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CASS McCOMBS

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Sarà capitato a tutti di comprare un disco o un libro di un autore (semi)sconosciuto per la sua copertina accattivante. A me capita spesso ed a volte la sorpresa è anche positiva. Stavolta però il mio fiuto da cacciatore di musica non è stato stuzzicato da un'immagine bensì da una canzone, che ascoltata casualmente per radio mi ha spinto fiducioso all'investimento. La canzone fatale si chiama "Dream-come-true-girl" ed è una semplice ballata dal sapore vintage dove il soul/pop degli anni '50-'60 fa prepotentemente capolino. L'auore, Cass McCombs, invece è un trentenne americano originario di Baltimora con alle spalle 4 dischi e una discreta considerazione tra gli addetti ai lavori. Per me che, folgorato dal brano sopracitato, aspettavo un nuovo Pete Molinari questo Catacombs non è stato facilissimo da digerire, ma ora dopo vari ascolti il gradimento comincia a lievitare. Sebbene la strumentazione sia per la maggiore acustica, Cass non è per niente l'artista da archiviare tra la moltitudine di cantautori americani figli del dio Bob, anzi la sperimentazione (anche se non sempre riuscita) è una parte integrante di questo Catacombs che vive di improvvise impennate ed anche purtroppo di noiose pause. Il primo tedio infatti arriva già con la seconda traccia, "Prima Donna", una ballata cantilenante, che se breve sarebbe anche risultata gradevole, ma francamente i 5 minuti impiegati per il pezzo faticano a passare. Cambia totalmente l'atmosfera con "You saved my life" dove i toni cupi e malinconici prendono il sopravvento sulla solarità di apertura ed il brano, giocato sulla lentezza alternata all'apertura del ritornello, risulta riuscito ed affascinante. Si arriva a "Don't vote" e le carte in tavola cambiano nuovamente con un pezzo ibrido, a metà strada tra il boss di "I'm on fire" ed i Cure di "Close to me", la canzone scivola lentamente facendo intendere un'esplosione che non avverrà mai lasciando l'ascoltatore con una strana sensazione di freddo. Attraverso l'intimistica e cantautorale "The executioner's song" si arriva ad "Harmonia", una dolce ballata acustica che tradisce la devozione di Cass per il mai troppo compianto Elliott Smith. Il livello del disco rimane elevato con l'elegante "My sister my spouse" dove mister McCombs con il dovuto rispetto cerca di omaggiare il John Lennon degli anni americani. Inesorabile arriva però l'altra pausa del disco, infatti gli oltre 5 minuti di quella assurda marcetta che è "Lionkiller got married" sembrano veramente troppo per un brano che non doveva essere altro che un breve diversivo. La beatlesiana "Eavesdropping on the competition" riporta il sereno con la sua lieve psichedelia smorzata dalle chitarre country di sottofondo. Dopo l'ennesimo tributo al "tricheco" con la sensuale "Jonesy boy" arriviamo alla chiusura affidata alla legerissima "One way to go", sorta di "Dream a little dream of me" moderna dove fa capolino un altro collega vicino a Cass come concezione di melodia pop, un certo Sondre Lerche. www.cassmccombs.com www.facebook.com/CassMcCombs

CASS McCOMBS è presentato in Italia da DNA CONCERTI

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