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SATANIC SURFERS

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I Satanic Surfers rientrano nell’olimpo delle punk rock band che hanno avuto grande successo negli anni ’90, durante il periodo d’oro del revival punk. Insieme a Refused e Millencolin la band ha fatto conoscere il sound scandinavo in tutto il mondo, esplodendo anche al di fuori dei confini svedesi con tour in Europa, Canada, Giappone e Brasile. Cresciuti a suon di SNFU, Misfits e Descendents, i Satanic Surfers scelgono questo particolare nome per omaggiare proprio due dei loro artisti preferiti: i Misfits e gli Hard-Ons. L’aggettivo “Satanic” è ovviamente riferito a Glen Danzing e “Surfers” è un tributo alla surf punk attitude degli Hard-Ons. 
La storia dei Satanic Surfers inizia a fine anni ’80 ma è nel 1996, con l’uscita dell’album “Hero On Our Time”, che si affermano facendosi conoscere dal grande pubblico. Dopo aver raggiunto questo primo traguardo la band si esibisce instancabilmente in vari club e inizia ad apparire nelle line-up di importanti festival europei; sfornano “666 Motor Inn” nel 1997 e proseguono nel 1999 con “Going Nowhere Fast”, entrambi i dischi pubblicati per l’etichetta indipendente Burning Heart records. Arrivati a questo punto la band è cresciuta, sia dal punto di vista live, aggregandosi ai tour di artisti come Millencolin, 59 Times The Pain e Lagwagon, sia dal punto di vista di produzione e composizione. In questo momento della della loro carriera i Satanic Surfers sanno infatti esattamente cosa vogliono e sentono di non essere sulla strada giusta; per rimanere fedeli a sé stessi e avere maggiore controllo nella fase di produzione artistica, il gruppo decide di abbandonare la Burning Heart per passare alla Bad Taste Records. Presa questa decisione il gruppo continua il proprio percorso, mettendo sempre al primo posto la propria integrità artistica; esce nel 2000 “Fragments and Fractions” e pochi giorni dopo la pubblicazione parte uno dei tour di maggiore successo della loro carriera: 32 show in tutta Europa di cui 25 completamente sold out. Nel 2001 si unisce alla band Martin Sevensson per prendere il posto di Rodrigo alla batteria e permettergli di concentrarsi maggiormente sulle linee vocali. Con Sevensson in formazione la band pubblica “Unconsciously Confined” (2002), un disco che continua la transizione iniziata con l’album precedente: più mid-tempo e la contaminazione di suoni pop al loro marchio tipicamente melodic punk. Per la realizzazione dell’album successivo la band fa fronte a nuovi cambiamenti in formazione: Martin lascia il posto di batterista a Samsa degli Adhesive e Mathias cede il posto di bassista a Andy degli Intensity; è con questa formazione che i Satanic Surfers pubblicano l’album “Taste The Poison” (2005) ultimo disco prima della separazione che avverrà 2007. 
I Satanic Surfers si riuniranno poi tra il 2015 e il 2016 per suonare ad alcuni festival europei (in cui rientra la loro epica esibizione al Bay Fest 2016 di Rimini) e proseguiranno a suonare su svariati palchi anche per tutto il 2017 mantenendo la stessa carica che li contraddistingue da più di vent’anni. La formula vincente non si cambia testi sinceri, impegnati e melodic punk da cantare a squarciagola!
Infatti, dopo aver annunciato NOFX, Strung Out e A Wilhelm Scream per la giornata del 14 agosto, possiamo annunciare oggi anche il primo nome del secondo giorno del Bay Fest di Bellaria Igea Marina (RN)!

Si tratta di un atteso ritorno: i primi protagonisti della giornata del 15 agosto sono infatti i Satanic Surfers, che tornano per la prima volta in Italia dopo la reunion, e che faranno tappa nel nostro paese solo per questo concerto.

I Satanic Surfers sono tra i principali nomi del punk hardcore svedese: esplosi negli anni novanta durante il periodo d’oro del revival punk, insieme a Refused e Millencolin hanno fatto conoscere il sound scandinavo anche al di fuori della penisola nordica.

