Gto

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MAKE A DREAM

MAKE A DREAM 348/6011325 340/3983969 info@makeadream.it http://makeadream.it/ https://twitter.com/makeadreamitaly


GTO

da quasi 20 anni si esibiscono in tutta Italia con le loro ballate Folk Popolari. nel 1998 sono vincitori nazionali di Arezzo Wave, tra i tanti live anche un tour in Francia e Inghilterra, prima di sciogliersi per qualche anno. dopo "The Best Of"e "Gto Club" si riuniscono nel 2007 per l'uscita del terzo album "Gto Special" prodotto da Sette Stelle Records. nel 2010 è uscito il quarto album “MONDIAL” per Music Force Records. www.gtoclub.it www.myspace.com/gtospecial www.facebook.com/gto.musica http://www.youtube.com/user/videogto

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  • 14/12/2005 13:23 - Alan Farrington, l'eclettico trasformista - L'artista anglosassone innamoratosi del lago ...

    Alan Farrington, l'eclettico trasformista - L'artista anglosassone innamoratosi del lago di Garda, dove tuttora abita, Farrington è nato in Inghilterra nel 1951 da madre italiana. Nel 1976 ha frequentato una scuola di canto in Maryland, negli Stati Uniti, dove ha svolto attività musicale per quattro anni. La sua fama, soprattutto in ambito bresciano, è nata come bassista e vocalist dei "Charlie and the Cats" con Charlie Cinelli (voce e chitarra) e Cesare Valbusa (batteria), con i quali Farrington ha realizzato otto dischi e un film di Frank Lisciandro "Siamo fuori". Poi, ognuno ha preso la sua strada, e forse era necessario per crescere. Attualmente il musicista anglo-bresciano è leader della "Alan Farrington Band" composta da suonatori di una certa fama quali Ellade Bandini (batteria), Ares Tavolazzi (contrabbasso e basso elettrico) e Sandro Gibellini (chitarra). Ma Farrington è anche bassista e cantante dei "Maxi Taxi" con Gogo Ghidelli (chitarra) e Cesare Valbusa (batteria), con i quali suona rock a 360 gradi. Infine, è vocalist del "No Smoking jazz quartet", con Marco Micheli (contrabbasso), Roberto Soggetti (pianoforte) e Ricki Biancoli (batteria). La band ha iniziato la propria attività musicale circa tre anni fa, attingendo alle immortali musiche di Gershwin, Porter, Ellington, Berlin, arrangiate in modo particolare, ed a compositori attuali quali Lennon, McCartney, Taylor, Wonder, Fagen. Nel 1999 il gruppo ha realizzato un cd, "Yeah", che comprende anche brani inediti, in cui Farrington canta l'amore con gli accenti di chi preferisce i chiaroscuri, la penombra. Il disco ha l'entusiasmo di un "live" e la densità di una jam-session pur non essendo né l'uno, né l'altra. Sempre nel 1999 Farrington ha inciso due album di blues per le edizioni Demetra "Antologia del Blues acustico ed elettrico" Inoltre, con la collaborazione, in particolare, di Robi Soggetti (tastiere) e Sandro Gibellini (chitarra), ma anche di altri artisti (Gogo Ghidelli, Arki Buelli, Marco Micheli, Richy Biancoli, Cesare Valbusa, Betty Vittori, Vittorio Marinoni, Mauro Negri), ha realizzato "Inner Room", registrato proprio a casa sua, a Soiano, arrangiando e stravolgendo 11 canzoni, senza limiti di tempo e di genere (pezzi funky, rock e jazz). Artista e produttore Polygram per tre anni, turnista per la realizzazione di dischi e jingle pubblicitari (Martini, Golf), da circa sei anni Farrington svolge attività didattica e attualmente è docente di canto presso il Csm di Verona, dove cura il seminario di personalizzazione vocale. Tra i prossimi progetti, con i "No Smoking" e la collaborazione di Sandro Gibellini, vi è la realizzazione di un cd di 15 canzoni, tributo a Frank Sinatra. - La sua musica: Alan Farrington ama definirsi un esecutore, bassista e chitarrista, senza un genere musicale specifico, ma eclettico, in grado di passare dal rock, al soul al jazz e al funky. Lo ha sicuramente dimostrato nell'arco della sua carriera: prima con i "Charlie" con cui ha spaziato in diversi ambiti musicali, con pezzi spesso ironici e divertenti scritti in dialetto, italiano e inglese. La sua voce è tonda, incisiva, a volte anche ironica. Attualmente, a fianco di noti musicisti, il suo stile va specificandosi, sempre più attirato dal jazz, ma non solo, con influenze rock e pronto a ricordare i grandi autori del passato. Sul palco cerca sempre di interagire con il pubblico. Per contattarlo: Alan Farrington - via Dieci Giornate 134 - 25080 Soiano del lago (Bs).

  • 14/12/2005 13:23 - Barrington Levy Una delle voci decisive nel passaggio dal rub-a-dub al ...

    Barrington Levy Una delle voci decisive nel passaggio dal rub-a-dub al raggamuffin. Succedeva dieci anni fà, ma il suo stile è ancora attuale e riempie le piste con il remix jungle di Under Mi Sensi. L'album di culto Here I Come, produzione Jah Screw è stato recentemente stampato su Cd dalla Ras. Indispensabile.

  • 14/12/2005 13:23 - Carlo Atti featuring Steve Ellington Carlo Atti, “enfant prodige”del jazz nostrano, ...

