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MAGO DE OZ

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L’opener Pensatorium inizia dolcemente tra pianoforte, flauto e violino, per poi svilupparsi in un brano power oriented con forti influenze symphonic metal grazie al contributo vocale del soprano Pilar Jurado e non può non richiamare Nightwish o Within Temptation, ma lo stile della band è consolidato, trovando nel cantato in lingua spagnola e negli arrangiamenti i suoi punti di forza. Il brano sarà sicuramente uno dei cavalli di battaglia delle prossime setlist live, così come probabilmente la successiva Melodian, in cui è forte la componente hard rock e “happy” power melodico tipicamente Helloween e Freedom Call. Più folk Abracadabra, in cui troviamo il primo contributo significativo di Patricia Tapia, voce e corista femminile della band, che con la sua voce roca ed aggressiva si conferma elemento fondamentale per questo tipo di sound, soprattutto in sede live. Bello lo sviluppo melodico ed il ritornello, anche se necessita di diversi ascolti per essere memorizzato. Vuola Alto è uno dei due singoli apripista dell’album, forse quello in cui si trova lo stile più classico della band, dove atmosfere folk ed epiche si poggiano su ritmi coinvolgenti fino a sfociare in un ritornello che può davvero diventare un anthem da concerto. Si Supieras... è la prima ballad del disco, nonostante dei discreti arrangiamenti il pezzo fatica davvero a decollare, troppo pop e lontana dalle atmosfere e dalla capacità di emozionare che hanno altre ballad dei Mago come La Rosa de Los Vientos, Desde Mi Cielo o la più recente Quiero Morirme en Tí. Di tutt’altro spessore la veloce e spassosa Pasen y Beban, altro brano che sicuramente entrerà a far parte del nuovo repertorio live della band, coinvolgente sia nella parte strumentale che in quella vocale per sfociare in un ritornello irresistibile. Qui la band riprende lo stile classico scanzonato miscelando metal e folk con influenze ska ed il risultato è decisamente buono. Meno riuscita, per quanto apprezzabile, la successiva Salvaje, che risente di influenze pop accostabili alla musica italiana commerciale degli anni 70-80; La Viuda de O'Brian ci ributta in territori folk molto popolari, quasi sullo stile dei nostrani Modena City Ramblers, e troviamo Txus cantare un brano un po’ fuori dagli schemi ma che aiuta a spezzare il disco. Cadaveria è il secondo singolo di Ilussia, da cui è tratto anche un videoclip; un po’ più di grinta non avrebbe guastato, ma il brano è di alto livello e risulta uno dei migliori dell’album. Constelaciòn Alpha DCI è la seconda ballad dell’album, ben interpretata dalla bella Patricia, ed anche qui troviamo una forte componente commerciale, ma le atmosfere sognanti ed il break centrale seguito da un solo di chitarre dolce e lento, dallo stile bluesy, ne fanno un brano riuscito. De La Piel del Diablo è un pezzo tipicamente hard rock, che si accosta a brani della band come No Pares (De Oir Rock & Roll) o Mi Nombre Es Rock'n'Roll, in cui le parti folk sono ridotte al minimo sindacale. Il pezzo è poco Mago de Oz e un po’ sottotono per quanto non si possa certo dire che non sia piacevole. La parte finale rialza notevolmente il livello delle composizioni, la title track è come spesso accade negli album della band una suite, anche se il minutaggio si interrompe “soltanto” a otto minuti, ma troviamo quanto di meglio la band è in grado di offrire: emozione, sentimento, ottime melodie e la solita capacità, unica, di miscelare rock e metal al folk ed alle influenze classiche. Il brano scorre senza che ce ne si accorga, continuando ad evolversi e cambiare, senza cali e con vette emotive nel coro e nella nuova partecipazione del soprano Pilar Jurado. Chiude Moriré Siendo de Ti, e finalmente la band ci propone una ballata che si pone davvero (quasi) ai livelli dei migliori lenti della band, riuscendo nuovamente a proporre una canzone che punta dritto al cuore e vuole emozionare, strappando inevitabilmente la classica lacrimuccia; l’intro affidato a piano e voce dimostra la capacità della formazione spagnola di fare tanto con poco. Quando basta solo suonare con cuore, un semplice giro armonico su cui prima Zeta e poi Patricia propongono il loro cantato e un piccolo arrangiamento orchestrale chiudono la canzone, l’album, la storia del circo di Ilussia. www.magodeoz.com

MAGO DE OZ è presentato in Italia da BAGANA ROCK AGENCY

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