Dopo un periodo di pausa iniziato nel 2007, nel 2015 i Satanic Surfers sono tornati alla grande, con una serie di esibizioni nei festival e la sensazione, che poi è diventata una certezza, di avere ancora moltissimi palchi sui quali suonare.

Ma come è nata l’idea di riunire il gruppo? Risponde Rodrigo, fondatore, batterista e vocalist della band: “onestamente, una reunion non è mai stata veramente nei miei piani. Da quando abbiamo smesso di suonare insieme, mi sono sempre mantenuto in attività esibendomi con altre band.

Ma ad un certo punto abbiamo ricevuto alcune offerte, e la prima è stata dal Canada che, per diverse ragioni è sempre stato un posto speciale per noi. Ne ho parlato con Magnus e l’idea gli è piaciuta, cosi abbiamo deciso di riformare la band. L’idea piaceva anche a Frederik, e in più io in quel momento non avevo alcuna band. Quindi perché no… Al momento però non abbiamo piani precisi per il futuro. Vogliamo suonare e divertirci.”

I Satanic Surfers hanno lasciato fin da subito il loro segno nella scena mondiale   affermandosi come una delle principali realtà del melodic punk europeo e soprattutto come una cult band con un seguito numeroso e devoto, anche se sono sempre rimasti ben lontani dall’essere mainstream.

Cresciuti a suon di SNFU, Misfits, Descendents e RKI, i Satanic Surfers scelgono questo particolare nome per omaggiare proprio due dei loro artisti preferiti: i Misfits e gli Hard-Ons.

L’aggettivo “Satanic” è ovviamente riferito a Glen Danzing e “Surfers” è un tributo alla surf punk attitude degli Hard-Ons. Quale che sia la spiegazione, di sicuro non è un nome che si dimentica facilmente.

Formati nel 1989, pubblicano nel 1993, in pieno stile do it yourself il loro primo album “Skate to hell”. Il 1994 invece vede invece la pubblicazione di un EP "Keep Out" che vende più di trentamila copie e li piazza allo stesso livello di popolarità di band più importanti e note come No fun At All e Millencolin.

Ma i Satanic Surfers non sono tipi da fermarsi a riposare né da smettere di evolversi: un anno dopo, il batterista Rodrigo accetta la sfida di diventare anche cantante e i Surfers registrano "Hero of Our Time”, un altro successo che questa volta sfonda quota cinquantamila copie.

Il successore è ”666 Motor Inn”: un disco che continua la tradizione dei Satanic Surfers ma la porta un passo avanti. Il suono si fa più veloce, più vario e in alcuni punti più aggressivo. Anche dal punto di vista dei testi la band attraversa un grande cambiamento, passando dai versi facili e divertenti degli inizi a toni più seri, impegnati e in qualche caso politici che spiazzano alcuni dei fan di vecchia data.Il terzo album è “Going Nowhere Fast" una brillante raccolta di pezzi melodic punk che regala ai Surfers ancora più attenzione. Nel disco, la band non guarda né avanti né indietro, ma rimane fedele a se stessa: perché cambiare il concetto di una band che continua ad apparire onesta e arrabbiata, politicamente e socialmente attenta, e che produce virtuosismi musicali che non molte altre band possono permettersi?

La storia del gruppo continua, e i Surfers continuano a pubblicare album: seguono Songs From The Crypt (1999) Fragments And Fractions (2000) Unconsciously Confined (2002) e Taste The Poison (2005).

La formula vincente anche in questo caso non si cambia, testi sinceri, impegnati e punk melodico.

Sostenuti dal loro impegno e spinti dalla loro integrità, i Satanic Surfers sono tornati e sono pronti a consumare chili di gomma sulle strade, senza curarsi minimamente dell’hype perché troppo impegnati a suonare, cercando di restare veri, fedeli ed onesti verso la musica, verso il punk e verso loro stessi, cosa che gli riesce piuttosto bene.

Se non avete ancora avuto l’occasione di vederli dal vivo, è il momento giusto: siamo certi che sarà un ferragosto che non dimenticherete!

 

www.satanic-surfers.com

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