    Carlo Atti featuring Steve Ellington Carlo Atti, “enfant prodige”del jazz nostrano, dopo vari mesi a NYC ritorna nei Jazz clubs italiani, proponendo il suo nuovo quartetto. Caratteristica dominante del tenorsassofonista emiliano è la totale ed assoluta padronanza del linguaggio jazzistico, ispirato dai grandi maestri del passato (C. Hawkins, D. Gordon, S. Rollins, J. Coltrane) e profuso in uno stile personale. Atti sarà supportato da un’eccellente ritmica in cui spicca la presenza di Steve Ellington, poliedrico batterista già con R. Kirk, S. Rivers, H. Galper. Al piano il giovane promettentissimo Nico Menci che già vanta collaborazioni con i principali jazzisti italiani ed al contrabbasso Stefano Belluzzi. Il gruppo propone un repertorio prevalentemente “classico” con sortite nel jazz moderno. Carlo Atti (sax tenor, contralto, flauto); Nico Menci (piano); Stefano Belluzzi (contrabbasso); Steve Ellington (batteria).

  • 14/12/2005 13:23 - Un concerto speciale per un artista speciale: DR JOHN, in ...

    Un concerto speciale per un artista speciale: DR JOHN, in seguito all'uscita del suo personale tributo a Duke Ellington, un album bellissimo intitolato DUKE ELEGANT, porta la stessa musica dal vivo in una cornice particolarmente adatta, quella dell'Auditorium di Milano, sede dell'Orchestra Verdi e in questo caso eccezionale aperta alla musica "leggera", se non sembra un sacrilegio definire in questi termini l'arte di DR JOHN. DUKE ELEGANT ha generato elogi unanimi nella critica, sia quella più purista che ama il jazz e osanna la musica del grande Duke Ellington senza apprezzare solitamente le riletture da parte di altri artisti, sia quella più incline al blues e al funky, amante delle contaminazioni alle quali DR JOHN li ha abituati nel corso della sua quarantennale carriera. L'album nasce senza dubbio sull'onda delle celebrazioni per il centenario dalla nascita del Duca (nato nel 1899 e morto nel 1974) al quale durante il 1999 sono stati tributati onori e mostre in tutto il mondo e naturalmente anche a Milano. L'aspetto sorprendente di Duke Elegant è però proprio nell'avere reinterpretato i brani del grande jazzista in uno stile talmente personale che lascia immediatamente intravedere lo stile di DR JOHN, senza snaturare le composizioni originali. Del resto Dr JOHN nel corso della sua carriera, iniziata nei club di New Orleans e continuata a Los Angeles fra collaborazioni eccellenti con Little Richards, Phil Spector, Sonny & Cher, Eric Clapton, Neville Brothers, Bob Dylan e album solisti di grandissimo successo come The Sun, Moon & Herbs e In The Right Place, ha attraversato generi musicali di vario tipo, mescolando blues, funky, pop, rock e psichedelica, musica jazz in miscele sonore affascinanti e fuori dal tempo. Negli anni '90 ha chiamato alcuni fra i suoi più grandi fans a collaborare su ANUTHA ZONE l'album del1998, sul quale troviamo Paul Weller, membri di Supergrass, Primal Scream, Beta Band, Portishead e altri eroi delle nuove generazioni, tutti debitori dell'arte inimitabile di DR JOHN. Formazione: Malcom Rebennack (DR JOHN) (voce e piano); HERMAN ERNEST (batteria); RENARD POCHE (chitarra); DAVID BARARD (basso).

  • 14/12/2005 13:23 - Dopo i concerti dedicati a Count Basie e Benny Goodman, ...

