Live Bands

CHRIS DUARTE

Scopri tutto su chris duarte, concerti, eventi, news e molto altro!

CHRIS DUARTE Nella visione musicale di Chris Duarte il viaggio è importante come la destinazione, forse perfino di più. Dalla sua prima apparizione nella metà degli anni 90, in Austin, Texas, Duarte ha forgiato nuovi sentieri per il blues ed esplorato nume-rose nuove creative espre-ssioni musicali. Lodato per la sua squisita abilità e vivida tonalità delle sue “six-string work”, nel-l’ultimo decennio Duarte ha dimostrato il suo conside-rabile ardore sia come compositore che come cantante e leader. Il suo talento lo incita ad accedere al Blues che lo esalta come un “genio”, ma Duarte dimostra il suo lavoro in molto altri fondamentali e fluidi contesti. “Io sono un musicista che è continuamente alla ricerca di migliori strade per andare dal punto A al punto B, e per migliorare la mia abilità. Non sono esattamente contento di stare in un posto”.In Romp, il secondo cd di Chris Duarte prodotto dalla Zoe/Rounder Records, la band è guidata nella corsa attraverso l’abbondanza dei locali sulle mappe musicali. Prodotto da Dennis Herring, è stato l’album del debutto di Duarte.A cosa Duarte si riferisce con “that funky North Mississippi thing they’ve got going on” pervade i titoli delle sue tracce, scritti da Junior Kimbrough, sopra il quale Duarte e la sua band scalano il metallico volume dei juke joints blues, includendo un sincopatico latin Groove in “Fire’s Gone out”, una rivisitazione interpretativa di Bob Dylan “One More Cup of coffee”, la classica andatura texana in “Bd Blues” e chiudendo poi con un aggraziato gospel “Take it to the Lord”. Duarte è un fan quanto un musicista, prende alcune battute iniziali dai suoi eroi, nobili e amici e le fa sue; 101 sono le jam di Jimi Hendrix in cui si distingue il fascino di Duarte, mentre in “Like Eric” paga la fedeltà al suo amico e compagno Austinite Eric Johnson (c’è anche un cenno alla storia nel suo titolo, inspirato dalla canzone “Like Sonny” di John Coltrane, scritto nello spirito di Sonny Rollins). “My My” si riferisce alla sonica esplosione di Jon Spencer mentre “Mr Neighbor” ci informa sull’ammirazione di Duarte per lo scrittore Elvis Costello e, nel passaggio finale, troviamo il melodico spirito di John Lennon. In tutti i suoi album Duarte usa il blues come punto di partenza per esplorare un universo musicale senza confini. Il suo approccio alla musica denota ancor più il suo talento e una ricerca che lo fanno musicista di avanguardia.Quando vede “Fiddler on the Roof” in TV è ancora un ragazzo. “Immediatamente volevo suonare qualcosa. Non ebbi uno strumento per le mani per ben 8 anni, ma il seme era piantato”. Nei suo primi anni, cresciuto in San Antonio, Texas, Duarte inizia a imparare a suonare la chitarra dal fratello più grande mentre scava voracemente in qualsiasi cosa dai Beatles ai Rolling Stones a Black Sabbath al punk rock. A 14 anni ha la sua prima chitarra elettrica con la quale serra una devozionale connessione e tutte le sue possibilità.Nel 1979, all’età di 16 anni, Duarte si sposta ad Austin “e compra una Stratocaster del ‘63 per 500 dollari”. Inizialmente esplora il suo amore per il Jazz di Coltrane, Miles Davis e John McLaughlin, ma era divertito dal blues epifanico che aveva ascoltato dal famoso Stevie Ray Vaughan al Continental Club.“Il Blues è il re di Austin” dice Duarte che presto si guadagna una nome nella musica blues. Suonando con i favoriti musicisti texani quali Bobby Marck & Night Train e Junior Medlow & the bad Boys, velocemente si costruisce una reputazione come ”una nuova calda pistola in una città con un esercito di chitarristi talentuosi”. Allo stesso tempo scava nel lavoro delle leggende chitarristiche di Austin come Jimmie Vaughan, Denny Freeman e Derek O’Brein, pagando speciali note alla fondazione ritmica che è il marchio di garanzia del Lone Star Blues style.Duarte ha un improvvisato spirito creativo che lo associa fortemente con il suo patner da lungo tempo, il bassista John Jordan, e che lo ha fatto conoscere nei primi anni 90. “Io vorrei solo uscire da qua e suonare le idee e le voci che sento nella mia testa,” lui ricorda. Ha vinto la maggiore etichetta di distribuzione con la Silverstone Records con la quale ha realizzato Texas Sugar/Strat magik nel 1994 considerato immediatamente un grande lavoro. È stato nominato “Best Blues Guitarist” nei Guitar Player’s del 1995 ed è finito nella quarta posizione, accanto a Eric Clapton, Buddy Guy e B.B. King, nella rivista “Best Blues Guitarist”; ma qualcosa molto più della sua magica chitarra blues era al lavoro nella Chris Duarte Band.Una rivista per musicisti lo elogia dicendo “Duarte è un taglio estremo, dal funk al punk,da Hendrix a B.B. King, tutto contrassegnato dal suo suono caratteristico, dal suond della sua Stratocaster e da un ingegnoso uso di esempi, loop ed elettronica.” Love is greater than Me, è il suo debutto nel 2000 anche promosso dall’ espansione del lessico di Duarte con soffi di grunge, jazz e funk in mezzo al rock blues.Durante tutta la loro strada, la Chris Duarte Band è balzata tra vibrazioni e fremiti su innumerevoli palchi, calcando un buon mezzo milione di miglia nel loro attendibile van acquistato nel 1996. Ora con il nuovo batterista Ed Miles ha registrato il suo nuovo lavoro “on Romp”, con il quale si è firmamente fissato nel futuro.Dopo tutto, il viaggio è ancora nella sua mano. “Io so di avere ancora una lunga strada da fare” conclude Duarte. “È tutto intorno all’esplorazione della musica e nel vedere cos’altro è ancora fuori di qui. Questo è quello che mi incita come anche avere un buon feeling con il pubblico. Non c’è nulla come quando sei sul palco e ti muovi con il pubblico, è un incredibile feeling.”

CHRIS DUARTE è presentato in Italia da SLANG MUSIC

Altre informazioni

Tutti gli eventi per chris duarte