Umbria Rock Festival a Massa Martana (PG)
Trasimeno Blues, località Lago Trasimeno (Perugia, Umbria)

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Curre Curre Guaglio' 2.0 - Non un passo indietro”, il nuovo disco dei 99 POSSE distribuito Artist First, che ripercorre i grandi successi della loro prima discografia e una carriera da record. I 99 POSSE dimostrano di essere “padroni del [loro] tempo per poterlo cambiare”, sperimentando il remake di 14 canzoni che hanno scosso gli animi e segnato la musica italiana. Le canzoni, irrorate di nuovo vigore rap, rock, elettronico o funky, sono addirittura rinominate per sottolineare il cambiamento apportato dalle numerose e importanti featuring con Alborosie, Mama Marjas, Caparezza, J-Ax, Clementino, Pau (Negrita), Punkreas, Samuel (Subsonica), Banda Bassotti, Francesco Di Bella (24 Grana), Ensi, Signor K e Bonnot, Valerio Jovine, Enzo Avitabile e i Bottari, Roy Paci, e altri. Oltre ai “remake”, i 99 POSSE propongono in “Curre Curre Guaglio' 2.0 - Non un passo indietro” anche 4 nuove canzoni su temi socialmente impegnati. Per informazioni e booking: info@novenove.it www.novenove.it

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  • 14/12/2005 13:23 - 99 POSSE 99 Posse nascono a Napoli, nel circolo di persone ...

    99 POSSE 99 Posse nascono a Napoli, nel circolo di persone che frequentano il centro sociale Officina 99. Nel 1992 la loro "Curre curre guaglio’", inserita nella colonna sonora del film "Sud" di Gabriele Salvatores, fa correre il nome dei 99 Posse da un ripetitore all’altro della scena antagonista italiana. "Curre curre guaglio’" è anche il titolo del loro album d’esordio, autoprodotto. Il nome dei 99 Posse è sinonimo di impegno e di una cultura che opera per portare il messaggio di non allineamento dei centri sociali fuori da quella comunità. Nel 1996 il gruppo esce con l’album "Cerco tiempo", al quale segue, nel 1998, "Corto circuito". il 4 maggio è uscito il nuovo album dei 99 Posse, “La vida que vendra”. Prodotto dal gruppo e da Carlo Rossi, mixato da Andy Hughes (Orb) e da Steve Lyon (già al lavoro sul precedente “Corto circuito”), l’album è stato masterizzato agli studi Exchange di Londra, e contiene 14 brani. Il primo singolo sarà “L’anguilla”, realizzato con la partecipazione e la coproduzione di Speaker Cenzou. FORMAZIONE ‘O Zulu (Luca Persico) - voce Meg (Maria Di Donna) - voce Kaya Pezz8 (Marco Messina) - campionatore e dub master JRM (Massimo Jovine) - basso Sacha Ricci - tastiere Articolo intervista di Repubblica, 27 aprile 2000. “La barricata dei 99 Posse "Il comunismo non è morto" . Esce il 4 maggio il disco del gruppo rap napoletano, "La vida que vendrà". Un attacco ai nuovi contratti di lavoro” di CARLO MORETTI ROMA - C'è l'Italia del lavoro che cambia in questo nuovo disco dei 99 Posse, il gruppo rap napoletano nato nel circuito dei centri sociali. In un vortice di ritmi da rave party, tra cavalcate ragamuffin e lente ballate rap, si ascoltano testi sul lavoro che non c'è, sulle "morti bianche", sul lavoro in affitto, sul lavoro flessibile. E anche se La vida que vendrà (nei negozi il 4 maggio, per la Bmg) è stato registrato prima delle elezioni regionali, vi si ritrovano tanti temi utilizzati nella campagna elettorale. C'è la difesa del comunismo, valore ribadito dai 99 Posse. Che tra l'altro riprendono nel titolo il famoso brano degli Inti Illimani El Pueblo Unido, presente nel disco in versione rap. "I comunisti esistono, anche in Italia" assicura il cantante, Luca "Zulu" Persico "solo che vorremmo spiegare ai ragazzi che non li hanno mai conosciuti, che i comunisti sono diversi da quelli che Berlusconi attacca". Un disco politico, forse più dei vostri precedenti. E uno dei temi forti dei testi è il lavoro... "Oggi che la fabbrica non è più il centro della produzione, il capitalismo si è riorganizzato. Se in un mondo di lavoro in affitto, di attacco frontale ai diritti sindacali dei lavoratori, di politiche di "zero tolleranza" che vengono rivendicate in modo folle anche dai sottoproletari delle periferie urbane, se in un mondo così i consigli di fabbrica non possono più svolgere il compito di contestazione e di controinformazione, beh allora abbiamo la presunzione di assumerne noi il ruolo, nel nostro piccolo e con i nostri mezzi, ovvero con le parole e con la musica. E ogni volta che potremo nei concerti". Concerti che come il disco continueranno ad avere prezzi imposti, strappati per contratto alla casa discografica multinazionale e alla vostra agenzia... "Esatto, 29.900 lire per il disco e 15 mila per il concerto. Siamo rimasti in pochi in Italia a ribadire che la musica costa troppo e che potrebbe costare meno se ognuno facesse la sua parte: ormai siamo solo noi e gli Assalti Frontali (gruppo rap romano, n.d.r.). Il nostro successo (160 mila copie di Corto circuito, l'album precedente, n.d.r.) è inversamente proporzionale al nostro cachet: chiediamo venti milioni, la metà di quanto chiedono artisti come Carmen Consoli o Max Gazzè. I promoter quasi non ci credono". "La musica dovrebbe essere un servizio pubblico, come la scuola, come gli ospedali" aggiunge Meg. A quale pubblico pensavate scrivendo questo disco? "Il nostro referente è tutta la gente che subisce la politica, non i comunisti o solo i ragazzi dei centri sociali. Cito Marx: "Il comunismo è il movimento reale che abbatte lo stato di cose presenti". I comunisti vanno allora ricercati nei posti dove le persone hanno bisogno, oltre che desiderio o passione politica, di modificare la loro vita difficile. Siccome questi posti oggi sono molti, dalle discoteche ai posti di lavoro, resta soltanto di dirselo e di organizzarsi per superare le mille spaccature che ci sono a sinistra, sacrosante per carità: anche tra i centri sociali, nell'area di Autonomia operaia, e non solo tra i Ds e Rifondazione. Andare oltre e pensare, appunto, a "la vida que vendrà", tutto ciò che abbiamo, il nostro futuro, almeno quello lo possiamo immaginare diverso. E invece sta passando l'ipocrisia dei politici: ormai i disoccupati li chiamano "lavoratori sul mercato del lavoro"". A proposito di flessibilità, va detto che queste nuove forme di contratto permettono a tanti giovani di lavorare... "Non possiamo che dirgli di continuare a farlo. Semplicemente bisognerebbe rendersi conto che non è così bello come si dice. Bisogna liberarsene presto, e nel frattempo sfruttare il lavoro interinale per questioni di mera sopravvivenza. Ma sbagliava l'ex presidente del Consiglio quando in televisione invitava i giovani a non contare sul posto fisso, perché il futuro è il lavoro interinale. Se l'alternativa è morire di fame o mettersi a vendere l'eroina allora il lavoro interinale va bene, ma non si può lavorare solo sei mesi l'anno, quando sei fortunato. E ogni volta ricostruendo la tua professionalità e rischiando magari la vita sulle impalcature di un grattacielo: succede ai lavoratori professionali, figuriamoci agli interinali che fino al mese prima facevano tutto un altro mestiere, magari i portuali". Questo disco è stato caratterizzato da cinque rinvii e da contrasti con la casa discografica... Risponde Meg: "Hanno avuto paura dei ringraziamenti che avevamo scritto in fondo al libretto. Dopo due settimane di discussioni, all'ultimo momento hanno tolto la frase "Grazie per le buone notizie che arrivano da Hammamet", anche se i nostri avvocati gli avevano dimostrato che non c'erano pericoli". E la frase di Francesco Cossiga in "Yankee go home"? Spiega Luca: "L'abbiamo ripresa da una trasmissione del '92 di Giuliano Ferrara, "L'Istruttoria". Cossiga rivendicava la paternità degli accordi segreti con gli americani che autorizzavano la presenza di armi nucleari sul territorio italiano. Perfetto per la chiusura di quel brano".

