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U2

Milano, 23 ottobre 2014. È uscito “SONGS OF INNOCENCE” e in ITALIA gli U2 hanno già stabilito il record di vendita del 2014. “SONGS OF INNOCENCE”, infatti, è il disco che ha venduto di più nella prima settimana di pubblicazione nel nostro paese quest'anno. L'album, di cui sono state distribuite in Italia 100.000 copie, grazie a questi primi giorni di vendita ha inoltre già ottenuto la certificazione di disco d'oro. Ma non è tutto, il successo del nuovo album ha portato anche ad altri straordinari risultati. Il best of “U2 18 Singles” è infatti rientrato nella classifica degli album più venduti in Italia alla posizione n. 20, classifica dove troviamo anche altri 3 dischi del gruppo: “The Joshua Tree” alla posizione n.31, “Achtung Baby” alla posizione n.54 e “Rattle And Hum” alla 76. Ai risultati di classifica si aggiunge quello radiofonico: “The Miracle (of Joey Ramone)”, primo estratto dal disco, è presente ai vertici della classifica dei brani più suonati dalle radio italiane in posizione n.3. “SONGS of INNOCENCE” è disponibile in tutti i negozi di dischi nella versione standard, deluxe e vinile e in digitale nella versione standard e deluxe. Questa la tracklist completa: “The Miracle (of Joey Ramone)”, “Every Breaking Wave”, “California (There Is No End To Love)”, “Song For Someone”, “Iris (Hold Me Close)”, “Volcano”, “Raised By Wolves”, “Cedarwood Road”, “Sleep Like A Baby Tonight”, “This Is Where You Can Reach Me Now”, “The Troubles”. A queste canzoni si aggiungono nella versione deluxe I brani: “Lucifer's Hands”, “The Crystal Ballroom”, “Acoustic sessions”, “The Troubles” (Alternative version) e “Sleep Like A Baby Tonight” (Alternative Perspective Mix by Tchad Blake). L'album, registrato a Dublino, Londra, New York e Los Angeles con i produttori Danger Mouse, Paul Epworth, Ryan Tedder, Declan Gaffney e Flood, incrocia le primissime influenze musicali della band dal rock e punk-rock anni '70 alla prima elettronica e musica ambient anni '80, offrendo una panoramica su come e perché è sono nati gli U2. Anche l'immagine scelta per la copertina che ritrae il batterista Larry Mullen Jr. insieme al figlio Aaron Presley riporta direttamente alle radici della band come racconta Bono: “riflette le nuove canzoni e la loro ispirazione ai primi anni degli U2 da adolescenti a Dublino”. www.u2.com https://www.facebook.com/u2

Tutti gli eventi di U2 in concerto

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Testi in archivio:

  • 14/12/2005 13:23 - ACTUNG BABIES ! - U2 Tribute Durante le loro esibizioni suonano ...

    ACTUNG BABIES ! - U2 Tribute Durante le loro esibizioni suonano i migliori successi degli U2 dagli inizi fino ai brani di "POP", l'ultimo album e l'immagine che ripropongono con attenta fedeltà è quella attualmente adottata dalla band irlandese nel PO MART TOUR compresi strani copricapi, occhiali da rave e look da cow-boys. Hanno dacine di concerti alle loro spalle. Travolgenti come poche cover band.

  • 14/12/2005 13:23 - TRIB-U U2 Show sono una delle 4 formazioni riconosciute dal fan ...

    TRIB-U U2 Show sono una delle 4 formazioni riconosciute dal fan club U2 italiano "backstage" e propongono a scelta 3 spettacoli diversi per poter ripercorrere tutto il cammino discografico della band di Bono e compagni. Un grande spettacolo frutto di una meticolosa ricerca delle sonorità e dei costumi. MAGIX PROMOTION MUSIC AGENCY Organizzazione E Gestione Spettacoli INFO LINE 0335 5230855 - magixpromotion@musician.org

  • 14/12/2005 13:23 - TRIB-U2 (Tributo) I Trib-U2 sono riconosciuti ufficialmente dal fan club U2 ...

