Live Bands

STEVE GUNN

Scopri tutto su steve gunn, concerti, eventi, news e molto altro!

C'è una cosa di cui ci si rende conto attraversando gli Stati Uniti: l'equivalente della nostra provincia velenosa, là si annida ovunque, nei quartieri delle grandi città come nelle cittadine dei deserti sud-occidentali. Una cosa che avviene in queste roccaforti di resistenza al cambiamento è il continuo ripetersi della tradizione. Essa viene fatta e rifatta, detta e ridetta, la ridicono amandola, così come Bruno Latour disse della espressione “ti amo” (che va ripetuta in continuazione, non basta dirla una volta per tutte). Nel reiterare il rituale della (giovane) tradizione musicale americana il pubblico è stratificato, trasversale. Non è un'operazione di “recupero”, non essendoci stata mai un'interruzione di continuità. Steve Gunn che riprende il contry-folk psichedelico non è un esercizio intellettuale, o meglio, non lo è a tutti i costi. In Europa sarebbe pieno di connotazioni, in USA spesso denota solo talento, capacità, passione – oppure la loro assenza. A volte anche isolamento. Il nostro filtro si è spesso ingannato sulle scelte intellettuali degli americani. Come successe con i Meat Puppets nei confronti di Grateful Dead e suoni acidi e desertici (sentite peraltro New Decline e quanto si avverta Meat Puppets II): non era reazione intellettuale al punk hard-core e alle sue limitazioni, era lo spirito di esso dentro a ciò che a Kirkwood e soci piaceva fare. Le scelte del talentuosissimo Steve Gunn (che si struttura in una band per la prima volta stabilmente con i vecchi amici John Truscinski alla batteria e Justin Tripp al basso), cambiano direzione rispetto all'intimità e all'interiorità alla John Fahey – e alla Dave Pajo – e vanno verso un'apertura a strutture più narrative, canzoni lievemente psichedeliche, melodie che ricordano il cantautorato, forse anche per la morbidezza del timbro di Steve, che stempera le potenzialità psych delle piccoli viaggi musicali attraverso cui ci conduce. I riff e le ossa armoniche, le invenzioni arrangiative, le progressioni di Time Off sono nel continuum del folk psichedelico e cantautoriale. Steve Gunn infila una serie di piccoli classici, ma nel dire questo, una volta di più, stiamo leggendo con un filtro europeo la ripetizione di quella tradizione che attira i musicisti americani. E, quando sono bravi, non c'è banalità, non c'è noia, c'è continua invenzione, anche se incrementale e non rivoluzionaria. http://steve-gunn.com/

STEVE GUNN è presentato in Italia da WAKEUPANDREAM

Altre informazioni

Contatti

Social

Tutti gli eventi per steve gunn

HANA BI

hana bi presentato da BRONSON PRODUZIONI