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MARC ALMOND

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The Stars We Are, il quarto lavoro solista dell’artista di Southport, è il suo più accessibile e coeso fino a quel momento, e resta ancora oggi uno dei suoi album ideali da consigliare a un neofita. Il perché è presto spiegato: la produzione è solare il giusto, non ci sono sbavature e c’era la benedizione di Tris Penna (già al lavoro con i Pet Shop Boys), incoraggiante e severo consigliere, e Clive Black, figlio del mitico Don Black che scrisse testi per John Barry. Le canzoni sono pop, ma un pop prezioso, spesso con parsimonia di accordi ma con un’attenzione impeccabile al vestito (un synth-pop da salotto, umanizzato da inserti d’archi e di fiati). La band che lo accompagna, La Magia, è ciò che resta dei Willing Sinners – non c’è più Martin McCarrick, che da quel momento in poi si terrà indaffarato con Siouxsie and the Banshees e i Therapy?, ma al piano c’è ancora (per l’ultima volta) la talentuosa Annie Hogan, che compone la musica di due dei migliori momenti della collezione (Only the Moment, lanciata come singolo, e la splendida bonus track The Frost Comes Tomorrow), e si fa sentire la mano dell’arrangiatore Billy McGee, al fianco di Marc fino a Tenement Symphony del 1991. Gran parte delle registrazioni ebbero luogo al Matrix Studio londinese, dove ai tempi si aggiravano spesso Adrian Sherwood e l’eccentrico Lee “Scratch” Perry e dove anni prima Marianne Faithfull incise Broken English.

Stavolta c’era anche il singolo giusto per (ri)conquistare il pubblico statunitense, meno fedele rispetto a quello europeo, vale a dire Tears Run Rings. Quasi Hi-nrg, graziato da un buon remix di Justin Strauss buono per le radio e per le piste da ballo, è uno degli episodi più memorabili insieme alla title-track, alla confidenziale These My Dreams Are Yours (con la partecipazione vocale di Victoria Wilson-James, più tardi impegnata con i Soul II Soul nella loro hit A Dream’s a Dream) e l’esotica She Took My Soul In Istanbul (qui Marc fece il furbo: la voce femminile che lo accompagna, attribuita alla misteriosa Suraya Ahmed, è in realtà la sua velocizzata). Bitter Sweet e The Sensualist sono quanto di più vicino a His n’ Hers e Different Class dei Pulp, mentre la mini-operetta Kept Boycon Agnes Bernelle, in cui Marc Almond interpreta il ruolo di un cinico gigolò e lei quello di una donna ricca che lo tiene al guinzaglio, ha senza dubbio avuto influenza su alcuni degli episodi più giocosi e cabarettistici che troviamo nei dischi dei Divine Comedy di Neil Hannon.

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