MALIKA AYANE
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Malika Ayane – “Ricreazione”
Terzo album d'inediti di Malika Ayane, il primo prodotto dall'artista, dopo aver realizzato i primi due con Ferdinando Arnò, completamente uscito di scena in quest'occasione.
"Ricreazione" è un album che parla d'amore.
Beh... vediamo: stiamo a sentire come ne parla, perché di canzoni d'amore siamo già pieni, da tempo. L'argomento però è sempre appassionante, il più coinvolgente se vogliamo proprio dire: dipende tutto dal “come”, dal modo.
Il primo messaggio d'amore lo voglio inviare io: mi piace tanto la voce di Malika, fin dalla prima volta che l'ho ascoltata, in tempi non sospetti (marzo 2008), quando ancora era semisconosciuta, una sera al Rolling Stone di Milano, ad aprire il concerto di Asa, cantante africana. Malika fece un figurone, con Ferdinando Arnò alle tastiere e un'ottima ritmica con Lele Melotti alla batteria e Cesare Chiodo al basso, eccellenti. Un gran sorpresa: surclassò di brutto (per i miei gusti) la protagonista della serata. Non sapevo ancora chi fosse Malika: poi ho cominciato a seguirla con attenzione, i festival, i concerti, i dischi. Brava, tanto di cappello, anche le cover le reinventa aggiungendo la sua personalità senza stravolgere il brano. Non è da tutti.
“Grovigli”: su disco è finito il provino, registrato in presa diretta, e già questo lo apprezzo molto, perché non bisogna mai rinunciare all'emozione per la perfezione; sono stati aggiunti solo gli archi. È il primo brano interamente scritto da Ayane (testo e musica), una lunga melodia, che non si lascia prendere facilmente, un romantico valzer medio-lento, interessante, voce in primissimo piano, ce l'hai in faccia, davanti a te, a mezzo metro.
“Tre cose”: è stato il primo singolo tratto dall'album, ed è pure la prima di tre canzoni realizzate con giovani autori (musica di Alessandro Raina e Ayane, testo di Raina). Piacevole, con un suono vagamente anni Sessanta, è stato ben accolto ma non mi convince al cento per cento.
“Il tempo non inganna” vede la collaborazione di Ayane e Pacifico per il testo, Ayane e Carmine Tundo per la musica, quindi secondo brano con un giovane autore, che conosco bene perché vincitore assoluto di “Musicultura” nel 2011, che in passato ha aperto diversi concerti di Malika. Alla prima chitarra c'è pure Biréli Lagrene, con un suono molto misurato, senza strafare. Malika comincia dispiegare la sua voce brunita, con gusto.
“Glamour” porta la firma di Paolo Conte, che ha pure curato la realizzazione del brano, con la partecipazione dei suoi musicisti: al di là del testo, della scrittura particolare, brilla la voce cristallina, note perfette. Non è un brano indimenticabile di Conte, però grazie all'interpretazione (in alcune sfumature, sembra Ornella Vanoni) si fa ben ascoltare.
“Medusa”: è il brano firmato da The Niro, testo scritto con Maurizio Mariani. Inizia con un arpeggio di chitarra, basso elettrico, nello stile abbastanza tipico di The Niro-Davide Combusti, voce solista, batteria, poi entra l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Cechia registrata a Praga (le orchestre dell'est europeo funzionano e costano meno delle nostre): un pezzo semplice, teso, con un bel testo e un discreto crescendo, la voce si distende, finisce, quasi a sorpresa, brevemente.
“The Morns Are Meeker Than They Were” è l'inedito di Sergio Endrigo (musica), testo di Emily Dickinson, considerato un brano-intervallo: l'inglese pronunciato da Malika non è di chiarissima comprensione, m'infastidisce, se non ho il testo sott'occhio non riesco a capire cosa dice.
Dopo l'intervallo, comincia un'altra storia.“Mars”: lentissimo incedere, lievemente dissonante, altro testo in inglese, brano firmato a tre, Ayane-Phil Mer (il batterista che l'accompagna anche dal vivo)-Chris Costa; atmosfera sospesa, notturna, un po' dark, ma positiva. Sorprendente. “Shine”, testo di Ayane, musica di Boosta (Subsonica): curiosa collaborazione, con una sonorità vagamente beatlesiana nell'arrangiamento (firmato da Boosta).
“Neve casomai (un amore straordinario)”, col testo di Ayane-Pacifico e musica di Danijel Vuletic: ha l'impianto di una grande canzone d'amore, ma non risulta chiarissimo dove vuole andare a parare con questa linea melodica piuttosto elaborata. “Something Is Changing (Far From The Thrills)”, testo di Ayane, musica di Paolo Buonvino, ha le caratteristiche “cinematografiche” delle canzoni che Buonvino ha composto per colonne sonore di successo, che già solo musicalmente ispirano immagini. Faccio sempre fatica a comprendere l'inglese di Malika: se per caso farà la stessa fatica anche qualcun altro, sarà un bel problema...
“Guess What???” testo e musica di Ayane e Vito Lucente: mi piace molto il suono della base strumentale (arrangiamento di Malika e Boosta), ma il pezzo non mi dice assolutamente nulla.
Si chiude col brano firmato da Tricarico, “Occasionale”: orchestra, voce (come nel brano iniziale, in primissimo piano, si torna al punto di partenza), pianoforte, basso, un brano intimo, molto diretto.
L'impressione, in questo terzo album (solitamente quello della conferma di un artista), è che Malika Ayane stia ancora cercando. Rendono straordinariamente bene i brani che mettono in piena luce la sua voce, con pochi suoni intorno. L'inglese (pronuncia) personalmente credo sia da rivedere: così non serve quasi a niente; l'inglese di “Soul Waver” o di “Feeling Better”, agli esordi, suonava meglio. Malika s'è presa una gran bella responsabilità, autoproducendosi: ha avuto coraggio, ha fatto una scelta circondandosi in parte di giovani e interessanti autori, i suoni sono belli, pochissime sovraincisioni, scarsa elettronica, ma mi manca un po' il disegno sonoro finale, l'obiettivo superiore che vuole raggiungere non riesco a vederlo con chiarezza, mi risulta leggermente dispersivo.
Album di passaggio e crescita: ne sapremo sicuramente di più al prossimo.
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