    TRIB-U2 (Tributo) I Trib-U2 sono riconosciuti ufficialmente dal fan club U2 italiano “Backstage” che gli ha dedicato una pagina nello spazio del loro sito internet, e con il quale vi è una collaborazione che vede il fan club partecipare ai concerti più importanti della band intervenendo con gadget, foto, fanzine e mille altre curiosità per tutti gli appassionati fan. I Trib-U2 hanno già calcato i palchi più noti ed importanti del Nord Italia, come: Babylonia (Ponderano - BI), Regina Cafè (Melegnano - MI), Live (Trezzo sull’Adda - MI), Sir Lifford (Miradolo Terme - PV), Indian Cafè (Milano - Piazza Moscova), Discoteca Le Cave (Vintebbio - VC), Planet (Courmayeur - AO), dove oltre ad aver raccolto grandi successi hanno ottenuto articoli sulle più importanti testate giornalistiche d’Italia come: La Stampa, Corriere Della Sera, Il Giorno ed una citazione in un programma musicale trasmesso da Videomusic.

  • 14/12/2005 13:23 - Il risultato è stupefacente, non tanto perchè l’imitazione è perfetta ...

    Il risultato è stupefacente, non tanto perchè l’imitazione è perfetta (come quella che gli U2 fanno degli U2), ma perchè è troppo perfetta, come se lo sguardo fosse andato troppo vicino e pagasse, per il peccato della percezione alterata, la pena dell’evidenziarsi di difettucci fisici, pelini, nei, foruncoli, macchie, crosticine. Musica epidermica, che spesso, come quella dei Boredoms, fugge via senza lasciarsi ascoltare, viscida e scivolosa. Inesorabili, se colpiscono tra nuca ed orecchio, e melodici.

  • 14/12/2005 13:23 - U2 ALL THAT YOU CAN'T LEAVE BEHIND ISLAND Qualche anno fa Bono ...

    U2 ALL THAT YOU CAN'T LEAVE BEHIND ISLAND Qualche anno fa Bono dichiarava: "Non ci interessa essere la band più importante del mondo, ma certamente la più vitale". Parole dimostrate con gli album da Achtung Baby in poi, in cui gli U2 hanno progressivamente abbandonato il classico sound da "arena rock" che ha loro procurato folle di fans in tutto il mondo, per contaminarsi con la dance da club degli anni 90. E l'album forse più ambizioso, "Pop" del '98, fu un mezzo flop a livello commerciale. E mi sa che i capoccia della Island devono aver fatto qualche telefonatina velenosa al nostro: "Ragazzo, "Pop" non ha venduto abbastanza, poi avete un look inquietante che al Papa non é piaciuto per niente, vediamo di tornare a fare i bravi ragazzi con un disco come quelli che facevate una volta, pieno di messaggi positivi e rock che vada bene anche per le mamme". Detto fatto. Ecco "All that you can't leave behind" dove non c'é spazio per sperimentalismi e modernità, ma solo per le canzoni... peccato non ce ne sia una buona. Solo "In a little while" mi sembra di un livello accettabile, ma é soul, non gli U2. "Beautiful day" suona datatissima, "Wild Honey" é identica ad un loro brano di 5 anni fa, "New York" comincia bene ma si sviluppa identica a "Beautiful day". Il resto non supera la soglia dell'attenzione. Un ex gruppo. Anonima pure la copertina.

  • 14/12/2005 13:23 - U2, All That You Can’t Leave Behind (CD/LP/MC, Island) Premessa: di ...

