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14/12/2005 13:23 - Mi aspettavo molto di più da “A’Arab Zaraq Lucid Dreaming” ...
Mi aspettavo molto di più da “A’Arab Zaraq Lucid Dreaming” (Nuclear BlastAudioglobe) dei Therion. Stendo un velo pietoso sulle quattro pessime cover, tra cui “Children Of The Damned” degli Iron Maiden, ma anche i rifacimenti in chiave classica dei brani di “The Golden Embrace”, mi lasciano perplesso; ciò che ne scaturisce è un ibrido lamentevole e stancante!
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14/12/2005 13:23 -
THERION
"A'Arab Zaraq Lucid Dreaming" (Nuclear Blast)
Versate l'ambrosia levate i calici ...
THERION "A'Arab Zaraq Lucid Dreaming" (Nuclear Blast) Versate l'ambrosia levate i calici e brindate: lunga vita ai Therion! Sono stati dieci anni ricchi di avventura, potenza, melodia e soprattutto grandi canzani! E come per il compleanno di un vecchio amico ci si stringe tutti insieme a cantare delle canzoni in coro. Una manciata di brani nuovi, al livello degli elevati standard della formazione, come l'opener "In Rememberance" e quelli acustici commissionati a Christopher Johnsson per la colonna sonora dell'art movie "The Golden Embrace". Una nuova versione di "Symphony Of The Dead". Poi, e qui i metallari di vecchia data si esalteranno i Therion hanno incluso anche quattro covers di bands storiche come Scorpions ("Fly To The Rainbow"), Iron Maiden ("Children Of The Damned"), Judas Priest ("Here Comes The Tears") e Running Wild ("Under Jolly Roger"). Ancora una volta grandi emozioni vengono profuse a piene mani dalla formazione svedese e noi appagati dal festino e dalle danze ci ritiriamo dalla festa non dimenticando di prenotarci per la celebrazione del prossimo decennale sin da ora!
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14/12/2005 13:23 - THERION
Crowning Of Atlantis
Continua la sarabanda pomp-rock dei Therion che a ...
THERION Crowning Of Atlantis Continua la sarabanda pomp-rock dei Therion che a meno di anno da "Vovin" tornano a sfoggiare il loro talento con un album ricco e potente, un altro epos sonoro dai contorni solenni e fiammeggianti. Se non nelle fibre più profonde e in un paio di episodi (fra cui la cover di "Thor" dei Manowar) c'è rimasto ben poco della cruda attitudine death-metal di qualche anno fa, oggi meglio incline a tessere calde partiture orchestrali e cori di scuola operistica, stilemi neoclassici che ben si combinano con l'anima elettrica del combo svedese. "Crowning Of Atlantis" è un disco avviccente come pochi, una corsa al galoppo fra percorsi polifonici in costante ascesa, pura energia vichinga che arriva come un'orda di sonorità travolgenti, di richiami epici che sconfinano spesso e volentieri nel mondo del fantastico e della leggenda pura. Prova superata a pieni voti.
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14/12/2005 13:23 - THERION Deggial Nuclear Blast/Audioglobe
La prima cosa da dire è questa: ...
THERION Deggial Nuclear Blast/Audioglobe La prima cosa da dire è questa: tutti gli strumenti che sentirete nell'album non appartengono a qualche freddo e insensibile sintetizzatore, bensì sono musicisti e coristi in carne ed ossa che hanno coadiuvato alla realizazione del disco al Woodhouse Studio di Hagen. Un'opera nel pieno senso della parola questo Deggial, visto che l'ispirazione attinta dai grandi compositori classici del passato è ampiamente struttata. Che siano Wagner o Vivaldi o Rachmaninov, non ha importanza, quello che colpisce è la vera unione di due generi che sembrano non avere niente in comune. Il metal, a differenza di tutti gli altri generi musicali, ha cercato molte volte di fondersi pienamente con quella che può essere definita una sua progenitrice, la musica classica. Questo disco riesce pienamente nell'incesto, non è il solito accostamento di un'orchestra sinfonica con una band metal, ma sono musiche e liriche create e scritte apposta per un organico che va ben oltre il four-piece band. Non facciamoci ingannare da chitarre distorte e batteria a doppia cassa, se vogliamo capire a fondo "Deggial" lo dobbiamo vedere come un opera classica agganciata al metal sound. L'apertura "Seven secret of the sphinx" è semplicemente esaltante, e proseguendo nell'ascolto, scopriamo un disco intriso di cori apocalittici e ritmi vergati, dove la title-track "Deggial" spicca per la sua decadente bellezza. Merita invece una menzione a parte "Flesh of the Gods", canzone che spezza il ritmo dell'intero album rifacendosi allo Scorpions-style. Viene facile catalogarlo come un symphonic-metal album, ma io credo che sia molto restrittivo nei confronti di Christofer Johnsson. "Deggial" è quello che una parte dell'ambiente metal può diventare se non vuole morire nei suoi soliti cliché. Accostabili agli In Extremo, anche se meno medievaleggianti, i Therion partoriscono un disco che ha del sovrumano.





























































































































































































































