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GIANLUCA DE RUBERTIS

GIANLUCA DE RUBERTIS è presentato in Italia da MARTELABEL

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http://www.gianlucaderubertis.it

Ogni brano di De Rubertis è come un'immersione nell'universo anni Settanta in cui la costante è quest'interrogazione sulla natura umana - domande che finora non hanno trovato risposta dopo secoli e secoli di filosofia - che trova nell'Universo elegante la risposta esilarante del dardo vintage di un cupido dal gusto un po' retrò. La magia che orbita nei testi di De Rubertis, infatti, spesso riguarda la sensualità utilizzata come filtro con cui leggere la vita, a volte delicata altre volte sfacciata. Si tratta di un album dalla riuscita tecnica soddisfacente merito della partecipazione al progetto di professionisti come Sante Rutigliano, Davide Lasala e Andrea Fognini ma anche del Gas vintage Studio di Roma, dell'amico e cantautore Leo Pari, e dell'Edac Studio di Fino Mornasco - “luoghi fondamentali per il suono, per le scelte e per dare il giusto vestito a questo album” secondo lo stesso cantautore. Chi ascolta il disco si sente avvolto da un'aurea sofisticata e d'altri tempi che intriga nota dopo nota.

“Chiedi alla polvere” è il brano d'apertura che allude agli umani come granelli di polvere cosmica. In “mai più” feat Amanda Lear ci si strugge per la fine di una storia d'amore ma si ritorna subito all'onirico con il brano “la vita è sogno” dove un bacio diventa il punto d'incontro tra materialità e spiritualità. A fare da trait d'union è una seducente “labbracadabra”, che già dal titolo fa intuire l'intreccio tra il magico e il romanzesco. Segue “sotto la tua gonna” che compiendo una rocambolesca giravolta riporta al punto di vista carnale. In rapida successione “brucia come brucia”, regala l'immagine di un bambino che impara il dolore dopo la caduta che gli ha procurato un ginocchio sbucciato; e “chiaro di luna siderale”, unico pezzo di piano solo. Invece, “magnifica notte” è l'altro brano che vede De Rubertis duettare con la seconda importante partecipazione dell'album ovvero quella di Mauro Ermanno Giovanardi, molto vicino alle atmosfere dei primi anni Ottanta. Il disco prosegue con l'eleganza di “fiorigami”, “cantico di una creatura” e “cos'è la vita”. A chiude la trackilist è “quello che resta”: nel buio più profondo la luce che si manifesta anche se solo come ricordo è un inno alla vita, cantato al buio ma con entusiasmo.

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