    Dopo i concerti dedicati a Count Basie e Benny Goodman, "Ancona Jazz" presenta, con Duke Ellington, il giusto omaggio al piú grande esponente della musica afroamericana, di sicuro uno dei piú notevoli artisti dell'intera musica del novecento. L'importanza di questo concerto risiede nel fatto che i musicisti coinvolti hanno tutti fatto parte delle formazioni ellingtoniane, talvolta molto a lungo, e quindi sono in grado di ricostruire nel migliore dei modi il tipico "mood" del Duca, quell'impasto timbrico che tanto ci ha affascinato. Soprattutto i piú giovani potranno ascoltare i veri maestri del passato, occasione che si presenta sempre piú rara sui palcoscenici italiani. Il trombettista ROLF ERICSON, ad esempio, pur essendo bianco europeo (è nato a Stoccoima nel 1927) non sfigura di certo davanti ai grandi trombettisti neri che Ellington ha sempre avuto. Regolare nell'orchestra durante il biennio 1963-64, ha fatto parte spesso in seguito di formazioni ridotte, come il grande ottetto che si esibí a Sanremo appunto nel 1964. A BRITT WOODMAN toccò un compito gravoso: quello di sostituire Lawrence Brown, cioè uno degli artefici del "suono" di Ellington, ma il trombonista di Los Angeles (dove è nato nel 1920) lo svolse magnificamente, grazie ad una tecnica di prim'ordine che gli garantiva le prodezze piú brillanti. Entrato in orchestra nel marzo 1951, ne uscí dieci anni dopo, alla fine del '60, per apparirvi irregolarmente negli anni successivi. Anche a NORRIS TURNEY toccò pari sorte: nel 1969 dovette sostituire nientemeno che Johnny Hodges, cioè il piú grande altista pre-parkeriano. Rimase quattro anni e non se ne andò nemmeno quando Hodges torno, a riprova di un'assimilazione perfetta della tavolozza ellingtoniana, alla quale seppe aggiungere un colore raffinato, quello del flauto, altro strumento di cui è maestro (vedi la "New Orleans Suite" del 1970). Senza dubbio il musicista piú importante del gruppo è comunque JIMMY HAMILTON, con Duke Ellington addirittura per venticinque anni (dal maggio 1943 al giugno 1968), periodo in cui ha partecipato ad ogni concerto ed incisione tenuti dal leader. Il suo clarinetto è semplicemente da antoiogia e, anche se influenzato da Benny Goodman, ha saputo esplorare registri sconosciuti, toccando vette artistiche per altri impossibili. Pur essendo ben oltre i settanta anni, Hamilton si presenta ugualmente in gran forma, e sarà un vero piacere ascoltarlo. Il pianista WILD BILL DAVIS è essenzialmente un organista (fu tra l'altro il primo ad introdurre l'uso dell'organo elettronico nel jazz3 e Ellington lo utilizzò spesso in questa veste (come nella citata "New Orleans Suite") cosí come fecero altri solisti ellingtoniani nei loro complessini. Jazzman di pochi problemi, Davis possiede innato il senso dello swing, che sparge a piene mani nei suoi assoli pieni di buon umore ed inventiva. Legami piú solidi con il Duca vanta JIMMY WOODE, bassista fisso dell'orchestra dal 1955 al 1960. Sonorità potente e cavernosa, stile influenzato da Jimmy Blanton e Ray Brown, Woode ha fatto parte anche della memorabile Clarke-Boland Big Band e di innumerevoli piccoli gruppi. BUTCH BALLARD, infine, è noto per aver suonato in uno dei rari dischi in trio del Duca ("Duke Plays Ellington", Capitol, 1952), ma è essenzialmente batterista da big band, avendo partecipato alle larghe formazioni di Louis Armstrong e Count Basie. Da ultimo fa parte degli "Spacemen" di Clark Terry. Questo tour europeo sarà allietato, per concludere, dalla presenza della giovane cantante SANDY GRAHAM, scoperta dal famoso pianista Nat Pierce. Tutta ia sua arte è stata dedicata alla musica di Duke Ellington, ma è stata vista ed ascoltata nelle orchestre di Frank Capp, Gerald Wilson, Dizzy Gillespie, Kenny Burrell ed altre. Un tocco di fascino e classe in piú per una formazione che, crediamo, risulterà memorabile. ROLF ERICSON - tromba BRITT WOODMAN - trombone NORRIS TURNEY - sax alto, flauto JIMMY HAMILTON - clarinetto, sax tenore WILD BILL DAVIS - pianoforte, organo JIMMY WOODE - contrabbasso BUTCH BALLARD - batteria + jazz star: SANDY GRAHAM - canto

  • 14/12/2005 13:23 - Ed Neumeister "Suite Ellington" "SUITE ELLINGTON" Mark Feldman - ...

    Ed Neumeister "Suite Ellington" "SUITE ELLINGTON" Mark Feldman - violin Billy Drewes - clarinet & saxes Marc Copland - piano Drew Gress - bass Jamey Haddad - drums & percussion Ed Neumeister - arranger, conductor & trombone A capo di un esplosivo sestetto, il trombonista Ed Neumeister dirige e presenta il suo ultimo progetto dedicato a Duke Ellington nel centenario della nascita del grande compositore. Non è questo un progetto casuale, Neumeister vanta infatti una notevole esperienza maturata come primo trombone in varie orchestre e proprio nell'orchestra di Ellington, Ed Neumeister milita per dieci anni. Un lungo periodo nel quale il trombonista svolge spesso il ruolo di arrangiatore, avendo l'opportunità di lavorare anche su materiale inedito. Tale esperienza caratterizza il repertorio del SUITE ELLINGTON, obiettivo principale è quello di eseguire composizioni e suites poco conosciute o in alcuni casi mai eseguite, sortite dal geniale binomio creativo Ellington-Strayhorn. Un superbo contributo alla musica jazz, tanto più che gli interpreti di tale progetto sono musicisti conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo e che seppure in formazioni diverse, hanno una lunga esperienza concertistica e discografica che li ha visti impegnati insieme in altri progetti. L'affiatamento, la grandezza dei musicisti, il "pensiero orchestrale" di Ed Neumeister che sortisce brillanti rivisitazioni e geniali arrangiamenti, fanno di questo concerto un evento da non perdere tra gli appuntamenti musicali nazionali, ed un tributo all'opera omnia di Duke Ellington. Cristina Pagani, Via Chiarugi 21 50136 Firenze - Italia ph: 0039 55 652 9217 fax " " 655 0129 Cris@infogroup.it

  • 14/12/2005 13:23 - Ed Neumeister SUITE ELLINGTON MARC COPLAND piano RON MILES trumpet BILLY DREWES alto sax, ...

    Ed Neumeister SUITE ELLINGTON MARC COPLAND piano RON MILES trumpet BILLY DREWES alto sax, clarinet DREW GRESS double bass TOM RAINEY drums & percussions ED NEUMEISTER arranger, conductor & trombone Uno tra gli omaggi più interessanti proposti nel corso del ’99 sulla scena internazionale e dedicati al centenario della nascita del grande compositore Duke Ellington, ha il compito di aprire la rassegna di Tignano. Dopo l’applauditissimo tour di presentazione, il trombonista americano Ed Neumeister torna in Italia a capo del suo esplosivo sestetto, per dirigere nuovamente un progetto assolutamente straordinario. Composizioni e suites poco conosciute o in alcuni casi mai eseguite, sortite dal geniale binomio creativo Ellington-Strayhorn, caratterizzano il repertorio del SUITE ELLINGTON. Un’occasione per ascoltare non solo musica di altissimo livello, scritta per la precisione nel periodo della maturità artistica di Ellington, ma anche per approfondire la conoscenza di un autore il cui contributo alla musica moderna è indiscutibile. Il “pensiero orchestrale” di Ed Neumeister propone brillanti rivisitazioni e geniali arrangiamenti e guida la formazione con provata maestria. Un superbo contributo alla musica jazz, tanto più che gli interpreti di tale progetto, musicisti conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, hanno una lunga esperienza concertistica e discografica che li ha visti impegnati insieme in altri progetti. L’affiatamento ma anche la poliedricità degli interpreti, fanno di questo concerto un evento da non perdere tra gli appuntamenti musicali nazionali, ed un tributo all’opera omnia di Duke Ellington.