  • 14/12/2005 13:23 - 99 POSSE La Vida Que Vendra L'espressione è vecchia, consumata, aborrita ...

    99 POSSE La Vida Que Vendra L'espressione è vecchia, consumata, aborrita forse tanto e più del famigerato "attimino", ma che importa, consentiteci di usarla anche fuori tempo massimo: se i 99 Posse non esistessero bisognerebbe inventarli. Come si potrebbe pensare infatti di rinunciare ad una voce cosi radicalmente alternativa anche alle più avanzate fasce della galassia musicale che fluttua intorno alle culture urbane e sub-metropolitane? Come si potrebbero dormire sonni tranquilli nel dubbio che tutto, proprio tutto, sia in fondo soltanto un soggetto illusoriamente attivo entro i confini di una mostruosa omologazione? Come potremmo alimentare la speranza che delle menti lucide, scoperte, perennemente allertate siano sempre pronte a leggere in modo diverso le espressioni anche le più apparentemente illuminate e progressiste - del Potere? D'accordo o no, piaccia o meno, 99 Posse rappresenta quell'antidoto all'addormentamento delle coscienze che ogni essere pensante, e quindi consapevole del pericolo, dovrebbe assumere in dosi massicce. 99 Posse due anni e 160.000 copie vendute di "Corto Circuito" dopo. La visibilità della band è ai massimi livelli toccati fino ad ora, persino superiori all'ondata emotiva degli inizi "pubblici" di "Curre curre guagliò". Ci si poteva aspettare - senza scandalo - il consolidamento delle posizioni raggiunte, il percorrere con una certa tranquillità la strada delle infinite sovrapposizioni stilistiche ("assenza di stile = stile") cile cosi tanti frutti aveva dato in passato. Questo nuovo cd (il sesto dopo "Curre curre guagliò", "Incredibile opposizione tour", "Guai a chi ci tocca" con Bisca, "Cerco tiempo" e "Corto circuito") invece non manifesta l'intenzione di guardare ad un passato né prossimo, né remoto fatta salva la formazione, probabilmente arrivata ad un vertice di coesione oltre il quale le singole spinte creative potrebbero implodere anziché proiettarsi in tutte le direzioni possibili. In 74 minuti di musica (14 brani), 99 Posse elabora processi di fusione in tempi sempre più rapidi, sempre più veloci dei tempi di reazione anche del più attento e pronto degli ascoltatori. Da "Comincia adesso", l'incalzante prologo, a "Sfumattire", dove carezzevoli atmosfere jazzy (rese superbe dalla voce di Meg) cedono il passo al militante fuoco poetico delle parole di 'O Zulù; a "All'antimafia", sorta di drammatica fiction-song dall'inizio recitato; a "Esplosione imminente", il culmine di una tensione esasperata dai toni duri del rock; a "Sub", elogio della vibrazione fisica; a "Yankee Go Home", l'antico - si fa per dire - slogan reso paradossale dalla voce campionata di Cossiga; a "Povera vita mia", povere vite stroncate da un numero impressionante di infortuni sul lavoro, povere vite sfruttate, povere vite di ragazzi illusi da politiche occupazionali di dubbia efficacia; alla rilettura hip hop di "El Pueblo Unido": tutto il disco vive di continue sorprese, di effetti emotivi profondi che nascono dalla sincera e reale integrazione tra arte e realtà sociale. E infine dell'intima soddisfazione di saper comunicare attraverso una grande musica che parte - sempre e comunque - dal "solid ground" dell'immediatezza.