    U2, All That You Can’t Leave Behind (CD/LP/MC, Island) Premessa: di solito non vado a feste o cose del genere, ma questa non me la potevo proprio perdere. Mi trovavo a Francoforte, per lavoro, e un collega tedesco mi ha invitato a quello che sarebbe stato, nelle sue parole, “il party dell’anno,” una festa a casa di certi miliardari amici suoi. Soldi e festa sono due concetti piuttosto distanti dalla mia vita, per cui ho pensato che sarebbe stata un’esperienza in qualche modo esotica, e mi sono lasciato andare. Il mio piano: conoscere una ricca e tettoruta ereditiera, darle un po’ di ciò che le mancava (affetto, calore e quant’altro) e ricevere in cambio contanti e/o azioni. Ma i piani non vanno mai a buon fine, non i miei, e una volta arrivato mi sono trovato di fronte a quello che potrebbe essere descritto come un incubo postmoderno, una sorta di incontro / scontro fra old e new economy in salsa francone. Da una parte, infatti, c’erano i vecchi patriarchi della città, coloro che per tutta una vita hanno costruito benessere (principalmente per se stessi) e dato lavoro (spesso a condizioni da terzo mondo); dall’altra i giovani rampolli della Francoforte bene, determinati a prendere in mano la situazione in nome della borsa e del libero mercato (un branco di nerds che probabilmente senza i soldi dei genitori non sarebbero stati in grado neanche di farcela con una puttana). A parte gli abiti e l’ambiente, però, poteva essere una festa qualsiasi in un quartiere qualsiasi di una città qualsiasi: facce su cui Lombroso avrebbe scritto trattati, sguardi spenti, tette mosce e culi cadenti. Insomma, le aspettative erano alte, ma la festa una vera cagata, e Marcus, il mio collega, poteva leggere benissimo la delusione nei miei occhi. “Il cibo è ottimo e abbondante,” gli ho detto, “e così la roba da bere… ma non c’è fica.” Davanti a questo tipo di argomentazione non ha potuto che darmi ragione, ma mi ha fatto anche notare che secondo lui la vera attrazione della serata era il DJ, una vera e propria celebrità locale (una sorta di Albertino tedesco, per intenderci, un coatto di Leverkusen con la panza e i capelli alla slava). “OK,” gli ho detto, “allora concentriamoci sulla musica,” sperando segretamente di fare indigestione dei due generi tuttora più in voga in Germania, house e heavy metal (non essendoci immigrati italiani e/o turchi, non potevo certo sperare in dosi massicce di Adriano Celentano e/o di Garat Fayllari, il Celentano di Ankara). Ma la globalizzazione non riguarda solo l’economia (e quindi la politica), no, riguarda anche la cultura e la musica popolare, e la selezione musicale della serata poteva essere quella di una qualsiasi radio (o centro) commerciale, TV musicale o festa di piazza. Da Molfetta a Birmingham, la stessa roba. A metà serata il DJ ha presentato “Beautiful Day,” il nuovo singolo degli U2, che ovviamente avevo già sentito, anche se mai in relazione alle altre hit del momento. Sfinito dalla noia, ho deciso di stilare una sorta di classifica ideale. Allora, il nuovo singolo degli U2 è più brutto di: “Out of Your Mind” di Posh Spice con Dane Bowers e i True Steppers, “Black Coffee” delle All Saints, “Don’t Think I’m Not” di Kandi, “Music” di Madonna, “Around the World” degli ATC, “Freestyler” dei Boomfunk MC’s, “Lady” dei Modjo, “What It Is” di Mark Knopfler, “Take a Look Around” dei Limp Bizkit, “Doesn’t Really Matter” di Janet Jackson e “Jumpin’, Jumpin’” delle Destiny’s Child. D’altra parte, però, è più bello di: “Lucky” di Britney Spears, “Feel Good” delle Madasun (anche se “Don’t You Worry” era più bella), il rap di Trapattoni (quello di “Strunz,” non ricordo il titolo), “Let’s Get Loud” di Jennifer Lopez (che però è più bona di Bono), “Breathless” dei Corrs, “Rock DJ” di Robbie Williams, “I’m Outta Love” di Anastacia e “It’s My Life” di Bon Jovi. Mentre titoli, nomi e ritornelli di plastica si rincorrevano nella mia testa, mi sono chiesto: “Perché un gruppo del genere ha puntato su un singolo così mediocre’” Non che sia mai stato un fan degli U2, ma Cristo, ricordo tutti i loro singoli. Questo come fa? “And it’s… And it’s…” Deciso a saperne di più, a fine serata mi sono presentato al DJ per chiedergli un parere. Il crucco ha scosso la testa, sconsolato, poi ha aperto il suo porta-CD e mi ha allungato una copia promo di All That You Can’t Live Behind, il nuovo disco di Bono & Co. “Puoi tenerla,” mi ha detto, “io non so proprio che farmene.” Inutile dire che, in mancanza d’altro, ho trascorso la notte ad ascoltare e riascoltare le undici tracce che compongono questo CD. Che dire? Il fatto che “Beautiful Day” sia il pezzo più riuscito del disco (insieme a “New York” e “Grace,” per la verità) dice già tutto. Perché dopo una carriera così lunga e piena di successi (per non parlare dell’inquietante consenso di tipo bulgaro da parte della critica) gli U2 abbiano deciso di continuare a fare dischi è un mistero (anche se devo ammettere che “The Ground Beneath Her Feet” non era affatto male). Forse per supportare la campagna double face Jubilee 2000 (“da una parte cancelliamo il debito, dall’altra vi inculiamo di nuovo vomitandovi addosso cibo e medicinali scaduti, sangue infetto e computer obsoleti, perché, cari inferiori, non potete comunque fare a meno di noi”)? Perché, come il potere, il successo logora chi non ce l’ha? Per mantenere uno stile di vita che neanche Bill Gates potrebbe permettersi? Perché Daniel Lanois e Brian Eno, i produttori del disco, hanno dei mutui piuttosto grossi da coprire e bisognerà pur farli lavorare, di quando in quando? Un mistero. Ma i fans degli U2 sono più numerosi (e testardi) di quelli di Renato Zero, per cui scommetto che quando il disco uscirà, il 31 ottobre, correranno lo stesso a comprarlo. E il mondo andrà avanti come sempre.