  • 14/12/2005 13:23 - G.T.O. C'è chi sostiene che nonostante tutti i supporti tecnologici ultimamente ...

    G.T.O. C'è chi sostiene che nonostante tutti i supporti tecnologici ultimamente inventati per immagazzinare dati e scritti, due rimangano gli strumenti ottimali per lasciare un segno nel tempo del proprio pensiero: la carta e la matita (L'inchiostro alla lunga si dissolve). La velocità con cui i nuovi supporti - soprattutto quelli informatici - vengono innovati, rende gli stessi rapidamente obsoleti e, cosa ben peggiore, inutilizzabili. Alla stessa maniera, la velocità con cui questi ultimi anni l'informatica e il digitale hanno stravolto la composizione e l'ascolto musicale, hanno fatto sì che sempre più spesso le opere musicali siano figlie e serve dei propri giorni, depauperate del loro valore universale... I G.T.0. non usano campionatori ne sample ricercatissimi, non seguono le ultime tendenze discografiche, né inventano niente di nuovo - e neanche copiano quello che già c'è -, probabilmente non sanno chi è Laurent Garnier e magari non gliene frega niente, però dal vivo suonano folk e divertono tutti - compresi i seguaci che pochi altri gruppi possono vantare da queste parti -, e ormai hanno imparato bene come rendere ogni concerto una festa giocosa e divertente.

  • 14/12/2005 13:23 - 'GANGTOK TAKEOFF' Un trio che suona un misto tra musica kletzmer, ...

    'GANGTOK TAKEOFF' Un trio che suona un misto tra musica kletzmer, persiana, bengala, folclorica norvegese, ambient e deserto. I nostri riferimenti sono spesso moIto divertenti. I musicisti sono: 1.) John Hegre, el-chittara ed strumenti elettronici. Lavora anche come sound engineer, e suona in diversi band norvegesi, di musica jazz, musica pop, e musica molto rumorosa. Ha fondato i band 'JAZZKAMMER' (guarda www.runegrammofon.com) che suona musica sperimentale elettronica, 'DER BRIEF' che suona musica sperimentale rumorosa e 'KAPTEIN KALIBER' che fa jazzpop. 2.) Mark Hukari (dalla Finlandia) suona el-chittara, chittara acustica fatto a casa (in modo di Harry Partch), oud, flauti persiani. E nato nel Medio Est, dove imparava suonare oud e i flauti tradizionali. Ha suonato tanto musica kletzmer, e musica improvvisazione totale. 3.) Nicholas H. Moellerhaug suona violoncello e canta. E' membro nel coro del Duomo di Bergen, e il trio SODEGLO che fa musica gregoriana e folcloristica norvegese. E stato membro dei ensembles di jazz e musica improvvisata: RAGANELLA, CIRKUS VLADIVOSTOK e SPONTensemblet. Info: Nicholas H. Mollerhaug, Krohnenggaten 27 N- 5035 BERGEN - NORVEGIA

  • 14/12/2005 13:23 - Si definiscono una "folk'ntroll band" e c'è anche chi ne ...

    Si definiscono una "folk'ntroll band" e c'è anche chi ne ha parlato come di "una via di mezzo tra Chuck Berry e il playboy da balera"; sono i gto, gruppo di rock'n'roll quindi, ma non solo; nelle vene dei cinque musicisti pulsano anche suoni legati alla tradizione italiana e il risultato finale è un cocktail entusiasmante e festoso. Dopo aver vinto la più importante manifestazione italiana di musica indipendente, "Arezzo Wave", i gto hanno conosciuto palchi importanti: come quello del mitico "Locale" di Roma. Il loro concerto spazia in generi musicali molto legati alla tradizione "on the road": rock, blues e folk. Contatti: Stefano Tel. 0758504419 - 03470798485. E-mail:gto@technet.it.

  • 14/12/2005 13:23 - GTO I GTO sono stati definiti una folk'n'roll band. Le radici ...

