una scelta che dura una frazione di secondo e proprio per questo è fondamentale. Questo succede anche nella vita quotidiana prima o poi a tutte le persone si presenterà l'occasione di lanciarsi nel vuoto, ma quante lo faranno? Quante avranno il coraggio sufficiente? I realizzati, gli espressi fino in fondo, per me sono coloro che si sono tuffati nel vuoto, che hanno rischiato. "Hanno arrestato Paperino" cioè la salvezza della nostra antica giovinezza, che è stata messa in galera per spaccio e detenzione, oppure "Il caos" che prende in considerazione l'incomunicabilità tra le persone. Per me le cose sarebbero molto più semplici se si uscisse in venti e non in due, mano della mano oppure soltanto con l'amico d'infanzia. La canzone che più mi appartiene è senza dubbio "Salvami" ed è dedicata a tutte le persone che battono la strada tutta la vita alla ricerca di un io. Per me la strada è la casa più bella che un uomo possa avere. Inoltre per dare un senso di continuità alla mia storia ci sono tre miei pezzi più vecchi: "Metrò", "Inventi" e "No! Mamma no!"” Per la prima volta entra in classifica, nella Hit Parade dei dischi più venduti, il suo 45 giri "Madame/Un uomo da bruciare", sale fino alla 15^ posizione. Ultima comparsata cinematografica, sempre con il Maestro Fellini, nel film "Casanova". Sempre di questo periodo è la presenza nella trasmissione RAI Zero & Company. E' il 1977 e Renato si rimette al lavoro. La sua popolarità è aumentata vertiginosamente in un solo anno, l'artista si sente responsabilizzato e sa che non può fallire... Il suo cervello vulcanico partorisce "ZEROFOBIA" e sarà la sua fortuna. Quando il disco viene dato alle stampe, l'accoglienza del pubblico è praticamente identica al precedente lavoro, cioè tiepida. La molla trascinante sarà il successivo spettacolo che prende lo stesso titolo dell'album, uno show con un tema ben identificato, quello di vivisezionare la nostra società, farla passare ai raggi X affrontando le figure base che accompagnano la nostra vita: il padre e la madre prima, l'amante poi, e per molti di noi la psicoanalisi, un "fenomeno" dei nostri tempi, ma allo stesso tempo, rappresentato come un grosso bluff. Il disco avrà un grosso successo di vendite, così come il 45 giri contenente "Mi vendo" e Morire qui". Il "fenomeno" è scoppiato e la popolarità aumenta a sempre più. Arriva il 1978 e Renato riunisce il suo staff di sempre: ha deciso di produrre da solo i suoi dischi. Crea la "Zeromania Music Edizioni" ed una nuova etichetta: "Zerolandia", distribuita dalla casa discografica RCA. Dopo l'album precedente, il pubblico si aspetta sempre di più e l'artista pubblica "ZEROLANDIA", una sorta di viaggio senza passaporto, nella terra senza tempo e senza certezza. Brani come "La favola mia", "Sogni di latta", "Triangolo", "Sesso o esse", "Sbattiamoci", "Una guerra senza eroi", "Uomo no!", diventano immediatamente dei veri e propri "cult" ed il 45 giri balza subito ai vertici della Hit Parade, così come l'album, ormai è successo pieno. Il 1979 è l'anno della definitiva consacrazione. Nel mese di febbraio esce il suo primo (e finora unico) film da protagonista, intitolato "Ciao Nì!". E' un successo di pubblico incredibile, supererà negli incassi addirittura il kolossal americano Superman! Affitta un tendone dai circensi Togni e lo chiama Zerolandia. Pubblica un nuovo lavoro discografico intitolato "EROZERO", logica conseguenza del precedente. Il suo 45 giri contenente "Il carrozzone/Baratto" così come l'album stesso, arriveranno al primo posto in classifica dove rimarranno per ben otto settimane. A settembre vincerà la Gondola D'Oro grazie alle vendite del suo singolo. E' il 1980 e nel mese di maggio l'artista raduna i suoi collaboratori di sempre (Evangelisti, Conrado, Caviri, Cini, Pintucci) ed entra in sala d'incisione. I brani escono da soli tanto che Renato