  • 14/12/2005 13:23 - 99 POSSE La Vida Que Vendrà La nascita e la crescita ...

    99 POSSE La Vida Que Vendrà La nascita e la crescita all'interno del movimento, il passaggio al professionismo, il periodo del Cerco Tiempo e quello del Corto Circuito. Ora, la lotta di classe nell'era dell'incertezza. E' il cammino della 99 Posse, che avvolge di suoni chemical "Comincia adesso", "L'anguilla", "Esplosione imminente", "Yankee Go Home"; saluta in General Levy l'epopea del ragga - jungle; scommette sul drum'n'bass per "Sfumature", sull'electro in "La scelta" e "sub", offre scenari confidenziali al rap di "A una donna" e "Povera vita mia". Ma due notizie prevalgono sugli arrangiamenti, comunque assai curati: Meg ha un ruolo sempre più importante e lo gestisce con crescente disinvoltura, mentre la rivolta passa attraverso percorsi intimi, svolte dell'animo, incazzature solitarie, opzioni culturali e politiche sofferte fino agli interrogativi sul proprio ruolo posti da "La scelta". "All'Antimafia" farà senz'altro notizia, ma i numeri, ancora una volta, li faranno concerti e network più che contenuti e dialettica.

  • 14/12/2005 13:23 - 99 POSSE La Vida Que Vendrà La nascita e la crescita ...

    99 POSSE La Vida Que Vendrà La nascita e la crescita all'interno del movimento, il passaggio al professionismo, il periodo del Cerco Tiempo e quello del Corto Circuito. Ora, la lotta di classe nell'era dell'incertezza. E' il cammino della 99 Posse, che avvolge di suoni chemical "Comincia adesso", "L'anguilla", "Esplosione imminente", "Yankee Go Home"; saluta in General Levy l'epopea del ragga - jungle; scommette sul drum'n'bass per "Sfumature", sull'electro in "La scelta" e "sub", offre scenari confidenziali al rap di "A una donna" e "Povera vita mia". Ma due notizie prevalgono sugli arrangiamenti, comunque assai curati: Meg ha un ruolo sempre più importante e lo gestisce con crescente disinvoltura, mentre la rivolta passa attraverso percorsi intimi, svolte dell'animo, incazzature solitarie, opzioni culturali e politiche sofferte fino agli interrogativi sul proprio ruolo posti da "La scelta". "All'Antimafia" farà senz'altro notizia, ma i numeri, ancora una volta, li faranno concerti e network più che contenuti e dialettica.

  • 14/12/2005 13:23 - Il 1° maggio 1991 nasce il centro sociale occupato autogestito ...