    GTO I GTO sono stati definiti una folk'n'roll band. Le radici del GTO sound vanno ricercate nell'incontro tra musica, ritmi e melodie della tradizione popolare italiana e l'energia del rock'n'roll. Riconoscibili sia per il loro look sgargiante che per la particolare colorazione dei brani, i GTO coinvolgono l'ascoltatore in un crescendo ritmico sempre teso a creare un clima di festa. I GTO nascono nel 1993. Nello stesso anno chiudono ROCKIN' UMBRIA dopo il concerto di Willy de Ville. Dal 1994 al 1998 partecipano a molte rassegne tra cui il FESTIVAL INTERNAZIONALE PER LA PACE DI ASSISI, oltre ad effettuare moltissime date nei locali di tutta Italia. Nel 1997 vincono la prima edizione della rassegna nazionale ESTATE CONCERTI organizzata da Radio+fm. Nel '98 vincono AREZZO WAVE il più importante festival italiano di musica indipendente e compaiono nel cd AREZZO WAVE COMPILATION '98 con la canzone "Fiori Nel Fiume"; intanto continuano il loro giro di concerti nei locali e nei festivals di tutta Italia. Nell'inverno '99 suonano per tre volte al LOCALE, il club più importante di Roma. Il 1° aprile 2000 esce il loro primo cd "THE BEST OF" autoprodotto sotto il marchio Settestelle gm e sponsorizzato dalla CHARLES WELLS, una ditta di birra inglese con la quale intraprendono un rapporto di collaborazione che li porta a suonare anche in Inghilterra per una mini tournèe di tre date nell'agosto del 2000. Il cd è stato molto apprezzato dai numerosi fans del gruppo e la canzone "Onde" è nelle top lists di molte radio locali del centro Italia. I GTO sono continuamente in giro a suonare e nell'ultimo anno hanno effettuato più di cento date. Il gruppo è anche co-organizzatore dell'Eden Rock Festival che si sta affermando come uno dei migliori festival di musica Indipendente in Umbria. L'edizione 2000 è stata chiusa dai GTO assieme alla Bandabardò. Inf.: settestelle gm - via Trasimeno 26 - 06010 San Leo B. (PG) - tel. 0347/0798485 fax 0758504425

  • 14/12/2005 13:23 - GTO "The Best Of" Finalmente... il disco dei GTO.... wow ...e ...

    GTO "The Best Of" Finalmente... il disco dei GTO.... wow ...e pensare che avevamo perso le speranze di poterci portare a casa le loro canzoni. Dopo aver vinto Arezzo Wave, nel '98, i GTO hanno suonato tantissimo soprattutto nel circuito dei club (suonano regolarmente al "Locale", il club più in vista della capitale) e dei pub riscuotendo consensi ovunque. E ora è arrivato il disco. Si chiama "The Best Of" (niente male come prima uscita) una raccolta di undici canzoni che è veramente il meglio del repertorio che il quintetto presenta dal vivo, un ironico ringraziamento ai fans che cantano le loro canzoni ai concerti, in una miscela esplosiva di suoni, ritmi, colori... "The Best Of" rispecchia questo spirito multiforme, 100% gtosound. Si parte con "Onde" che è quasi un tributo ai migliori Beach Boys e si arriva a "fiori nel fiume" autentica cavalcata folk con la mandola e un ottimoviolino in evidenza e il ritornello che ti ci svegli la mattina e non te lo togli più dalla testa. Ma il disco presenta tutto il viaggio attraverso il confine messicano di "Mexican Border"; dalla "Cimbolera", inno folk accattivante e trascinante con la fisarmonica che guida il ritmo, alla ballata "Freewheelin' Radio" guidata invece dal suono gto-style della mitica Gretsch. "Sette stelle per sette sere" ci fa muovere e ci trasporta in un'atmosfera più etnica che apre la strada alla bellissima ed intensa "Il ragazo e la Stella". "Pellerossa" e "33 km da te" sono due belle storie di confine che insieme a "Fiori nel fiume" chiudono l'album. Ovviamente c'è anche un "inedito", una canzone che i GTO non hanno mai suonato dal vivo. Si chiama "Sole", ha un ritmo in levare lento ma che ti fa smuovere con un giro di basso molto reggae ma con la fisarmonica che dà un tocco di colore molto italiano. E' uno dei quei pezzi che ti entrano in testa e riesci a canticchiare quasi subito. Rispetto allo spettacolo dal vivo, sempre teso e creare un clima di festa, queste canzoni acquistano uno spessore più elevato, una profondità legata al loro essere storie che vengono dall'anima. E i GTO si portano dietro questo spirito di band dall'anima forte; la loro musica è tradizionale ma mai nostalgica e paradossalmente originale; il legame e la fusione fra lo spirito rock e i suoni della tradizione ci fanno tranquillamente affemmare che i GTO sono... i GTO. Punto e basta. Il disco, prodotto dalla neonata etichetta "Settestelle G.M.", sarà per ora distribuito via internet.

  • 14/12/2005 13:23 - James Pennington della scuderia di Underground Resistance. Attivo fin dagli ...

    James Pennington della scuderia di Underground Resistance. Attivo fin dagli anni ’80, DJ e produttore, la sua rinomata hit “Big Fun” scritta insieme agli Inner City (Kevin Saunderson) è stata consacrata come uno dei classici senza tempo della musica dance. Nel 1990 James si unisce ad Underground Resistance e incide “Nocturbulous Behaviour” e “Dark Energy”. Nella sua carriera di DJ ha suonato nei più famosi club di tutto il mondo dimostrando di essere una leggenda del panorama musicale proveniente da Detroit.

  • 14/12/2005 13:23 - Il giovane Kenny Washington è un entusiasmante connubio tra Philly ...

    Il giovane Kenny Washington è un entusiasmante connubio tra Philly Joe Jones (per le spazzole) e Kenny Clarke (per le bacchette), e perciò tra i piú richiesti nella scena delI'odierno bop. Flanagan, nato a Detroit nel 1930, è stilisticamente legato al bebop, ma col tempo ne ha ammorbidito i contorni, ingentilito le asperità, appropriandosi creativamente del contributo di leggerezza di pianisti appartenenti ad altre scuole (si pensi ad un Teddy Wilson). Spesso accomunato ad Hank Jones, quando si vogliono citare due pianisti che incarnino la "classicità" del pianismo moderno, Tommy Flanagan è in realtà riuscito a dare veste nuova ad una formula, quella del trio, che stava risentendo di un certo manierismo. E questo grazie ad un rigore interpretativo che teme ben pochi confronti. Il suo ultimo disco, a tale proposito, ha un titolo illuminante: "Jazz Poet".