sarà costretto a pubblicare un doppio album, acquistabile anche singolarmente. Il disco, il cui titolo è TREGUA, è dedicato al padre Domenico. Il 45 giri contenente "Amico"/Amore si, amore no!" arriva immediatamente al primo posto in classifica (ci resterà per ben dieci settimane) così come l'intero lavoro (dieci settimane anch'esso al numero 1). E' un album ricco di canzoni trascinanti oltre la "classifica" come "Guai", "Niente trucco stasera", "Non sparare", "Svegliati", "Fortuna", "Potrebbe essere Dio". Il 1981 presenta un Renato ricco di sorprese e di trovate. A marzo pubblica il doppio live "ICARO", contenente due brani inediti."Chi più chi meno" e "Più sù", oltre al meglio della sua produzione, rigorosamente dal vivo. E' un successo senza precedenti per un disco "live", arriva addirittura al primo posto in classifica. In estate, senza nessun preavviso, Renato pubblica un 45 giri con una canzone inedita "GALEOTTO FU IL CANOTTO" e sull'altro lato, l'ormai famosissima "Più sù". Subito dopo l'estate, l'artista raduna il suo staff (Conrado, Evangelisti, Baldan Bembo, Pintucci, manca il grande Ruggero Cini, perché prematuramente scomparso) e prepara il nuovo lavoro discografico. La sua intenzione è quella di rappresentare gli opposti: il bianco e il nero, il bene e il male, il polo sud e il polo nord. Tra ottobre e novembre Renato entra in sala di registrazione e il 1° Dicembre presenta uno dei più bei dischi di tutta la sua produzione: ARTIDE ANTARTIDE, grazie al quale vincerà il premio per il Disco più venduto dell'anno, (un milione di copie vendute). L'album contiene canzoni ancora oggi considerate dei capisaldi della sua produzione. "Ed io ti seguirò", "Marciapiedi", "Non passerà", "Sterili", "Padre Nostro", "Il jolly", "Gente", "Stranieri". Nel 1982 partecipa come ospite fisso con un suo spazio autogestito, alla trasmissione di Rai1 abbinata alla Lotteria Italia, "Fantastico3", dove presenterà brani storici del suo repertorio, intervallati con altri della nuova produzione, raccolta nel doppio album "VIA TAGLIAMENTO 1965 - 1970". Il disco è un tributo al periodo del Piper ed arriva subito al primo posto in classifica dove resterà per ben 8 settimane consecutive. Il nuovo lavoro discografico sarà presentato proprio al "Piper Club" e furono invitati i frequentatori dell'epoca. Le canzoni che più rappresentative di quel magico periodo sono: "Piper club", "Che bella libertà", "Resisti", "Ragazzo senza fortuna", "Angeli", "Ci tira la Vita", "Soldi" (sigla finale di Fantastico3), "Viva la RAI" (sigla del suo spazio nell'ambito della trasmissione Fantastico3), "Ancora fuoco". Presenta in Radio (RAI), la trasmissione "Zerolandia Fermoposta", il cui successo porterà alla luce altre due edizioni: "Zerolandia Fermoposta ci riprova" e nel 1983, "Zerolandia" "Fermoposta in StereoZero". Il 1983 è l'anno del Q - Disc estivo "CALORE". Renato, per ringraziare il suo pubblico (i dischi, purtroppo sono molto cari e Renato ha pubblicato in 3 anni 4 album doppi di levatura eccelsa), esegue questo lavoro discografico che avrà un notevole gradimento (resterà 6 settimane consecutive al primo posto). Sulle "SPIAGGE", la "VOGLIA" di "NAVIGARE", con "FANTASIA". Il 1984 ci presenta un Renato pieno di grinta e di rabbia per la chiusura del tendone Zerolandia. Prepara un disco come se fosse un film: un "concept - album" dove mette in risalto un artista che, nonostante tutto non vuole mollare e che esige il suo spazio dopo anni di dura gavetta. Per presentare il nuovo lavoro discografico, organizza una conferenza stampa allo Zoo di Roma e per ribadire la sua rabbia, si presenta indossando una pelle da leone con tanto di pigmei al seguito. La provocazione ottiene il suo scopo e il disco sale subito al primo posto in classifica. Da ricordare "Da uomo a uomo", "Per non essere così" e "Giorni" ed il titolo non poteva che