    Il 1° maggio 1991 nasce il centro sociale occupato autogestito Officina 99. Il 9 ottobre dello stesso anno nasce la 99 Posse, come diretta espressione del C.S.O.A. e delle nuove culture urbane che trovano nella musica un veicolo potente. Il primo storico singolo della 99, "Rafaniello" e "Salario Garantito", dà la stura a quell' onda rap e raggamuffin che segnerà una svolta epocale nella musica popolare italiana. Nell'anno successivo il singolo "Sott'attacco dell'idiozia" vede la prima forma di collaborazione stretta e dinamica fra tre gruppi napoletani: 99 Posse, Bisca, Alma Megretta. E' qui che si gettano le basi per il supergruppo Bisca99Posse che in due anni girerà l'Italia con più di 200 date e con picchi di 15000 persone (Il Mattatoio 1994). Il primo album della 99 Posse, "Curre Curre Guagliò" esce nel '93 e grazie alla sua capacità di comunicare in maniera diretta ed immediata, rientra fra quei prodotti culturali che hanno contribuito a interrompere il rapporto di VERGOGNA verso la propria storia, che per un ventennio aveva impedito in italia un solido abbraccio fra arte e realtà. Per questo, in breve diventa il manifesto di una intera generazione. Tra le altre cose, è uno degli stimoli forti che spingono "l'Oscar" Gabriele Salvatores a girare "Sud" , film legato all'area dei centri sociali, di cui il brano della 99 sarà la colonna sonora portante. Nel 1994 oltre al doppio cd live "Incredibile Opposizione Tour 94", senza dubbio il doppio live più potente registrato in italia negli anni '90, la 99 Posse getta i semi di quello che oggi è un ulteriore impegno del gruppo: l'etichetta discografica Novenove, che lavora per dare voce a quegli artisti che, dati i temi e le aree di appartenenza, non troverebbero spazio nell'ingessata industria musicale italiana; e realizza la compilation "Cantanapoli Antifascista" che riunisce dieci gruppi tra i più interessanti di Napoli. L'uscita di "Guai a chi ci Tocca", album datato '95, è l'ultimo atto di Bisca e 99 Posse, che ritenuta esaurita l'esperienza comune tornano a lottare ognuno sulle proprie strade. E' in questa ritrovata dimensione autonoma che nasce "Cerco Tiempo" album che totalizzerà oltre 70.000 copie (disco d'oro). L'ultimo lavoro della 99 "Corto Circuito" vede luce a metà maggio '98 dopo quattro mesi di intenso lavoro svolto fra Napoli, Monticello, Torino e Londra. Tra il '95 e il '98 l'etichetta Novenove dà alle stampe i lavori di RadioGladio, Speaker Cenzou, Balaperdida oltre che ovviamente della 99 Posse. Tutti gli album, i mix, tutti i prodotti citati insomma, sono usciti fin dall'esordio a prezzo politico o prezzo imposto. "Non pagare più di..." significa per la 99 portare a terra la propria visione di rapporto con il mercato, in una sorta di praticizzazione dell'idea. Ciò è stato possibile spesso grazie ad una rinuncia personale da parte degli artisti, rinuncia da un punto di vista economico a fronte di una grandissima soddisfazione sia da un punto di vista politico che squisitamente umano. Nel corso di questi anni la 99 ha dato il suo contributo ad artisti come Almamegretta, Bisca, Cenzou, Gegè Telesforo, Lhp, Linton Kweesi Johnson, Mad Professor, Papa Ricky, Daniele Sepe, Zion Train, etc. Fin qui una semplice cronologica biografia. Ma senza alcuna retorica ci tocca ricordare e testimoniare come la libertà d'espresione e d'azione in italia abbiano ancora un prezzo altissimo e per realizzare tutto ciò in totale autonomia e libertà, il gruppo ha collezionato (e deve ancora risponderne davanti alla magistratura) reati come: oltraggio, resistenza, violenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, vilipendio delle forze dell'ordine, istigazione a delinquere, occupazione abusiva, manifestazione non autorizzata, blocco stradale, furto aggravato, danneggiamenti, imbrattamenti, concerti abusivi, detenzione e spaccio, rissa, associazione a delinquere. Tutto ciò ci fa riflettere sulla ambigua relazione che esiste fra la legge e la giustizia e quindi ci diverte suggerire alle istituzioni: ATTENZIONE A COSA FARE, PERCHE' O CI DATE GIUSTIZIA... O CI DOVRETE GIUSTIZIARE ! I 99 Posse sono: 'O Zulù - (Luca Persico) - Voce Meg - (Maria Di Donna) - Voce Kaya Pezz8 - (Marco Messina) - Dub Master JRM - (Massimo Jovine) - Basso Sacha Ricci - Tastiere

  • 14/12/2005 13:23 - BISCA/99 POSSE - Incredibile Opposizione Tour (BMG) BISCA/99 POSSE - Guai ...

    BISCA/99 POSSE - Incredibile Opposizione Tour (BMG) BISCA/99 POSSE - Guai a chi ci tocca (BMG) Tra tanti che parlano, i 99 son stati tra i pochi a fare i fatti, rinunciando a parte dei proventi (500 lire a copia, che per strane alchimie finanziarie abbassano di molto il prezzo finale) in modo da rendere accessibili i loro album al più largo numero di persone possibile ed a dire chiaro, in tv, di far lavorare come matti i masterizzatori. La BMG ha ristampato gli album realizzati con i Bisca (al prezzo 'Standa' di 29.900 l'uno), quelli più ricchi di fusione musicale, mossi dal calore dei ritmi ripresi (hip-hop, reggae, funky, echi mediterrarabi), che già hanno sul groppone la veneranda età di 5-6 anni, per la gioia di chi al tempo dava fuoco al banco dell'asilo presentendo un 'luminoso' futuro. Son brutti tempi questi, coi pirati che scendono di nuovo in mare, ed ascoltare parole dure come sassi (le parole sono pietre...) aiuta a tenere svegli i sensi giusti, a contarsi (una sparuta moltitudo), a rinserrare le fila. "Chi si fa i cazzi suoi oggi fa parte del problema...": più che giusto. Ed è fuori anche il nuovo dei 99ers...

  • 14/12/2005 13:23 - I 99 Posse festeggiano 10 anni di vita con una ...

