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14/12/2005 13:23 - BLACK LABEL SOCIETY
Sonic Brew
Dalle viscere della rigogliosa terra sudista rinasce ...
BLACK LABEL SOCIETY Sonic Brew Dalle viscere della rigogliosa terra sudista rinasce più potente e struggente che mai la poetica di Zakk Wylde. Dopo la travolgente quanto breve avventura dei Pride And Glory e dopo l'intermezzo acustico solista di Book Of Shadows, Zakk ritorna con un nuovo gruppo e decide di abbandonarsi al fascino rock blues sudista più che mai intriso di possente metallo. Diciamo a beneficio di quanti hanno amato incondizionatamente i Down di Phil Anselmo e Pepper Keenan, che non siamo molto distanti da quelle posizioni. Le prine tre canzoni dell'album sono fin troppo evocative a riguardo. Soprattutto Hey You, che a tratti sembra riesumare il fascino nostalgico di gruppi culto del recente passato come i Temple Of The Dog. Attraverso cupi episodi acustici come Beneath The Tree, sincopati e trascinanti doom/blues come Low Down e imbronciate ballate alla Steve Van Zandt come Spoke In The Wheel, si sviluppa il percorso creativo di Zakk Wylde, che prende vigorosamente per mano l'ascoltatore e lo conduce lungo maestosi e decadenti scenari fatti di magioni coloniali, nebbie d'autunno e chiese gotiche del sud. Vi assicuro che poche volte abbiamo sentito il metal suonato con tanta passione come da Zakk Wylde.
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14/12/2005 13:23 - BLACK LABEL SOCIETY Stronger Than Death
Come per il whisky citato ...
BLACK LABEL SOCIETY Stronger Than Death Come per il whisky citato nel nome del gruppo, anche il sound di questo cd è una micidiale miscela di potenza e capacità compositiva da parte di Zakk Wilde, che rifiutò di sostituire Slash nei Guns N'Roses. Già chitarrista di Ozzy Osborne, Zakk rimane un marchio di qualità nell'attuale panorama metal. Nei suoi riff chitarristici, riesce a far convivere sonorità alla Black Sabbath col rock sudista dei Lynird Skynyrd, ma non perde originalità neanche nelle ballads come Just Killing Time.
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14/12/2005 13:23 - BLACK LABEL SOCIETY l919 Eternal
Protagonista dell'atteso come-back discografico di Ozzy ...
BLACK LABEL SOCIETY l919 Eternal Protagonista dell'atteso come-back discografico di Ozzy Osbourne nell'album "Down To Earth" e di una parte nel pubblicizzato film "Rock Star", Zakk Wylde è senz'altro uno dei chitarristi più in vista del momento, ed i suoi tempi di gloria proseguono con il terzo album di studio sotto l'egida Black Label Society, "1919 Eternal". Com'è noto, BLS è a tutti gli effetti un progetto solista di Zakk (chitarra, voce e basso), ora affiancato in studio dall'ex drummer dei Crowbar, Craig Nunenmaker, e dal vivo da un secondo chitarrista, Nick Catanese. "1919 Eternal" è dedicato a suo padre Jerome, che ha combattuto nella seconda Guerra Mondiale, e gli ha trasmesso i valori in cui crede fermamente: "Forza, determinazione, perseveranza, senso della famiglia e dell'onore". Valori distanti dalle ansie distruttive e nichiliste di molti rockers attuali, ma che sono affermati orgogliosamente da Mr. Wylde. 1919 Eternal" è comunque l'album più riuscito di Black Label Society, meno fragoroso e monolitico dei precedenti. L'influenza dei Black Sabbath è ben presente, specialmente nel singolo "Bleed For Me", dove lo stile vocale di Mr. Wylde risente più che in passato del suo maestro Ozzy Osbourne, ma anche nelle robuste e tempestose "Life, Birth, Blood, Doom" e "Genocyde Junkies". La componente melodica risulta ben sviluppata nelle convincenti "Bridge To Cross" e "Lost Heaven", ballate crepuscolari e senza sdolcinature, come s'addice a Zakk, che ha sempre concesso ben poco al "facile ascolto". Nella musica di BLS appare invece ridotto il margine "contaminato" dal tocco industriale, con spiegamento di riffs allineati simili ai Pantera. Decisamente è meglio così, anche se "Lords Of Destruction" è in tale ottica un episodio apprezzabile. Questo non significa che Zakk Wylde innesti la retromarcia verso il metal "classico";" 1919 Eternal" resta risolutamente attuale, ed il bagaglio di composizioni, pur non eccelso, è sicuramente più vario e godibile che nei precedenti, senza perdere dinamismo sonoro.
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14/12/2005 13:23 - BLACK LABEL SOCIETY The Blessed Hellride (Spitfire) Puntuale come le ...
BLACK LABEL SOCIETY The Blessed Hellride (Spitfire) Puntuale come le tasse (visto il periodo...), torna a noi l'ultimo grande guitar hero Zakk Wylde con il suo (ormai) collaudato progetto Black Label Society. Infatti è passato poco più di un anno dall'uscita dell'ultimo album in studio "Eternal 1919", a dirla tutta il meno riuscito del chitarrista, causa la virata quasi doom dei pezzi e soprattutto la non eccelsa vena in sede di songwriting. Zakk ora ritorna con un grande platter, pregno di sonorità grasse ma avvolgenti grazie ad una visceralità, tipicamente sudista, di fondo. E' veramente poco comprensibile come il nostro eroe riesca ad amalgamare il vecchio (southern rock) con il nuovo (metal), attraverso brani d'impatto corredati di riff metal pesantissimi, ma altrettanto "sanguigni". Zakk sembra aver trovato, dopo le esperienze sia alla corte del re Ozzy, sia nei Pride & Glory, la sua vera dimensione a livello musicale."The Blessed Hellride", quarto parto discografico a nome Black Label Society (escludendo il live album del 2001) nell'arco dei suoi quarantacinque minuti di durata ci travolge, come allo stesso tempo ci culla con "canzoni" (prerogativa di Zakk, sono appunto Le Canzoni) prive di qualsiasi attitudine psichedelica o virtuosa, ma dense di tutte le prerogative che sommate fra loro rendono grande un album rock. La visceralità di fondo di Wylde, sembra ad ogni effetto la chiave di volta del progetto Black Label Society; infatti Zakk libera i demoni interiori attraverso le note "corpulente" della sua Les Paul, quasi fosse un'azione "catartica" che purifica la sua anima. "Doomsday Jesus" e "Suffering Overdue", blues metal di grandissimo spessore guidati dalla inconfondibile sei corde e dall'ugola roca ed ispirata di Zakk rendono bene l'idea, aggredendoci nel riffing per poi esaltarci con assoli crepitanti di notevole spessore. Se vogliamo richiamare dei termini di paragone, non siamo lontani dai superbi Down (a tal riguardo mi immagino cosa sarebbe una collaborazione Zakk Wylde/Phil Anselmo: rabbrividisco ogni volta che ci penso...) e dagli ultimi Alabama Thunder Pussy. Difficilmente oggigiorno si trova "onestà" e "rigore" negli artisti che popolano l'ambiente musicale, il che ci fa ulteriormente valorizzare il personaggio Wylde. Nota: il brano "Stillborn" vede la presenza alle backing vocals di Ozzy.











































































































































































































































































































































































