  • 14/12/2005 13:23 - Impressioni a caldo sul nuovo tour degli U2: Un morto a ...

    Impressioni a caldo sul nuovo tour degli U2: Un morto a Roma, ricordato dalla band nel concerto successivo di Reggio; niente non è, di solito nel Rock'n'Roll non viene fatto neanche questo. Una macchina, quella live degli irlandesi, che ha assunto, come per tutti gli altri gruppi dal successo planetario, i contorni delle pianificazioni pubblicitarie della Coca-Cola. Musica non ancora pessima (nonostante tutto tengono bene la botta, altri a 'sti livelli erano già definitivamente lessi nell'acido); un miracolo avvenuto con il concerto di Sarajevo, che è riuscito dove plotoni di politici hanno fallito: riunire serbi, croati, bosniaci e limitrofìe e religioni varie (il che dimostra che da giovani siamo tutti puri, è con il crescere che ci guastiamo TUTTI E SEMPRE). Ma soprattutto Adam Clayton, vestito esattamente come lo erano i DEVO negli anni '70. Santa Fantàsia!

  • 14/12/2005 13:23 - U2 - Mofo (12') Misteri del marketing. Sempre più perplessi e ...

    U2 - Mofo (12') Misteri del marketing. Sempre più perplessi e disorientati i fans della band che solo due anni fa aveva cancellato un album di remixes. Ora si fanno addirittura rimissare dal principe della jungle, Sir Roni Size.

  • 14/12/2005 13:23 - La notizia è quella dell'uscita, preceduta dalla pubblicazione del singolo ...