    I 99 Posse festeggiano 10 anni di vita con una delle antologie più ricche e complete uscite nell’ultimo periodo, un’opera concepita con l’intento di tracciare un bilancio della fase di crescita e sviluppo di una delle band in assoluto più rappresentative, amate e controverse della scena italiana ma, al tempo stesso, un documento fortemente attuale e, in qualche modo, persino proiettato in avanti, più che uno sguardo retrospettivo e nostalgico: il suono che marchia questo disco è senza dubbio il suono del prossimo decennio dei 99, più che la semplice trascrizione e testimonianza di quello passato. L’ascolto consecutivo delle 28 tracce dà in effetti un quadro decisamente completo delle diverse sfumature e dimensioni di 99 Posse. Vediamo il “piano dell’opera”. Il primo cd è un autoritratto fatto di ricordi (Rafaniello, Salario Garantito e S’Addà Appiccià, i primi singoli dei 99 - ormai introvabili - riproposti in versione originale), rilettura della propria storia (le loro canzoni-manifesto - Curre Curre Guagliò, Rigurgito Antifascista, Rappresaglia, Corto Circuito, Vulesse - in registrazioni live dall’ultimo tour, tenutosi nei tragici, epici, giorni di luglio 2001) e sguardo lucido e schierato sul presente (straordinaria, quasi inquietante, l’attualità dei due inediti Stop That Train e Amerika). Il secondo cd è invece una sorta di tributo ai 99 da parte di alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale cui essi fanno riferimento, ma anche di giovani talenti, non solo napoletani, cui da sempre i 99 danno supporto con ogni mezzo. Ed ecco dunque, da un lato, Zion Train (http://www.wobblyweb.com/zt/index.html), Mad Professor (http://ariwa.com/artists/madprof.htm), Andy Hughes (ORB - http://www.theorb.com/index.html - già con loro in studio di mixaggio per l’ultimo album) e DJ Vadim (http://www.ninjatune.net/ninja/artists/djvadim/microsite/vadim2.html) lasciare il proprio segno impastando le voci di Zulu e Mega secondo le loro sofisticate ricette mentre, dall’altro, giovani produttori cui raramente viene data la possibilità di lavorare su materiale di artisti di rilievo, ci presentano il loro punto di vista sui suoni di domani. Dalla house al drum&bass (e ritmi spezzati vari) fino al grind-core (incredibile la “cover” di Ripetutamente by Undertakers), Retina (http://www.heftyrecords.com/), Sygo (http://stage.vitaminic.it/sygo/), Brain Wave, Polina (http://www.ufficiok.com/htm/pol.htm), Bruno B. (http://digilander.iol.it/marcuse1/nodomo2.htm), Modarte (http://www.juskool.com/modarte/default.htm), Andrea Zacchi (http://utenti.tripod.it/MUSICAGRATIS/zacchi.htm), Undertakers (http://utenti.tripod.it/brutality/index2.html) ci offrono uno sguardo diretto su una scena, soprattutto elettronica, sempre più matura e attiva. In mezzo tra i due mondi, da sempre battitore libero dell’underground cybermusicale nonché produttore di Curre Curre Guagliò, il primo album dei 99 Posse, RadioGladio (http://www.radiolilliput.org/ragla/io_default.htm) con la sua intensa dub version di Me Siente? Torniamo al primo CD e soprattutto ai brani live, vera chiave di lettura di quest’opera, che non solo rivelano l’anima funk purosangue dei 99, spesso trascurata o sottovalutata, ma ci forniscono un’istantanea di alcuni tra gli aspetti più autentici e originali del gruppo. Innanzitutto i 99 sul palco si divertono e fanno divertire, cantano e ballano facendo cantare e ballare e questa è la via attraverso cui raggiungono il cuore di migliaia di giovani. In questo una menzione speciale va a Papa J e Cenzou (http://www.geocities.com/speakercenzou/), quest’ultimo certamente uno dei migliori MCs italiani del momento, che da anni accompagnano i 99 in tour e creano con loro una solida impalcatura di freestyle, controcanti e risposte, sprazzi di autentico, spassoso varietà partenopeo e un insostituibile e costante lavoro di supporto nel mantenimento, per le oltre due ore di durata del concerto, di quell’elevatissimo “livello energetico” e di sintonia col proprio pubblico che è caratteristica distintiva dei 99. E proprio questa sintonia dei 99, tra loro sul palco, con il pubblico e, in generale, con il mondo da cui provengono introduce il tema - inevitabile - dei risvolti sociali e politici che emergono da questa come da qualsiasi loro produzione. Ecco dunque i due inediti STOP THAT TRAIN, cover in chiave anti-global del celebre classico reggae, una risposta alle “nuove crociate” in corso, inno alle “mille culture ca s’hann’ ’a ncuntrà ”, e AMERIKA (“… Amerika, Amerika, Stati Uniti dalla falsità…), così stridente col pensiero unico del “siamo tutti americani” e del plauso incondizionato al guardiano del pianeta mentre scatena la terza guerra mondiale per catturare un suo ex-complice sfuggito di mano… I 99 non parlano per metafore, il loro è un messaggio a piena voce, diretto, che ha chiaro il profilo del proprio interlocutore, lo conosce intimamente perché insieme ad esso è cresciuto ed è questo il rito che si rinnova ad ogni concerto e che l’ascolto delle tracce live rivela chiaramente: c’è tutto ciò che ci si può aspettare da un concerto pop: partecipazione, coralità, festa collettiva, ma non è solo questo; da parte delle centinaia di migliaia di giovani che ogni anno accorrono ai loro concerti c’è attenzione e richiesta d’attenzione, desiderio e bisogno di essere rappresentati, di avere qualcuno in grado di far risuonare la loro voce e che abbia con loro un medesimo sentire: in questo risiede la forza dei 99, nel loro essere realmente organici (come si diceva una volta) a questi giovani. In un certo senso i 99 andrebbero classificati non solo come gruppo musicale ma anche come vero e proprio “soggetto politico” in senso nobile e puro: un soggetto in grado di interpretare i desideri e le spinte del proprio “popolo”, rappresentarlo, dargli voce, unificarne e convogliarne le diverse anime e, persino, le contraddizioni, sotto un linguaggio e un messaggio comune. È noto che i 99 hanno sempre respinto quest’attribuzione di ruolo, riconoscendosi semplici elementi di un “movimento reale” che essi contribuiscono a rendere visibile; tuttavia, in un periodo in cui la sinistra denuncia forse la più grave crisi di rappresentanza della sua storia, è quantomeno interessante notare come una pop band sia in grado di diffondere contenuti politici attraverso le proprie canzoni in modo coerente, credibile e al tempo stesso diretto e intelligibile, assai più e assai meglio di quanto riescano a fare i “professionisti” della politica. Ma in tutto questo i 99 rimangono essenzialmente e profondamente “artisti”: se non facessero innanzitutto buona musica, se non fossero una delle band più rappresentative e innovative della nuova scena italiana, se non fossero in grado di far cantare e ballare il proprio pubblico, ancor prima di farli riflettere, il messaggio non passerebbe. Questo è il mondo dei 99. Na_99_10° è la chiave per accedervi. Milano, ottobre 2001 Ufficio Stampa Costello & Partners

