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BLAK SAAGAN

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Mentre il suo primo disco A Personal Voyage esplorava lo spazio, influenzato dal lavoro del cosmologo Carl Sagan, Blak Saagan, con il suo ultimo concept album, Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo, porta gli ascoltatori in una direzione completamente diversa. Li prende per mano e li porta a rivivere una delle pagine più tristi e oscure della storia italiana: il rapimento di Aldo Moro da parte dei terroristi delle Brigate Rosse, nel 1978.  Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo è uno storytelling in tredici capitoli-canzoni, un viaggio tra echi di Brian Eno, Ennio Morricone, John Carpenter, Kosmische Kraut, Egisto Macchi, Daniela Casa, Goblin e Library Music. L’anno degli accadimenti narrati nel doppio album di Blak Saagan è il 1978, una sorta di anno spartiacque, in cui si trovavano a convivere musica psichedelica, elettronica e post-punk, elementi principali di Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo. Ogni brano si collega alla vicenda e prende spunto dagli accadimenti trascorsi durante quei 55 giorni, dall’aggressione alla scorta e rapimento di Moro al ritrovamento del suo corpo nel bagagliaio di una Renault 4. Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo è la colonna sonora di un film che ancora non è stato girato. Si trovano riferimenti ai personaggi che popolarono quelle tragiche giornate, alle lettere che Moro scrisse durante la sua detenzione, alle comunicazioni delle BR, alle trattative ed al ruolo incerto dei servizi segreti. Il titolo è tratto da un brano dell’ultima lettera di Aldo Moro scritta durante la propria prigionia. Egli, ormai consapevole di essere oggetto della condanna a morte da parte dei suoi sequestratori, dichiara: “Vorrei capire come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”. Quel “se” condizionale, detto da un uomo di Chiesa, esprime un dubbio del tutto umano, struggente ed universale. Un dubbio che inspira e che chiude (o non chiude) la storia che Blak Saagan racconta. Una storia lineare, con un inizio ed una fine, ma che si prende momenti per deviare nell’oscuro, nel nascosto, nel segreto. Nella sua opera Blak Saagan mescola fatti accertati con verità presunte, istantanee ancora secretate di una tragica vicenda e fatti di cronaca acclarati. L’album non ha la pretesa di essere la cronistoria di un avvenimento mai del tutto chiarito, ma è una personale visione del dramma di Aldo Moro narrata seguendo un percorso che va sempre più in profondità, con momenti di tensione, momenti di suspense, passaggi sognanti che offuscano la realtà e rulli di tamburi che echeggiano l’iperrealtà. Registrato nel corso di due anni utilizzando un organo Farfisa Vip 205, drum machine Roland TR-606 e 505, un sintetizzatore Siel Orchestra, un Moog Model D e vari effetti analogici, i quattro lati del doppio LP sono il più densi possibile. Commoventi fin dall’iniziale loop di immagini che suscita la kraftwerkiana “Convergenze Parallele”, seguiti dal sintetizzatore a sangue freddo di "Scuola Hyperion" e “Achtung Achtung”, che risuonano, rispettivamente, di percussioni post punk e di malinconiche atmosfere euro-pop. “L’uomo Incapucciato” esalta il dramma della vicenda, rieccheggiando la colonna sonora dei Goblin per L’Alba dei Morti Viventi, mentre “Ore 9: Attacco al Cuore dello Stato” è un brano in puro stile colonna sonora di film poliziottesco, con gong, percussioni ed elementi orchestrali che raggiungono vette di suspense morriconiana. In "E Lo Spettro Disse: Gradoli" flauti celestiali si intrecciano e portano avanti l'estatica eredità terrestre dei maestri italiani Alessandro Alessandroni, Egisto Macchi e Piero Umiliani. Nei brani “Dentro la Prigione del Popolo" e ”La Firma Del Legionario" si trovano decisamente richiami a John Carpenter e a quell'incrocio che, nell’anno spartiacque 1978, si concretizzò tra musica post-punk, letteratura fantascientifica, new wave e minimalismo. L’album si conclude con la maestosa title-track di 8 minuti, Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo, che si eleva a momento di catarsi, dipingendo un mondo libero da ogni costrizione ritmica dove il mistico danza con l'ignoto e dove la luce ha finalmente il permesso di invadere e permeare la realtà.

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