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Epica - Requiem for the Indifferent ( 4490 letture ) With money segregating The centers are degrading The devastation We feared we'd befall But soon we'll realize that We can get reunited This could apply to us all, after all We'll never find our peace of mind If we don't leave the past behind Viviamo in un mondo crudele, non perché tutto ci si rivolti contro ma perché noi lo rendiamo tale. Pensateci, abitiamo una landa di menti desolate intente solo ad uccidersi le une con le altre per motivi politici, religiosi o per il semplice gusto di farlo, senza parlare poi di quelli che cercano di surclassare economicamente il loro prossimo senza curarsi delle conseguenze. Facciamo di tutto per lasciare la nostra sporca impronta su un pianeta che senza di noi probabilmente starebbe meglio; devastiamo l'ambiente e poi ci lamentiamo dei disastri naturali che noi stessi abbiamo creato alla fonte. Potremmo tranquillamente paragonarci ad una sorta di morbo infestante, eppure nel nostro piccolo siamo pur sempre esseri intelligenti capaci di grandi realizzazioni, anche artistiche. Ammetto che sia un po' pesante un simile preludio per la recensione di un disco, però non si può scindere la musica degli Epica dalle tematiche che hanno sempre affrontato nei testi; ma andiamo con ordine... Dopo due anni di lunga attesa, passata chiedendoci quando la band orange avrebbe partorito il suo quinto lavoro in studio, ecco arrivare - alle porte della primavera - questo Requiem for the Indifferent e già a questo punto della recensione mi sento di poter anticipare che l'attesa è stata ben ripagata. Ho ascoltato questo cd tante di quelle volte che ormai ho perduto il conto e, ogni volta che lo faccio, continuo a trovare piccoli dettagli e piccoli elementi che prima non avevo colto. Senza troppi giri di parole, siamo di fronte all'opera più complessa mai scritta da questi giovani olandesi, la più monolitica e la più “difficile” da ascoltare e comprendere intimamente. Scordatevi i pezzi easy listening, scordatevi i passaggi ripetitivi, questa volta abbiamo a che fare con un disco di 73 minuti, composto da canzoni che in media si aggirano sui 6 minuti e mezzo (con punte di quasi 10). Una durata complessiva densa e concentrata, con chitarre e sezione ritmica ormai chiaramente di matrice death, orchestrazioni consistenti per quanto non eccessivamente pompose e voci autrici di un'ottima prova, saturata dall'infinito numero di cori (spesso in latino) usati per supportare le complesse strutture delle canzoni. Insomma, la metamorfosi iniziata ai tempi di Design Your Universe è ormai completa: i nostri si sono a tutti gli effetti andati a collocare in quella zona vuota tra il metal estremo e quello sinfonico con voce femminile e l'hanno fatto sì appesantendosi e complicandosi notevolmente, ma senza con questo snaturare il loro sound. 

EPICA è presentato in Italia da Vertigo.co.it

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