  • 14/12/2005 13:23 - 10 anni di carriera, 10 anni di impegno,10 anni di ...

    10 anni di carriera, 10 anni di impegno,10 anni di musica 99 POSSE NA_99_10° 7 persone contemporaneamente al lavoro per 40 giorni per un totale di 4.000 ore di produzione; 6375 fotogrammi tridimensionali, un numero impressionante di tavole, disegni, modellazione dei personaggi e delle espressioni facciali, degli ambienti. E’ “Stop That Train”, il nuovo video 3D dei 99 Posse realizzato dalla “A direct2brain Production”, non solo uno dei più belli in circolazione di questi tempi, ma di sicuro un momento di grande crescita per tutto il cinema di animazione italiano, dato che è davvero riduttivo parlare di questa opera di 4 minuti e 25 secondi come di un qualsiasi videoclip. Impossibile che non lo abbiate visto, e se è così affrettatevi a sintonizzarvi su una delle emittenti, numerose, che lo stanno programmando: sarete catturati dalle azioni dei 5 supereroi “fantasy”, Zulu ( il guerriero con la scure), Mega (Madrenatura) , Marco ( il gigante buono), Massimo ( l’Elfo dei boschi ) e Papa J (guest in questo brano, il satiro buffo), che riusciranno a distruggere il treno/serpente che i piccoli uomini non riescono a prendere mai e che al suo passaggio semina terrore e distruzione, soffoca ideali, uccide le tradizioni. Il treno è naturalmente quello della globalizzazione, e tra le tante espressioni che il gruppo poteva scegliere per esprimere il proprio impegno sulla questione – del resto già manifestato al G8 di Genova – sicuramente questa è una delle più geniali e convincenti allo stesso tempo. Insomma 99 Posse in uno stato di grazia artistica, in un momento di grande visibilità dopo i successi dei precedenti album “Corto Circuito” e “La Vida Que Vendra”; 99 Posse in una fase della storia sociale e politica sia del nostro Paese che del mondo che non può permettere loro una assenza dal necessario coro delle voci in opposizione. E quale migliore occasione per “esserci” se non quella di celebrare con uno straordinario doppio cd i dieci anni di attività ? Proprio così, sono passati d’un soffio questi anni, e più che un soffio è stato sempre il vento forte della storia, della società, della ragione. Sembra ieri la nascita dei Centri Sociali, delle nuove culture urbane che affidavano al rap e al ragamuffin di 99 Posse, Almamegretta il loro sistema di comunicazione. Sembra ieri “Curre curre guagliò” quel vero e proprio manifesto di integrazione tra arte e realtà sociale che Gabriele Salvatores sceglieva come colonna sonora del suo film “Sud”. NA_99_10° è un disco per ricordare dieci anni di musica importante, di concerti, di brani che hanno inciso nel linguaggio e nella cultura giovanile ; ma è anche un disco per rivivere la solida avventura artistica di una delle migliori band italiane, per avere sotto gli occhi la sua evoluzione attraverso 28 brani ( 13 nel primo cd, 15 nel secondo per un totale di 146 minuti di musica) tratti da sei album. Due gli inediti, “Amerika” e “Stop That Train”, tre i brani ormai introvabili risalenti agli esordi del gruppo, “Rafaniello”, “Salario garantito”, “S’addà appiccià”. Un po’ live ( a parte gli inediti e le rarità, tutto il resto del primo cd è registrato durante l’ultimo tour estivo), molto remix ( il CD 2 contiene tutti brani rimissati da un piccolo esercito di 13 d.j., da DJ Vadim a Andy Hughes, Mad Professor ecc.), un po’ antologico: NA_99_10° sfugge ad una classificazione precisa. Prendetelo come il nuovo album dei 99 Posse e basta. Ufficio Stampa BMG Records www.click2music.it

  • 14/12/2005 13:23 - I 99 Posse festeggiano 10 anni di vita con una ...