    La notizia è quella dell'uscita, preceduta dalla pubblicazione del singolo «The fly», del nuovo album di Bono, The Edge, Adam & Larry, il quartetto giunto dall'Irlanda per divenire la più celebrata rock band degli anni '80, ed anche la più popolare. Che poi non significa necessariamente la migliore: non occorre essere dei mostri di bravura tecnica, non serve sconvolgere il corso della storia della musica per colpire nel segno; piuttosto bisogna possedere quel «quid» di genialità capace di scuotere le anime nel profondo. Occorre che la propria musica abbia il potere di evocare sincere emozioni. Ecco quello che gli U2 hanno nel loro stile: un grande potere evocativo. La voce di Bono è rabbiosa, epica o struggente -comunque scopertamente umana - la chitarra di The Edge ha un timbro inimitabile ma suona note ed accordi semplicissimi, ampiamente assorbiti dalla memoria storica del rock; la sezione ritmica col basso di Adam Clayton e la batteria di Larry Mullen è lucida, non innovativa ma essenziale, come il genere richiede. La musica dei quattro irlandesi ha solide fondamenta gettate sulla tradizione rock fifties/sixties ma non la imita pedissequamente, ne rinnova il furore coniugandola al presente e al futuro. Se c'é un segreto nel successo degli UTWO - ma a posteriori ogni spiegazione può essere valida, credo risieda proprio in questa loro capacità di rivitalizzare l'espressione rockistica rispettandone il vissuto in essa accumulatosi in quasi quarant'anni di storia. La nascita del gruppo è romanticamente ovvia: un annuncio affisso da Larry Mullen nella bacheca della scuola, la Mount Temple di Dublino, fece incontrare i quattro ragazzi, appena diciottenni. La formazione, da allora, non è più cambiata ed è emblematico che, in epoca di individualità prepotenti, gli U2 (il nome, assunto dopo aver sperimentato quelli di Feedback e Hype, pare non significhi poi nulla) abbiano tenuto sempre a segnalare la forza unitaria del gruppo. E' dall'intersezione delle quattro personalità che viene fuori l'originalita della band: Paul Hewson (Bono) ne è il cuore pulsante la passione; Dave Evans (The Edge) il cervello pensante, l'inventore del suono; Adam e Larry rappresentanto i muscoli, l'inarrestabile motore a quattro tempi di ogni buona macchina rock. Da Boy a Rattle And Hum l'evoluzione degli irlandesi è stata notevole pur nella continuità di uno stile sempre riconoscibile; essi hanno attraversato gli ottanta cogliendone di volta in volta i segnali di cambiamento, trasformando il bambino disarmato ritratto sulla copertina del primo album in un ragazzo consapevole, prima, ed in un uomo maturo, poi. Così è successso nel suono dapprima immediato ma acerbo e poi sempre più ricco di atmosfere e di riferimenti alle «radici» con una chiara tendenza alla «americanizzazione» e così è accaduto nei testi, che erano strutturalmente semplici e dettati dall'improvvisazionte agli inizi e che poi sono divenuti poeticamente meglio articolati, a partire da The Unforgettable Fire, con una più lucida disamina delle tematiche care a Bono, quelle legate all'analisi introspettiva con frequenti richiami ad una religiosità intrisa di spirito e non di dogma e quelle guidate da un impegno sociale ed umanitario mai esageratamente sventolato. Nel cammino gli U2 hanno perso, forse, la stima dei fans che apprezzavano la genuinita degli esordi ma hanno trovato il supporto di sostenitori non meno sinceri, anche se è pur ovvio che l'enorme popolarità raggiunta abbia avvicinato a loro gente che poco sa delle fonti da cui attingono e delle motivazioni che li muovono. Ma questo fa parte del rischio professionale di chi ha successo, il rischio comprende anche un'eccessiva esposizione ai palcoscenici «ufficiali» che può rendere antipatici e contraddittori certi comportarnenti. Va detto che, comunque, gli U2 non hanno raggiunto la gloria servendosi di pose divistiche, o peggio, profetiche; è stata semplicemente la loro musica a renderli speciali. DISCOGRAFIA COMMENTATA Boy (1980) - E' l'esordio convincente di quattro ragazzi men che ventenni. La compattezza della band, costruita nei live-acts già mitici in terra d'Irlanda, emerge evidente. Lo stile è autonomo e si distanzia dalle produzioni dell'epoca, anche se è storicamente inserito nell'ambito della multiforme «new wave» inglese. La voce di Bono è immatura ma già emozionante; la chitarra si snoda in fraseggi semplici e puliti, adornati dal solo originalissimo uso dell'eco che costituirà d'ora in poi il marchio sonoro di The Edge, assai imitato ma non eguagliato. La mente musicale della band