  • 14/12/2005 13:23 - Kirk Covington Kirk Covington, stimato come uno dei batteristi più versatili ...

    Kirk Covington Kirk Covington, stimato come uno dei batteristi più versatili e dinamici del mondo, cresciuto nel Midland Texas in una famiglia di musicisti, quinto di cinque figli, inizia a suonare la batteria a sette anni, per diventare a dodici un "garage band junkie" a tempo pieno, e poi darsi al rock'n'roll ed al country. Comincia anche a studiare il piano e viene introdotto al jazz dai genitori, amanti di swing e big band. Si iscrive al North Texas University jazz program. Suonando nella Two O'Clock Lab Band, entra in relazione con molti musicisti oggi famosi, compreso un giovane bassista di nome Gary Willis. Dopo il college, Kirk e Gary continuano a lavorare insieme nella band jazz-fusion Condor, una delle più popolari della regione. In quel tempo, Kirk sviluppa anche, come cantante, un proprio stile vocale, dalla naturale potenza ed intensità, che, unito alla sua sempre crescente maestria come batterista e tastierista, lo porta ad essere in poco tempo uno dei più richiesti musicisti nell'area di Dallas. Si trasferisce a Los Angeles. Nel '91, i Tribal Tech cercano un nuovo batterista e la scelta ricade su Kirk, che ritrova così il suo vecchio amico Gary. I suoi successi nella band, il suo dumming inventivo fanno si che lo stesso Scott Henderson lo voglia reclutare nell'album a suo nome Dog Party, del '94, e che un altro virtuoso della chitarra, Allan Holdsworth, lo chiami a lavorare con se (con Holdsworth, Willis e Gordon Beck al piano, Kirk incide nel '96 None Too Soon).

  • 14/12/2005 13:23 - Kirk Covington, stimato come uno dei batteristi più versatili e ...

    Kirk Covington, stimato come uno dei batteristi più versatili e dinamici del mondo, cresciuto nel Midland Texas in una famiglia di musicisti, quinto di cinque figli, inizia a suonare la batteria a sette anni, per diventare a dodici un "garage band junkie" a tempo pieno, e poi darsi al rock 'n' roll e al country. Comincia anche a studiare il piano e viene introdotto al jazz dai genitori, amanti di swing e big band. Si iscrive al North Texas University jazz program. Suonando nella Two O'clock Lab Band, entra in relazione con molti musicisti oggi famosi, compreso un giovane bassista di nome Gary Willis. Dopo il college, Kirk e Gary continuano a lavorare insieme nella band jazz-fusion Condor, una delle più popolari della regione. In quel tempo, Kirk sviluppa anche, come cantante, un proprio stile vocale, dalla naturale potenza e intensità, che, unito alla sua sempre crescente maestria come batterista e tastierista, lo porta ad essere in poco tempo uno dei più richiesti musicisti nell'area di Dallas. Si trasferisce a Los Angeles. Nel '91, i Tribal Tech cercano un nuovo batterista e la scelta ricade su Kirk, che ritrova così il suo vecchio amico Gary. I suoi successi nella band, il suo drumming inventivo fanno sì che lo stesso Scott Henderson lo voglia reclutare nell'album a suo nome Dog Party, del '94, e che un altro virtuoso della chitarra, Allan Holdsworth, lo chiami a lavorare con sé (con Holdsworth, Willis e Gordon Beck al piano, Kirk incide nel '96 None Too Soon).

  • 14/12/2005 13:23 - PETER WASHINGTON è un giovane musicista che nella recente formazione ...

    PETER WASHINGTON è un giovane musicista che nella recente formazione dei Jazz Messengers di Blakey (da sempre fucina di talenti) ha offerto una dimostrazione certa del proprio valore

  • 14/12/2005 13:23 - REMINGTON SUPER 60 Pling 2001 Uditi di recente in tre deliziosi ...

    REMINGTON SUPER 60 Pling 2001 Uditi di recente in tre deliziosi biglietti da visita all'interno del progetto "Harpsichord 2000", il giovane trio norvegese Remington Super 60 non ha fatto attendere molto il debutto su album per la nostrana Shado. Un lavoro di registrazioni "in cameretta" (microfono+computer) nella cui 'Intro' al suono di vecchie tastiere Casio, 'space guns' e vari giocattolini di modernariato elettronico si sovrappone il ronzio di un modem: puro lounge pop con nostalgie elettrospaziali, dunque, e delicatissime melodie semi-acustiche di inoppugnabile discendenza brianwilsoniana, ma con una sensibilità da cultura internettizzata, Oslo come Palm Beach, tramonti iberici via satellite/web e bossanove in assenza di gravità. Ascoltando questo squisito carnet di originali a firma Christoffer Schou, canzoni stralunatamente adolescenziali (soprattutto nella voce perversamente infantile della cantante Benedicte Sveinsson) ma con arrangiamenti solo in apparenza ingenui, si morderanno di sicuro le mani i boss di Siesta e tante altre etichette lounge del pianeta.

  • 14/12/2005 13:23 - STEVE ELLINGTON, batteria. Ad appena 9 anni, suona ...