    I 99 Posse festeggiano 10 anni di vita con una delle antologie più ricche e complete uscite nell’ultimo periodo, un’opera concepita con l’intento di tracciare un bilancio della fase di crescita e sviluppo di una delle band in assoluto più rappresentative, amate e controverse della scena italiana ma, al tempo stesso, un documento fortemente attuale e, in qualche modo, persino proiettato in avanti, più che uno sguardo retrospettivo e nostalgico: il suono che marchia questo disco è senza dubbio il suono del prossimo decennio dei 99, più che la semplice trascrizione e testimonianza di quello passato. L’ascolto consecutivo delle 28 tracce dà in effetti un quadro decisamente completo delle diverse sfumature e dimensioni di 99 Posse. Vediamo il “piano dell’opera”. Il primo cd è un autoritratto fatto di ricordi (Rafaniello, Salario Garantito e S’Addà Appiccià, i primi singoli dei 99 - ormai introvabili - riproposti in versione originale), rilettura della propria storia (le loro canzoni-manifesto - Curre Curre Guagliò, Rigurgito Antifascista, Rappresaglia, Corto Circuito, Vulesse - in registrazioni live dall’ultimo tour, tenutosi nei tragici, epici, giorni di luglio 2001) e sguardo lucido e schierato sul presente (straordinaria, quasi inquietante, l’attualità dei due inediti Stop That Train e Amerika). Il secondo cd è invece una sorta di tributo ai 99 da parte di alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale cui essi fanno riferimento, ma anche di giovani talenti, non solo napoletani, cui da sempre i 99 danno supporto con ogni mezzo. Ed ecco dunque, da un lato, Zion Train (http://www.wobblyweb.com/zt/index.html), Mad Professor (http://ariwa.com/artists/madprof.htm), Andy Hughes (ORB - http://www.theorb.com/index.html - già con loro in studio di mixaggio per l’ultimo album) e DJ Vadim (http://www.ninjatune.net/ninja/artists/djvadim/microsite/vadim2.html) lasciare il proprio segno impastando le voci di Zulu e Mega secondo le loro sofisticate ricette mentre, dall’altro, giovani produttori cui raramente viene data la possibilità di lavorare su materiale di artisti di rilievo, ci presentano il loro punto di vista sui suoni di domani. Dalla house al drum&bass (e ritmi spezzati vari) fino al grind-core (incredibile la “cover” di Ripetutamente by Undertakers), Retina (http://www.heftyrecords.com/), Sygo (http://stage.vitaminic.it/sygo/), Brain Wave, Polina (http://www.ufficiok.com/htm/pol.htm), Bruno B. (http://digilander.iol.it/marcuse1/nodomo2.htm), Modarte (http://www.juskool.com/modarte/default.htm), Andrea Zacchi (http://utenti.tripod.it/MUSICAGRATIS/zacchi.htm), Undertakers (http://utenti.tripod.it/brutality/index2.html) ci offrono uno sguardo diretto su una scena, soprattutto elettronica, sempre più matura e attiva. In mezzo tra i due mondi, da sempre battitore libero dell’underground cybermusicale nonché produttore di Curre Curre Guagliò, il primo album dei 99 Posse, RadioGladio (http://www.radiolilliput.org/ragla/io_default.htm) con la sua intensa dub version di Me Siente? Torniamo al primo CD e soprattutto ai brani live, vera chiave di lettura di quest’opera, che non solo rivelano l’anima funk purosangue dei 99, spesso trascurata o sottovalutata, ma ci forniscono un’istantanea di alcuni tra gli aspetti più autentici e originali del gruppo. Innanzitutto i 99 sul palco si divertono e fanno divertire, cantano e ballano facendo cantare e ballare e questa è la via attraverso cui raggiungono il cuore di migliaia di giovani. In questo una menzione speciale va a Papa J e Cenzou (http://www.geocities.com/speakercenzou/), quest’ultimo certamente uno dei migliori MCs italiani del momento, che da anni accompagnano i 99 in tour e creano con loro una solida impalcatura di freestyle, controcanti e risposte, sprazzi di autentico, spassoso varietà partenopeo e un insostituibile e costante lavoro di supporto nel mantenimento, per le oltre due ore di durata del concerto, di quell’elevatissimo “livello energetico” e di sintonia col proprio pubblico che è caratteristica distintiva dei 99. E proprio questa sintonia dei 99, tra loro sul palco, con il pubblico e, in generale, con il mondo da cui provengono introduce il tema - inevitabile - dei risvolti sociali e politici che emergono da questa come da qualsiasi loro produzione. Ecco dunque i due inediti STOP THAT TRAIN, cover in chiave anti-global del celebre classico reggae, una risposta alle “nuove crociate” in corso, inno alle “mille culture ca s’hann’ ’a ncuntrà ”, e AMERIKA (“… Amerika, Amerika, Stati Uniti dalla falsità…), così stridente col pensiero unico del “siamo tutti americani” e del plauso incondizionato al guardiano del pianeta mentre scatena la terza guerra mondiale per catturare un suo ex-complice sfuggito di mano… I 99 non parlano per metafore, il loro è un messaggio a piena voce, diretto, che ha chiaro il profilo del proprio interlocutore, lo conosce intimamente perché insieme ad esso è cresciuto ed è questo il rito che si rinnova ad ogni concerto e che l’ascolto delle tracce live rivela chiaramente: c’è tutto ciò che ci si può aspettare da un concerto pop: partecipazione, coralità, festa collettiva, ma non è solo questo; da parte delle centinaia di migliaia di giovani che ogni anno accorrono ai loro concerti c’è attenzione e richiesta d’attenzione, desiderio e bisogno di essere rappresentati, di avere qualcuno in grado di far risuonare la loro voce e che abbia con loro un medesimo sentire: in questo risiede la forza dei 99, nel loro essere realmente organici (come si diceva una volta) a questi giovani. In un certo senso i 99 andrebbero classificati non solo come gruppo musicale ma anche come vero e proprio “soggetto politico” in senso nobile e puro: un soggetto in grado di interpretare i desideri e le spinte del proprio “popolo”, rappresentarlo, dargli voce, unificarne e convogliarne le diverse anime e, persino, le contraddizioni, sotto un linguaggio e un messaggio comune. È noto che i 99 hanno sempre respinto quest’attribuzione di ruolo, riconoscendosi semplici elementi di un “movimento reale” che essi contribuiscono a rendere visibile; tuttavia, in un periodo in cui la sinistra denuncia forse la più grave crisi di rappresentanza della sua storia, è quantomeno interessante notare come una pop band sia in grado di diffondere contenuti politici attraverso le proprie canzoni in modo coerente, credibile e al tempo stesso diretto e intelligibile, assai più e assai meglio di quanto riescano a fare i “professionisti” della politica. Ma in tutto questo i 99 rimangono essenzialmente e profondamente “artisti”: se non facessero innanzitutto buona musica, se non fossero una delle band più rappresentative e innovative della nuova scena italiana, se non fossero in grado di far cantare e ballare il proprio pubblico, ancor prima di farli riflettere, il messaggio non passerebbe. Questo è il mondo dei 99. Na_99_10° è la chiave per accedervi. Milano, ottobre 2001 Ufficio Stampa Costello & Partners