essere "LEONI SI NASCE". Per questo lavoro discografico egli si avvale di collaboratori d'eccezione: oltre a grandi musicisti anche di un'orchestra sinfonica diretta dal Maestro Renato Serio. Poco prima di Natale, registra in diretta un album composto da vecchi successi completamente riarrangiati dal Maestro Renato Serio ed eseguiti da un'orchestra composta da 25 elementi (la stessa del tour). Nell'album, il cui titolo è "IDENTIKIT ZERO", sono compresi anche due brani inediti: "La gente come noi" e "Io qui". Nel 1986 l'artista abbandona i costumi variopinti per presentarsi in una veste più sobria. E' l'anno di "SOGGETTI SMARRITI", un lavoro discografico che ci presenta una nuova era di Renato Zero. L'album vincerà il disco d'oro per centomila copie vendute. Da ricordare brani come: "Infiniti treni", "Fantasmi", "Ostinato amore", "Problemi". Nel 1987 organizza una conferenza stampa per presentare il nuovo lavoro discografico intitolato, opportunamente, ZERO, dove mostra il suo vero volto senza trucchi e senza inganni. I suoni, gli arrangiamenti, i testi, sono chiaramente traducibili in un unico comune denominatore: la maturità artistica di un "teatrante" dello spettacolo, che va alla ricerca di nuove collaborazioni per crescere e maturare di più. Il disco è stato mixato al Puk Studio in Danimarca e il suo staff è quello di sempre con l'aggiunta di Troiani e Lakatos per i brani, rispettivamente, "Ho dato", "Telecomando", "Artisti". Da ricordare brani come "Siamo eroi", "Calendario", "Promessa", "Più o meno". Il 1989 è l'anno della svolta ed ecco, quindi, il viaggio in Inghilterra, alla ricerca di suoni nuovi e nuove ispirazioni. L'incontro con il grandissimo Geoff Westley sarà molto importante per l'artista, che inoltre conoscerà e collaborerà con l'altrettanto grande Phil Palmer (già collaboratore di Paul Mc Cartney). Il risultato è un album ricco di suoni e di sfaccettature. Il titolo del lavoro discografico è "VOYEUR": uno sguardo sul mondo; un atto d'accusa feroce sul problema dell'incomunicabilità dei giovani rampanti e su tutto ciò che non va nei comportamenti umani. Il disco viene registrato e mixato al Parsifal Studio di Londra e le canzoni da segnalare sono "Il canto di Esmeralda", "Voyeur", "I nuovi santi", "Accade", "Talento", "Rose", "Ha tanti cieli la luna". Nel 1991 Renato Zero partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, con una canzone scritta per l'occasione da Mariella Nava: "Spalle al muro". La sua esibizione, così come il significato del brano, ricevono un lunghissimo applauso con tutto il pubblico in piedi. Non vincerà il Festival, ma fu il vero trionfatore di quella edizione. Il disco live "PROMETEO", contenente il brano sanremese, nonché un altro brano inedito scritto da Renato nel 1965, "L'equilibrista", ha venduto 250 mila copie ed ha raggiunto la terza posizione nella Hit Parade. L'incisione di "Spalle al muro" fu eseguita dalla Royal Philarmonic Orchestra di Londra, diretta e arrangiata dal grande Geoff Westley. Per Natale pubblica una raccolta di inediti, scritti tra il 1977 e il 1990, alcuni riveduti e corretti, s'intitola "LA COSCIENZA DI ZERO". Da ricordare i brani "Regalati una sera", "Più insieme". Nel 1992 accetta di tornare in Televisione per presentare, in compagnia di Giancarlo Magalli e Barbara De Rossi, la Trasmissione della RAI, "1, 2, 3, RAI…Riva Del Garda" e con l'occasione, annuncia, per la prima volta, il progetto Fonòpoli. Il 1993, il suo nuovo lavoro discografico si intitola "QUANDO NON SEI PIÙ DI NESSUNO". Partecipa ancora una volta al Festival di Sanremo, presentando il brano, "Ave Maria" ed alla fine della sua esibizione, tutto il pubblico, in piedi, gli attribuì un applauso di dieci minuti. Per questo lavoro ha convocato musicisti stranieri che hanno suonato con i grandi del rock e del blues, Centofanti, il Maestro Serio, l'Orchestra