Tim Sparks
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14/12/2005 13:23 - TIM SPARKS
John Zorn ha guidato l'artista cinquantenne dentro una nuova ...
TIM SPARKS John Zorn ha guidato l'artista cinquantenne dentro una nuova dimensione musicale. La storia comincia con un demo. Tim Sparks, cinquant'anni e una vita spesa su sei corde dalle parti del folk (sua moglie organizza festival country), lo invia a John Zorn. Il grande mentore delle avanguardie e del Jewish Renaissance (e del loro sponsale) risponde da New York con un assegno e un consiglio: perché non fai un disco klezmer? E così quel signore dall'aria sorridente e serena cresciuto a Winston-Salem, North Carolina, avviato alla musica da uno zio benevolo e avveduto, svezzato da Jesus Silva, a sua volta allievo di Segovia, mentre ancora giovanissimo già trascrive per la sua chitarra Jelly Roll Morton, Scott Joplin e Fats Waller, imbocca una strada che non si sarebbe mai aspettato. «Il klezmer è così pieno di riferimenti e relazioni con altre tradizioni e culture» spiega Sparks «che soddisfa la mia curiosità e alimenta la mia passione». Nel 1985 Sparks si imbatte per la prima volta nel klezmer di aria balcanico-medio orientale durante un suo viaggio in Europa. Che riprenderà in seguito, con piglio da etnomusicologo - l'aspetto filologico e di studio è rilevantissimo nel suo lavoro: leggetevi le note autografe ai brani dei cd - per raccogliere le magnifiche e dolenti trascrizioni che Zorn ha voluto sui due cd di Sparks pubblicati dalla Tzadik. Neshamah (1999) e Tanz (2000), «sono rimasto stregato dalla empatia istantanea con Greg Coehn e Cyro Baptista che Zorn mi ha suggerito per il disco», che di recente il musicista ha dispensato dal vivo al pubblico italiano. Gemme di saggezza antica e contemporanea, toccanti racconti senza tempo raccomandabili a grandi e piccini.




















































