  • 14/12/2005 13:23 - 10 anni di carriera, 10 anni di impegno, 10 anni ...

    10 anni di carriera, 10 anni di impegno, 10 anni di musica 99 POSSE NA_99_10° 7 persone contemporaneamente al lavoro per 40 giorni per un totale di 4.000 ore di produzione; 6375 fotogrammi tridimensionali, un numero impressionante di tavole, disegni, modellazione dei personaggi e delle espressioni facciali, degli ambienti. E’ “Stop That Train”, il nuovo video 3D dei 99 Posse realizzato dalla “A direct2brain Production”, non solo uno dei più belli in circolazione di questi tempi, ma di sicuro un momento di grande crescita per tutto il cinema di animazione italiano, dato che è davvero riduttivo parlare di questa opera di 4 minuti e 25 secondi come di un qualsiasi videoclip. Impossibile che non lo abbiate visto, e se è così affrettatevi a sintonizzarvi su una delle emittenti, numerose, che lo stanno programmando: sarete catturati dalle azioni dei 5 supereroi “fantasy”, Zulu (il guerriero con la scure), Mega (Madrenatura) , Marco (il gigante buono), Massimo (l’Elfo dei boschi ) e Papa J (guest in questo brano, il satiro buffo), che riusciranno a distruggere il treno/serpente che i piccoli uomini non riescono a prendere mai e che al suo passaggio semina terrore e distruzione, soffoca ideali, uccide le tradizioni. Il treno è naturalmente quello della globalizzazione, e tra le tante espressioni che il gruppo poteva scegliere per esprimere il proprio impegno sulla questione – del resto già manifestato al G8 di Genova – sicuramente questa è una delle più geniali e convincenti allo stesso tempo. Insomma 99 Posse in uno stato di grazia artistica, in un momento di grande visibilità dopo i successi dei precedenti album “Corto Circuito” e “La Vida Que Vendra”; 99 Posse in una fase della storia sociale e politica sia del nostro Paese che del mondo che non può permettere loro una assenza dal necessario coro delle voci in opposizione. E quale migliore occasione per “esserci” se non quella di celebrare con uno straordinario doppio cd i dieci anni di attività ? Proprio così, sono passati d’un soffio questi anni, e più che un soffio è stato sempre il vento forte della storia, della società, della ragione. Sembra ieri la nascita dei Centri Sociali, delle nuove culture urbane che affidavano al rap e al ragamuffin di 99 Posse, Almamegretta il loro sistema di comunicazione. Sembra ieri “Curre curre guagliò” quel vero e proprio manifesto di integrazione tra arte e realtà sociale che Gabriele Salvatores sceglieva come colonna sonora del suo film “Sud”. NA_99_10° è un disco per ricordare dieci anni di musica importante, di concerti, di brani che hanno inciso nel linguaggio e nella cultura giovanile ; ma è anche un disco per rivivere la solida avventura artistica di una delle migliori band italiane, per avere sotto gli occhi la sua evoluzione attraverso 28 brani ( 13 nel primo cd, 15 nel secondo per un totale di 146 minuti di musica) tratti da sei album. Due gli inediti, “Amerika” e “Stop That Train”, tre i brani ormai introvabili risalenti agli esordi del gruppo, “Rafaniello”, “Salario garantito”, “S’addà appiccià”. Un po’ live ( a parte gli inediti e le rarità, tutto il resto del primo cd è registrato durante l’ultimo tour estivo), molto remix ( il CD 2 contiene tutti brani rimissati da un piccolo esercito di 13 d.j., da DJ Vadim a Andy Hughes, Mad Professor ecc.), un po’ antologico: NA_99_10° sfugge ad una classificazione precisa. Prendetelo come il nuovo album dei 99 Posse e basta. Ufficio Stampa BMG Records www.click2music.it