    STEVE ELLINGTON, batteria. Ad appena 9 anni, suona Rhythm & Blues con Ray Charles quando il grande cantante-pianista è di passaggio ad Atlanta, sua città d'origine. Nel 1961 studia al Conservatorio di Boston dove incontra e suona con Sam Rivers e, appunto, Hal Galper. Con il pianista fa coppia fissa per oltre trent'anni, ma ha modo di farsi apprezzare anche con Freddy Hubbard, Roland Kirk, Hampton Hawes, Michel Petrucciani. Influenzato da Tony Williams e Jack DeJohnette, Steve Ellington rende musicali i passaggi ritmici grazie ad un gusto timbrico-melodico e una capacità di "spezzare" il tempo tutte personali, qualità particolarmente adatte allo stile di Hal Galper, con il quale si intende ormai ad occhi chiusi. (Massimo Tarabelli)

  • 14/12/2005 13:23 - SUITE ELLINGTON" Mark Feldman - violin Billy Drewes - ...

    SUITE ELLINGTON" Mark Feldman - violin Billy Drewes - clarinet & saxes Marc Copland - piano Drew Gress - bass Jamey Haddad - drums & percussion Ed Neumeister - arranger, conductor & trombone A capo di un esplosivo sestetto, il trombonista Ed Neumeister dirige e presenta il suo ultimo progetto dedicato a Duke Ellington nel centenario della nascita del grande compositore. Non è questo un progetto casuale, Neumeister vanta infatti una notevole esperienza maturata come primo trombone in varie orchestre e proprio nell'orchestra di Ellington, Ed Neumeister milita per dieci anni. Un lungo periodo nel quale il trombonista svolge spesso il ruolo di arrangiatore, avendo l'opportunità di lavorare anche su materiale inedito. Tale esperienza caratterizza il repertorio del SUITE ELLINGTON, obiettivo principale è quello di eseguire composizioni e suites poco conosciute o in alcuni casi mai eseguite, sortite dal geniale binomio creativo Ellington-Strayhorn. Un superbo contributo alla musica jazz, tanto più che gli interpreti di tale progetto sono musicisti conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo e che seppure in formazioni diverse, hanno una lunga esperienza concertistica e discografica che li ha visti impegnati insieme in altri progetti. L'affiatamento, la grandezza dei musicisti, il "pensiero orchestrale" di Ed Neumeister che sortisce brillanti rivisitazioni e geniali arrangiamenti, fanno di questo concerto un evento da non perdere tra gli appuntamenti musicali nazionali, ed un tributo all'opera omnia di Duke Ellington. Cristina Pagani, Via Chiarugi 21 50136 Firenze - Italia ph: 0039 55 652 9217 fax " " 655 0129 Cris@infogroup.it

  • 14/12/2005 13:23 - THE LILLINGTONES "The Backchannel Broadcast" Dono della brevitá anche per i ...

    THE LILLINGTONES "The Backchannel Broadcast" Dono della brevitá anche per i Lillingtones: 24 minuti con 14 tracce di classico Ramones-style. Sicuramente ci sono valanghe di kids che suonano in modo equivalente: questi la loro figura comunque la fanno. "Divertente" é la parola giusta, difficile non battere il tempo su diverse tracce.

  • 14/12/2005 13:23 - Cambiando genere veniamo a Tim Harrington, chitarrista e compositore dei ...

    Cambiando genere veniamo a Tim Harrington, chitarrista e compositore dei Masters Of Reality. Con questo progetto solista propone un misto di noise-rock quasi lo-fi, sperimentazione e un sapiente utilizzo dell’elettronica. Il tentativo riesce abbastanza bene e “Master Frequency And His Deepness” (Triple X/Helter Skelter) si guadagna un’abbondante sufficienza.

  • 14/12/2005 13:23 - TIZIANA GHIGLIONI-My Essential Duke Lo spettacolo, dedicato al grande Duke Ellington, ...

    TIZIANA GHIGLIONI-My Essential Duke Lo spettacolo, dedicato al grande Duke Ellington, prevede brani che appartengono a vari periodi del musicista americano, come alcune delle sue song più note (es. Sophisticated Lady), o estratti dalla suite Such Sweet Thundert, o ancora, brani tratti dai concerti di musica sacra. Altre sono composizioni originali, ispirate alla musica del nostro e appositamente arrangiati per questa formazione, costituita oltre che da Tiziana Ghiglioni dal ESP trio. Formazione: Tizana Ghiglioni (voce); Roberto Cipelli (piano); Attilio Zanchi (contrabbasso); Gianni Cazzola (batteria).

  • 14/12/2005 13:23 - TOM DAILY/The Burlington Northern Nome di battesimo: Tom Counihan residente a ...

    TOM DAILY/The Burlington Northern Nome di battesimo: Tom Counihan residente a Chicago, precedenti espenenze lavorative: cantante e/o chitarrista di Not Rebecca e Smoking Popes, attuale occupazione: Sé Medesimo. Secondo lavoro solista per questo interessante indierocker che seppure non si discosti molto dai cliché e dalle situazioni del genere (disco composto, suonato e registrato su poche tracce nella propria stanzetta, pochi e selezionati guest musicians) ha più di una freccia al proprio arco. Vengono in mente certi GBV di "Alien Lanes" per l'attenzione al frammento pop anche sgangherato, con la radio sintonizzata male... Non mancano poi (anzi) i momenti più rifessivi, parole rollate in una poesia spicciola sì, ma neanche tanto.

  • 14/12/2005 13:23 - TONY WASHINGTON Il gospel è una delle più originarie creazione ...