dribbla ogni virtuosismo tecnico e dimostra che il suo non è più uno strumento da martorizzare - come il punk aveva imposto - ma piuttosto da sollecitare rispettosamente, perché possa raccontare tutta la sua vicenda nei tre decenni dall'elettrificazione. L'album contiene canzoni che saranno epici momenti dei concerti, per molto del tempo a seguire (I will follow, The electric Co.), a cui si interpongono ballate elettriche dai toni chiaroscurali e dalla avvincente tensione emotiva (tra tutte: Twilight e Shadows and tall trees). October (1981) - Album di inquieto passaggio verso prodotti più adulti, il secondo trentatre degli U2 accentua le atmosfere melanconiche, tendendo un sottile filo di angoscia che attraversa tutti i brani, nei cui testi si fa strada prepotente la trovata religiosità - più spirituale che rituale - di Bono. «Gloria» è, in tal senso, il significativo manifesto d'apertura del disco, che non è ancora così artisticamente compiuto da poter rendere grande la band. War (1983) - Il bimbo in copertina è lo stesso che compariva in «Boy» ma il suo sguardo non è più arrendevole. La rabbia di una generazione impotente si materializza nel lancinante riff di «Sunday bloody sunday», canzone di denuncia sociale ed, insieme, di sofferta analisi interiore. Il gruppo è maturato definitivamente e parte da qui per segnare il corso degli eventi musicali successivi. I testi gettano ponti tra l'Io e il mondo e i brani hanno tutti una loro autanoma personalità. Sta per cominciare la leggenda della gente di Dublino. Under a Blood Red Sky (1983) - Inutile negare che la prima fama della band si è consolidata grazie alle potenti esibizioni dal vivo, caratterizzate dal suono scarno ma robusto degli strumenti e dal magnetico carisma di Bono. Questo miniLP live ne è testimonianza solo parziale che deve essere necessariamente integrata dalla visione del film omonimo, privo di orpelli e per questo significativo in ordine alla pura forza degli U2 on stage. The Unforgettable Fire (1984) - Se con «War» gli irlandesi avevano portato a perfezione lo stile rigoroso e senza fronzoli degli esordi, con «il fuoco indimenticabile» essi percorrono deliberatamente nuove vie, sperimentando, grazie alla coproduzione di Brian Eno (affiancato al fido Steve Lillywhite), l'uso di sonorità elettroniche in composizioni più articolate rispetto alle precedenti. «Pride (in the name of love)» rappresenta il legame col passato mentre la title tralck ha un arrangiamento ricco, assolutamente inusuale per la band, ma non perde il calore autentico dello stile U2. La voce di Bono esce dal disco meno prepotente del solito ma ha la possibilità di immortalarsi con un'interpretazione da brivido di «Bad». The Joshua Tree (1987) - Un percorso, spesso doloroso, unisce da secoli l'Irlanda con l'America: Bono e compagni decidono di seguirlo per andare a riscoprire le sorgenti pure del rock. I frutti sono quelli meravigliosi dell'albero di Giosué. La side A è un susseguirsi di capolavori che risuoneranno per sempre nelle stanze e nelle arene da «Where the streets have no name» a «I still haven't found what I'm looking for», da «With or without you» a «Bullet the blue sky». L'altro lato è più meditato ma non meno affascinante. La rabbia adolescenziale si è ormai trasformata in un senso di inquietudine mediato da una raggiunta maturità di uomini. Gli stessi nomi dei produttori (Brian Eno e Daniel Lanois) sintetizzano che il progetto era quello di unire alla raffinata ricerca dei suoni lo spirito originario della musica popolare americana più onesta. Operazione perfettamente riuscita. Rattle And Hum (1989) - Una doppia celebrazione di se stessi, enfatizzata anche dalle immagini del film diretto da Phil Joanou, ma anche un umile tributo ai propri maestri riconosciuti che è ancora più encomiabile perché proveniente da ragazzi che sono ormai essi pure capitolo fondamentale della storia del rock. Bob Dylan e B.B. King compaiono addirittura nei solchi del doppio album, mentre le anime di Lennon, Hendrix, Presley, Billie Holiday, John Coltrane sono omaggiate con covers rispettose, riferimenti lirici, citazioni, foto e dediche. La cultura del rock è esplorata a 360° con la novità di una attenzione più evidente anche per il blues ed il gospel (commovente la versione di «I still haven't found what I'm looking for», dal vivo col supporto del coro New Voices of Freedom). L'occhio è puntato decisamente sull'America, ma non per celebrarne il sogno piuttosto per evidenziarne le contraddizioni. Gli U2 chiudono dunque il decennio mettendoci sopra la loro indelebile firma.