Sinfonica ed il Coro dell'Unione Musicisti di Roma. I testi dei brani contenuti nell'album sono tutti scritti da Renato, fatta eccezione per "Figli della guerra" e "Casal De' Pazzi" (liberamente tratto dagli scritti di P.P. Pasolini), per i quali ha chiesto la collaborazione di Franca Evangelisti. Le musiche, sono state scritte ed arrangiate dal Maestro Serio e da Dario Baldan Bembo. Contemporaneamente incide un mini CD, "PASSAPORTO PER FONOPOLI" (contenente un calendario disegnato da Giovanni Barca e la Tessera dell'Associazione) i cui proventi sono interamente destinati a Fonòpoli. Il CD in questione contiene 3 brani inediti ("Me ne fotto", "I ragazzi nella pioggia" e "Giorni senza storia") più "Ave Maria", già inclusa nell'album. Il 1994 è l'anno de "L'IMPERFETTO". Il disco viene registrato e mixato, presso lo Studio Fonòpoli di Roma con la partecipazione di 13 i musicisti e di coristi del calibro di Baraonna, Augusto Giardino e Pasquale Schembri. Tutto il disco è di grande spessore a livello di testi, musica e arrangiamenti, con sonorità rock. Sempre dello stesso anno è la partecipazione di Renato alla Colonna Sonora del film di Tim Burton "NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS". Le canzoni in cui è presente l'Artista sono "Re del blu", re del mai", "Cos'è", "Assemblea cittadina", "L'ossessione di Jack", "Far Natale", "Povero Jack" e "Finale/Reprise". Inoltre presta la voce al personaggio Jack Skeletron nei dialoghi. Nel 1995 pubblica il CD, omaggio per i 30 anni di carriera: "SULLE TRACCE DELL'IMPERFETTO". In questo lavoro parteciperà l'Orchestra dell'Accademia Musicale Italiana diretta e arrangiata dal Maestro Renato Serio, oltre che i musicisti della ritmica (i collaboratori usuali di Renato). Il disco contiene il brano "I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA", titolo che sarà usato, inoltre, per presentare il Cofanetto natalizio contenente i due album "L'imperfetto" e "Sulle tracce dell'imperfetto". Il 1998 Renato pubblica il lavoro discografico che risulterà il "disco dell'Anno" e l'"Album più venduto nel 1998" (un milione e duecentomila copie): AMORE DOPO AMORE. L'Album è stato realizzato da Renato Zero e prodotto da Stefano Senesi, Phil Palmer, Stephen W. Tayler e Renato Serio con i musicisti dell'Orchestra Aurora, arrangiata e diretta dal Maestro Renato Serio e con i musicisti della ritmica. Nel 1999, Renato pubblica l'album live "AMORE DOPO AMORE TOUR DOPO TOUR", registrato a Milano, al FilaForum di Assago, il 20 Ottobre 1998 da Franco Finetti. I 5 brani inediti, sono stati registrati presso lo Studio Fonopòli di Roma: "Si sta facendo notte", "Che strano gioco è", "Al buio", "Il circo" e "Il coraggio delle idee". Nel 2000 finalmente ha uno spazio tutto suo in televisione. La RAI, dopo i successi dei programmi di Morandi e Celentano, gli offre la possibilità di realizzare una trasmissione in quattro puntate, più una 5^ puntata speciale con "Il meglio di..". Renato accetta l'invito e così nasce "Tutti gli Zeri del mondo", viaggio ideale a bordo della "Zeronave" attraverso la sua arte, la sua musica, il suo essere teatrante. Il 26 maggio 2000, viene pubblicato il nuovo CD di Renato: sorta di raccolta con 5 brani inediti "Il pelo sul cuore" "Le mie donne", "Quello che non ho detto", "La voce mia" e "Via dei martiri", più una raccolta di omaggi ad alcuni grandi della canzone italiana e non: Luigi Tenco (Vedrai, vedrai/ Lontano lontano), Fabrizio De André (La canzone di Marinella), Lucio Battisti (Anche per te), Umberto Bindi (Il mio mondo/Il nostro concerto/La musica è finita), Charles Aznavour (L'istrione) e Domenico Modugno (Tu sì na cosa grande). L'album contiene anche la sigla d'apertura della trasmissione (L'imbarco) e quella di chiusura, in duetto con MINA (Tutti gli zeri del mondo). Il titolo di questa nuova opera è: "TUTTI GLI ZERI DEL MONDO".