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BLACK COUNTRY, NEW ROAD

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I Black Country, New Road sono: May Kershaw (tastiere), Charlie Wayne (batteria), Luke Mark (chitarra), Isaac Wood (voce e chitarra), Tyler Hyde (basso), Lewis Evans (sax) e Georgia Ellery (violino).

Ascoltando il loro sound è indubbio che i BCNR sia britannici: provengono da Cambridge, in gran parte, e molti di loro si conoscono dalla scuola secondaria.

Nati dalle ceneri dei Nervous Conditions, le loro fusioni idiosincratiche hanno iniziato a farsi strada con le live performance al Windmill, il pub londinese di Brixton già meta dei Fat White Family e molte altre band.

Il loro singolo di debutto “Athens, France” via Speedy Wunderground e Blank Editions è un brano impregnato di tensione, così come “Sunglasses”, sold out in tutti formati disponibili dopo solo due giorni. Un brano semplicemente maestoso nei suoi quasi nove minuti: una corsa sfrenata, che passa dal post-rock al post-punk a un'esplosione di free-jazzy noise.

Sebbene i BCNR siano principalmente una band strumentale, i loro testi si concentrano sulle parole del chitarrista Wood. I suoi testi sono ricchi di narrazioni ellittiche e prospettive mutevoli, costellati di riferimenti alla cultura pop.

In controtendenza con la cultura della gratificazione istantanea, i BCNR si sono fatti conoscere e amare per l'unione di stili, emozioni e per la grande potenza live. L’anno seguente è stato caratterizzato da un assordante silenzio che non ha fatto altro che aumentare l’hype nei confronti del BCNR. Silenzio interrotto solamente nell’ottobre del 2020 da Science Fair, nuovo brano e nuovo centro pieno nel suo essere spiazzante e differente rispetto alle due tracce precedenti ma allo stesso tempo non privo degli elementi cardine della proposta della band. Una prova del nove dell’immensa creatività di Wood e compagni che anche in questo caso non perdono l’occasione per infarcire il flusso in spoken di riferimenti geek (chi mai scriverebbe una canzone sulla Cambridge Science Fair??), musicali («And fled from the stage with the world’s second-best Slint tribute act») e di quei contorni torbidi intarsiati di ironia («I saw you undressing. It was at the Cirque du Soleil») presenti anche in Athen’s, France e Sunglasses. Anche nei sei minuti di Science Fair emerge il fondamentale apporto ritmico del batterista Charlie Wayne, qui con un groove secco (che può ricordare certe cose di Philip Selway dei Radiohead) che sorregge l’ossessiva ripetitività del basso di Tyler Hyde (figlia di Karl Hyde degli Underworld). Ed è proprio attorno al concetto di ripetizione ciclica tanto caro al minimalismo di Steve Reich che ruota Track X, quarta traccia pubblicata dagli inglesi (manco a dirlo, altri cinque minuti scarsi praticamente impeccabili) che spezza la circolarità degli arpeggi solamente in un paio di pseudo-ritornelli (o meglio soavi cori femminili). Qui la frase culto è «I told you I loved you in front of Black Midi» ed è proprio questo continuo citare colleghi e amici in deliranti monologhi densi di lirismo a delineare un filo conduttore tra questi ventenni della generazione Z e la beat generation.

 

BLACK COUNTRY, NEW ROAD è presentato in Italia da COMCERTO

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