  • 14/12/2005 13:23 - Trib-U "U2 show" Sono una delle 4 formazioni riconosciute dal fan ...

    Trib-U "U2 show" Sono una delle 4 formazioni riconosciute dal fan club U2 italiano "Backstage" e propongono a scelta 3 spettacoli diversi per poter ripercorrere tutto il cammino discografico della band di Bono e compagni. Un grande spettacolo frutto di una meticolosa ricerca delle sonorità e dei costumi.

  • 14/12/2005 13:23 - TRIB-U U2 SHOW Sono una delle 4 formazioni riconosciute dal ...

    TRIB-U U2 SHOW Sono una delle 4 formazioni riconosciute dal fan club U2 italiano “backstage” e propongono a scelta 3 spettacoli diversi per poter ripercorrere tutto il cammino discografico della band di Bono e compagni. Un grande spettacolo frutto di una meticolosa ricerca delle sonorità e dei costumi.

  • 14/12/2005 13:23 - U2 - Vertigo // 2005 Tour PARTE IL TOUR MONDIALE ...

    U2 - Vertigo // 2005 Tour PARTE IL TOUR MONDIALE A pochi mesi dalla pubblicazione del loro undicesimo album, "How To Dismantle An Atomic Bomb", che ha già venduto oltre 8.5 milioni di copie e tuttora si trova ai vertici delle classifiche di tutto il mondo, inizia il nuovo tour degli U2, il VERTIGO tour 2005, che partirà da San Diego il 28 marzo. I Queste le date europee: GIUGNO: 24/6 Dublino - Croke Park; 29/6 Cardiff - Millenium Stadium LUGLIO: 2/7 Vienna - Ernst Happel Stadium; 5/7 Katowice - Slaski Stadium; 7/7 Berlino - Olympic Stadium; 9/7 Parigi - Stade de France; 11/7 Zurigo - Letzigrund Stadium; 13/7 Amsterdam - Arena; 20/7 e 21/7 Milano - San Siro; 23/7 Roma - Stadio Olimpico; 27/7 Oslo - Vallehovin Stadium; 29/7 Gothenburg - Ullevi Stadium; 31/7t Copenhagen - Parken AGOSTO: 3/8 Monaco - Olympic Stadium; 5/8 Nizza - Parc des Sports Charles Ehrmann; 7/8 Barcellona - Camp Nou; 9/8 San Sebastian - Anoeta Stadium; 11/8 Madrid - Estadio Vicente Calderon; 14/8 Lisbona - Alvalade Il VERTIGO Tour 2005 è presentato e prodotto da The Next Adventure e RZO Productions. L'organizzazione delle date italiane è stata affidata a Clear Channel Ent. Italia e Fran Tomasi. I biglietti per le date italiane saranno disponibili dal 14 febbraio sul sito www.ticketone.it e attraverso il Call Center: 899.500.022. Dal 15 febbraio anche in tutti i Punti Vendita Ticket One e dal 21 febbraio 2005 nelle abituali prevendite. Gli iscritti al sito ufficiale degli U2 www.u2.com avranno l'opportunità di prenotare i biglietti di qualsiasi delle date in calendario con anticipo rispetto alla data di messa in vendita e riceveranno una e-mail di conferma con tutti i dettagli della prenotazione. - www.u2.com - SUONANO: 19/7 Stadio San Siro Milano; 23/7 Stadio olimpico Roma - INFO: Clear Channel Entertainment - Via Pietrasanta 14 - 20100 Milano - 02/530061 - 02/53006401 - 02/53006501 - 347/1040966 - www.clearchannel.it