    TONY WASHINGTON Il gospel è una delle più originarie creazione espressive del Nord America, sintetizzando gli spiritual della musica nera e gli inni sacri protestanti della tradizione bianca: ma è una musica che si è anche evoluta, collegandosi al rhythm & blues per dar vita alla corrente "soul", e in tempi più recenti rinvigorendosi ritmicamente nel contatto con il "funky" e il "rap". Il calendario: si parte il 26 Dicembre con Tony Washington e i suoi "Singers", cantante dalla vibrante espressività che si fa accompagnare da una tipica sezione funky. Egli proviene dalla Carolina del Sud: nel suo paese Tony mantiene intatta la più viva tradizione gospel, gelosamente custodita dagli adepti della chiesa del "tabernacolo della vita"; in tournée vengono esaltati gli aspetti ritmici, con un diretto coinvolgimento del pubblico.

  • 14/12/2005 13:23 - GTO Da Perugia questa band che Nel 1998 hanno vinto Arezzo ...

    GTO Da Perugia questa band che Nel 1998 hanno vinto Arezzo Wave, partecipando all’omonima compilation con la canzone “Fiori nel Fiume”; nel 2000 è uscito il loro primo disco "The Best Of", che ha avuto consensi incoraggianti ed ha venduto finora tremila copie. La loro musica è un viaggio coinvolgente e festoso tra la tradizione italiana, il folk, e il rock. Il loro concerto incuriosisce e coinvolge. Il gruppo ha fatto dell'attività dal vivo e del contatto con il pubblico il suo punto di forza; dopo l’uscita dell’album i GTO si sono esibiti centocinquanta volte, dal sud al nord Italia; ad agosto 2000 hanno fatto il loro primo mini-tour in Inghilterra. Attualmente stanno preparando il secondo album. Formazione: Stefano Bucci (voce); Romano Novelli (chitarre, mandola, cori); Luigi Bastianoni (fisarmonica, tastiere, chitarra, cori); Andrea Matteaggi (basso, cori); Alessandro Bucci (batteria).

  • 14/12/2005 13:23 - Gto “GtoClub” Progetti Sonori I Gto nascono nel 1993 formati da Stefano ...

    Gto “GtoClub” Progetti Sonori I Gto nascono nel 1993 formati da Stefano Bucci, Romano Novelli, Luigi Bastianoni e Alessandro Bucci. La band comincia un’intensissima attività live che li porta nel 2000 a fare anche un minitour in Inghilterra. Il loro primo album “The best of”, raccolta dei loro pezzi migliori portati in giro durante i loro concerti, sfiora le tremila copie vendute e tale risultato nell’ambito underground è sicuramente un traguardo non sottovalutabile considerando gli ingenti investimenti è promozionali delle etichette discografiche che spesso, non risultando efficaci, portano ad un numero esiguo di copie vendute. Il loro secondo e nuovo album “GtoClub” che ci apprestiamo a recensire è appetitoso nell’immagine. Copertina, grafica e foto definiscono il contesto visivo e l’atmosfera in cui si dovrebbero immaginare gli episodi raccontati dai testi è un pub tra sigarette, tavolo da biliardo e whisky. Il cd fila piacevolmente nel lettore senza lasciare però troppe tracce emotive. Arrangiamenti che spaziano dal folk al rock country e che lasciano emergere la voce di Stefano Bucci, che a volte sembra ricordare alcune timbriche “ligabuiane”. Melodie di facilissima presa, sfiorano una leggera inconsistenza per il “troppo sentito”, così come i testi che spesso si “elevano” in slogan semplici e di dubbia efficacia. Il punto forte della band a noi avviso rimane l’aspetto live: difatti queste tredici tracce eseguite dal vivo sarebbero un’ottima colonna sonora quando si gusta una birra e si chiacchiera spensieratamente con gli amici in un bar, ma sono anni luci distanti dal segnare l’immaginario musicale italiano.

  • 14/12/2005 13:23 - WALTER WOLFMAN WASHINGTON Figura centrale della scena musicale di New Orleans ...

    WALTER WOLFMAN WASHINGTON Figura centrale della scena musicale di New Orleans sin dagli sessanta, vanta collaborazioni con artisti del calibro di Jimi Hendrix, B.B. King, Bobby Blue Bland, dai quali viene profondamente influenzato. Affina le proprie qualità vocalicollaborando con Johnny Adams. Il suo blues, ricco di contaminazioni funk e soul si permea inoltre di venature jazz rendendo le esibizioni dal vivo dense di feeling.

  • 14/12/2005 13:23 - TERRI LYNE CARRINGTON Jazz is a spirit Nata nel 1965 ...

    TERRI LYNE CARRINGTON Jazz is a spirit Nata nel 1965 a Medford nel Massacussetts, Terri Lyne Carrington si è affermata per lo stile aereo e svettante della batteria che ha maturato con i leader più quotati, come Clark Terry, Oscar Peterson, Rashaan Roland Kirk, Dianne Reeves, Cassandra Wilson, Stan Getz, Wayne Shorter, Gino Vannelli e tanti altri. Facendo tesoro della tecnica dei colleghi uomini come il primo Tony Williams, ma con un tocco squisitamente femminile, Terri Lyne si permette ora un secondo album personale con partner eccellenti del calibro di Herbie Hancock, Gary Thomas, Wallace Roney, Terence Blanchard, Kevin Eubanks e altri. Le composizioni sono sue e la musica rispolvera con elegante voluttà un bop a cavallo tra il Miles Davis acustico e l'elettrico. Un disco molto gradevole, con due chicche insolite: un breve documento sonoro in cui il vecchio Jo Jones, maestro di tanti batteristi moderni, impartisce consigli preziosi alla Carrington, e le note di copertina di Angela Davis, ma sì, proprio la fiera attivista delle Pantere Nere negli anni '60.