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RALFE BAND

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RALFE BAND (UK) (Indie folk) “E’ difficile sapere cosa abbiano ascoltato” disse John Peel nel 2004 suonando la musica dei Ralfe Band nel suo programma, ma se immaginate le ottime produzioni della Beta Band (soprattutto The Three Eps), dei Kinks, di Will Oldham e di Yann Tiersen, l’immagine comincerà ad essere più precisa. “Sono ispirato veramente da moltissime cose” spiega Oly Ralfe, “Dylan, Tom Waits, il primo Beck, la musica folk dell’est Europa, la musica da film, Captain Beefheart, Eric Satie, la pittura…”. Una spiegazione così ampia descrive però solo parzialmente l’incredibile suono del gruppo: un intrigante groviglio di musica intinta nel folk che assorbe influenze dalla musica dell’est europeo, come già detto, ma anche da quella americana, pur mantenendo un carattere tipicamente inglese. L’album di debutto, “Swords” (sull’etichetta Talitres), trasporta l’ascoltatore in un viaggio attraverso umori cangianti, brani strumentali e canzoni; regala favole su terre curiose, personaggi vividi e strane situazioni, da re morenti e spade distrutte a ragionieri assassini e mogli ladre. La fervida immaginazione di Oly costruisce personaggi e storie sul filone di autori come Edward Gorey, Cervantes, Rudyard Kipling. “Strange souls in strange places” fornisce gran parte dei temi del disco, con la natura, in una miriade di forme, a giocare un ruolo chiave. “Per me le canzoni sono spesso tristi e comiche allo stesso tempo, come la vita” spiega Oly; un’ambivalenza, questa, che lui ben rappresenta unendo humor e malinconia onesta e gentile, a conferma che il sublime non è mai troppo lontano dal ridicolo. Gli strumentali, fondamentali nelle esibizioni live del gruppo, riguardano anch’essi il creare un’atmosfera, quella in cui è facile perdersi mentre la musica costruisce un crescendo da capogiro. Dalla melodia di valzer di “Women of Japan”, attraverso i beat trascinanti di “Broken teet song” fino alle strane e libere associazioni di “Bruno Mindhorn”, i Ralfe Band utilizzano chitarre, piano, fisarmonica, viola, mandolino, percussioni e qualunque cosa capiti loro in mano. Le canzoni sono poi insaporite con colpi di tosse, campanacci e cani abbaianti, a dare un feel meravigliosamente sperimentale alla loro musica. “Ci piace l’approccio fai-da-te nelle registrazioni” spiega Andrew Mitchell, il multistrumentista che ha anche contribuito alla registrazione del lavoro. “L’immaginazione nella melodia e nella produzione sono importanti per noi.. ci piace usare suoni strani, suonare strumenti vintage… infilare un bleep bizzarro da qualche parte… quel genere di cose”. Spiega poi Oly: “Scrivo canzoni da anni ma il cuore dell’album è stato prodotto quando Mitchell è tornato dopo aver insegnato inglese in Giappone. Sono andato a trovarlo laggiù e ho provato – senza successo – a imparare l’origami, il modo tradizionale di piegare la carta. Abbiamo scoperto di avere simili influenze musicali e per questo abbiamo buttato giù un piano per lavorare insieme al suo rientro”. Di ritorno a South London, la coppia assembla il proprio materiale e scopre di avere la base per un album. Con l’aiuto del coinquilino di Oly, John Greswell, alla viola e mandolino, Oly e Mitchell registrano nel loro studio casalingo, suonando la maggior parte degli strumenti da soli e co-producendo il lavoro con l’aiuto di John. E questa etica “domestica” si estende ai video e all’artwork del gruppo, con Oly a dirigere il video del singolo “Fifteen hundred years” – un film in bianco e nero che ritrae i tre membri del gruppo – e a fornire tutte le illustrazioni per la copertina; visualizzare la musica è infatti un altro punto cruciale nella proposta della band. E allora siate pronti a godere della pittoresca follia dei Ralfe Band, che vi trasporteranno in una nuova ed inedita dimensione musicale. www.ralfeband.com www.myspace.com/ralfeband

RALFE BAND è presentato in Italia da WAKEUPANDREAM

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